La protesta
Il rettore dell’Università di Pisa: «Franca Melfi in Calabria? Dispiaciuto, ma rispetto la scelta»
L’Unipi aveva bandito un concorso per professore ordinario, andato deserto. L’assessore regionale Simone Bezzini: «Da parte nostra c’è la massima disponibilità e la più totale apertura»
PISA. «In parte già sapevo, Franca mi aveva anticipato». La chiama per nome, il rettore dell’Università di Pisa Riccardo Zucchi, come si fa fra amici di vecchia data. «Perché quello siamo: per quattro anni sono stato anche il direttore del dipartimento lavorava» sorride.
Esattamente dal 2015 al 2019: Zucchi alla guida del Dipartimento di “Patologia chirurgica, medica, molecolare e dell’area critica”, la professoressa Franca Melfi del Centro multidisciplinare di chirurgia robotica dell’Azienda ospedaliera pisana, oltreché professoressa associata di chirurgia toracica. Sì proprio lei, la luminare presidente in carica dell’Eacts (l’associazione europea di chirurgia cardiotoracica), la prima al mondo, nel 2001, ad eseguire la procedura di asportazione del tumore al polmone con il robot. La stessa che ha trasformato l’edificio 30 dell’Ospedale di Cisanello in un riferimento internazionale per professionisti di Francia e Inghilterra. E che a fine ottobre lascerà Pisa per trasferirsi all’Università della Calabria, la sua regione d’origine, ma anche l’ateneo in cui andrà a ricoprire il ruolo di professore ordinario in virtù del concorso appena espletato e vinto.
Sì, un po’ anche dispiaciuto Zucchi per l’addio, almeno professionale, alla città, di una delle pioniere delle chirurgia robotica internazionale. «Da rettore non si può non esserlo, quando va via un professionista di tale livello». Però, c’è anche «il rispetto e l’ammirazione per la scelta di Franca che ha voluto raccogliere una nuova sfida, nella sua terra d’origine, in una realtà in cui la chirurgia robotica ancora non esiste» spiega. E poi aggiunge: «Sì, sono un po’dispiaciuto, ma sono anche sereno per almeno tre motivi: in primo luogo l’attività del Centro multidisciplinare di robotica andrà, comunque, avanti proprio grazie al grandissimo impegno della professoressa Melfi che ha formato un gruppo di lavoro giovane ma dalle straordinarie competenze, poi perché credo che lei stessa continuerà a collaborare con il centro e l’azienda ospedaliera e, infine, perché quando si è di fronte a una scelta di vita, non resta che accettarla».
Perché di questo si tratta per il rettore Zucchi, che sgombra il campo da alcune voci circolate da quando Aoup e Università della Calabria hanno annunciato il trasferimento: «Se fosse un po’ insoddisfatta perché era professore associato e non ordinario? Bisognerebbe chiedere a lei, ma tenderei ad escluderlo per un motivo molto semplice: nei mesi scorsi abbiamo bandito un concorso proprio per un ordinario di chirurgia toracica ed è andato deserto. Credo che se fosse stata interessata, non avrebbe avuto problemi, non solo a partecipare, ma anche a vincerlo».
In effetti i due concorsi per un ordinario in chirurgia toracica sono stati quasi contestuali: il 3 marzo è uscito quello dell’Università della Calabria, vinto dalla professoressa Melfi, il 22 aprile quello dell’ateneo pisano. In ogni caso la pioniera della chirurgia robotica non se n’è certo andata per mancanza di opportunità: di questo Zucchi è sicuro, «dato che avrebbe potuto continuare tranquillamente a dirigere il centro e chiudere la carriera universitaria da ordinario, – dice: – invece ha scelto di rimettersi in gioco in una nuova avventura e per questo merita apprezzamento».
Con la Melfi si complimenta anche la senatrice Ylenia Zambito: «Ha vinto un concorso pubblico e ottenuto un prestigioso incarico per lo sviluppo della ricerca e delle nuove tecnologie all’Università della Calabria». Lei, però, il dispiacere lo esplicita in modo netto: «Spero non si interrompa il rapporto con Pisa e che si possano trovare tutte le forme di collaborazione possibili perché resta, e dispiace, la grave perdita per l’Azienda ospedaliera pisana». Sul proseguimento della collaborazione insiste anche l’assessore regionale al diritto alla salute Simone Bezzini: «Da parte nostra c’è la massima disponibilità e la più totale apertura» dice. Subito dopo si congratula e soprattutto ringrazia «per lo straordinario contributo che ha dato alla sanità della Toscana».
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