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Valvola, sostituzione mini-invasiva: la paziente va a casa dopo tre giorni. A Pisa il primo intervento di questo tipo in Italia
L’équipe: «Il nostro gruppo si conferma ai vertici nazionali ed europei»
PISA. L’équipe di Emodinamica dell’Aoup – diretta da Marco De Carlo, associato di Malattie dell'apparato cardiovascolare all'Università di Pisa – ha impiantato la valvola in una paziente di oltre settant’anni affetta da una gravissima insufficienza della valvola tricuspide che le causava debolezza e affanno sempre più gravi.
Il giorno precedente all’intervento, l’impianto è stato provato con un simulatore dotato di un cuore di silicone identico a quello della paziente, ottenuto con la stampa in 3D sulla base della Tac. L’intervento è stato quindi effettuato in soli 70 minuti dall’équipe composta da Marco De Carlo, Cristina Giannini e Alessandro Sticchi, con la guida dell’ecocardiografia tridimensionale affidata a Paolo Spontoni e Matteo Mazzola – tutti della sezione Laboratorio emodinamica – e con l’assistenza anestesiologica di Augusta Danella, dell’unità operativa Anestesia e rianimazione Ctv. Presente in sala operatoria anche l’inventore della protesi valvolare, Georg Lutter, docente di Cardiochirurgia alla facoltà di Medicina dell'Università Christian Albrechts di Kiel (Cau), in Germania. L’impianto della protesi è stato tollerato benissimo dal cuore della paziente, che è stata riportata nella sua camera di degenza senza bisogno di un ricovero in terapia intensiva, né di farmaci endovenosi. Dopo soli tre giorni è tornata a casa: un tempo di recupero record per l’intervento di sostituzione valvolare tricuspidalica.
«Il nostro gruppo – sottolinea De Carlo – si conferma ai vertici nazionali ed europei negli interventi “transcatetere”, mini-invasivi, sulle valvole cardiache. Ci ha fatto particolarmente piacere il complimento dell’inventore della valvola: “Avete un grande team, estremamente motivato, di cui abbiamo apprezzato la positività e la dedizione”. Nei prossimi mesi l’Emodinamica dell’Aoup sarà protagonista di uno studio clinico internazionale mirato a dimostrare i benefici di questo dispositivo».
Esprime grande soddisfazione anche la direttrice generale dell’Aoup, Silvia Briani: «Questi risultati sono il frutto della competenza, dell’entusiasmo e del lavoro di squadra di medici, infermieri, tecnici, coordinatori degli studi clinici, operatori socio-sanitari. E della squadra fa parte anche chi, in Azienda, ha fatto in modo che questa innovativa protesi valvolare, non ancora in commercio, fosse disponibile per la nostra paziente, che non aveva altre opzioni terapeutiche in grado di risolvere la sua grave insufficienza tricuspidale».
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