Il Tirreno

Pisa

Maltempo

Pisa, pioggia record sulla città: allagamenti, danni e disagi (e polemiche)

di Francesco Loi
Pisa, pioggia record sulla città: allagamenti, danni e disagi (e polemiche)

Case e negozi invasi dall’acqua anche in centro. Opposizioni all’attacco

4 MINUTI DI LETTURA





PISA. Intorno all’ora di pranzo. E avanti così per larga parte del pomeriggio. La pioggia è scesa copiosa, intensa. Soprattutto incessante. Fogne e tombini hanno iniziato a respingere l’acqua il cui livello si è alzato rapidamente. Paratie montate di corsa, stivali, chi ce l’aveva i sacchini. In molti casi, tutto inutile. Corso Italia: turisti in fuga, almeno 20 cm di acqua, negozi allagati. San Marco, situazione simile. Come tutti i quartieri di qua e di là rispetto alla Stazione Centrale. E poi zone di Don Bosco, ma anche di Cisanello e Cep. A Porta a Mare il sottopasso allagato.

Cartoline in fotocopia, poco edificanti, una prova sbagliata di quello che potrà succedere ancora tra autunno e inverno. L’allerta arancione era stata emessa, ma così in pochi se lo aspettavano. Almeno, pensavano che i sistemi di prevenzione e smaltimento funzionassero di più e meglio. Poi l’acqua è rientrata più o meno velocemente con il passare delle ore del pomeriggio. Lasciando però una scia di rabbia, polemiche e anche preoccupazione.

«La stazione di Pisa Facoltà di Agraria ha fatto registrare 77,6 millimetri caduti dalle 13,15 alle 14,30», è quanto riporta il Cfr, Centro funzionale regionale. Il sindaco Michele Conti si è fatto sentire in prima battuta via social. «Una quantità di pioggia enorme, caduta in pochissimo tempo, considerando che la media di precipitazioni a Pisa è tra gli 800 e i 900 mm in un anno – sottolinea –. Vista la straordinarietà dell’evento abbiamo aperto formalmente il Coc (Centro operativo comunale) e la Protezione civile è al lavoro per coordinare gli interventi sul territorio».

Mentre cittadini e commercianti sono impegnati in qualche modo a difendersi e a togliere l’acqua dalle loro proprietà, sotto un cielo costantemente grigio e minaccioso, a scatenarsi, e non poteva essere altrimenti, è anche il duello politico.

«Manutenzioni insufficienti, pulizia al minimo, caditoie che non ricevono, mancanza di interventi, sempre meno investimenti per la sicurezza idraulica, aumento della superficie cementificata e meno aree verdi, assenza di progetti adeguati relativi alla raccolta dell’acqua piovana. A tutto ciò si evidenzia ancora una volta un’insufficienza di mezzi e risorse per protezione civile e polizia municipale che rende tutto più complesso», attacca Matteo Trapani, capogruppo del Pd in consiglio comunale.

Non da meno la sinistra radicale con Diritti in comune: «La giunta Conti dovrebbe dare risposte per ciò che non si è fatto, a partire dalla pulizia preventiva dei tombini intasati e non funzionanti. A questo si aggiungono i problemi strutturali sulla messa in sicurezza dal punto di vista idraulico del territorio, che presentano ritardi ingiustificabili. Ma non solo: se si pensa di continuare a impermeabilizzare le aree permeabili e verdi, come ha deciso di fare la giunta, il quadro non potrà che peggiorare».

Anche i social sono inondati di critiche, qualcuno tenta comunque di mettere in evidenza la particolarità dei numeri rispetto alla quantità d’acqua.

Il sindaco interviene in diretta al tg di 50 Canale per fare il punto. E dire la sua. «A fronte di una situazione di allerta arancione regionale – dice – qui è piovuto più che nel resto della Toscana, ma gli allagamenti sono rientrati. Durante il periodo di maggiore intensità della pioggia ho fatto un giro della città per vedere i problemi. A San Marco erano evidenti, ad esempio, ma non in tutta Pisa era così. A Porta a Lucca, che si allagava sempre, dopo gli interventi strutturali che abbiamo fatto, gli allagamenti non si sono verificati. I 32mila tombini della città sono georeferenziati e periodicamente puliti, in media 2.500 al mese».

Ma negli occhi, ancora, ci sono le immagini di Corso Italia stile Venezia. «Ho visto che c’erano 20 centimetri, ma dopo circa 40 minuti l’acqua era rientrata – prosegue Conti –. È la prova che non è un problema di tombini quanto di capacità di scolo non sufficiente. Servono manutenzioni, ma anche interventi più importanti. La cementificazione selvaggia degli anni passati non aiuta, con il nostro Piano operativo stiamo molto attenti a evitare ulteriore consumo di suolo. Lavori? In affidamento quelli a San Marco, dove saranno realizzati grandi scatolari per accogliere le acque». Critiche anche sull’apertura (in ritardo?) del Coc. «Sono questioni tecniche, non politiche. È stata seguita la procedura».


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa