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Sos povertà in provincia di Pisa per quasi 15mila famiglie: i dati comune per comune

di Francesco Paletti
Una mensa della solidatietà (archivio)
Una mensa della solidatietà (archivio)

In testa c’è Santa Croce, subito dopo Pisa e Pontedera. In totale sono sotto la soglia quasi 8 nuclei su 100: la mappa

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PISA. In testa c’è Santa Croce sull’Arno. E subito dopo Pisa e Pontedera. Poi, leggermente più distaccati, Riparbella e Castelfranco di Sotto. Ma è una di quelle graduatorie in cui “primato” fa rima con disagio e nelle quali sta meglio chi si trova nelle posizioni di coda.

La classifica

È la classifica dei comuni della provincia per percentuale di famiglie con un Isee inferiore ai 6mila euro annui, che può essere ricostruita consultando i dati disaggregati per comune e aggiornati alla fine del 2022, provenienti dall’Inps e diffusi dal portale dell’Osservatorio sociale regionale. Famiglie povere insomma. E, forse anche qualcosa in più, se è vero che, per accedere oggi all’Assegno d’Inclusione e in precedenza al Reddito di Cittadinanza, ossia le ultime due misure di contrasto alla povertà grave varate in Italia, il requisito patrimoniale (da abbinare agli altri previsti dalla normativa) è fissato a meno di 9.360 euro annui di Isee. Qui la soglia è anche più bassa, ma in provincia di Pisa non la superano 14. 847 nuclei il 7, 9% di tutte quelli residenti: si tratta del 30,9% in più rispetto al 2017. Ma quelli provinciali sono dati medi che fanno sintesi di andamenti piuttosto differenziati nelle diverse aree del territorio pisano.

La mappa

A Santa Croce sull’Arno, “capitale” del distretto del cuoio toscano, infatti, la quota percentuale sale addirittura all’11,7%, il quarto comune con l’incidenza più elevata della regione superato solo da Montecatini Terme, Sambuca Pistoiese e Radicondoli. Pisa si ferma poco più in basso, ma con l’11, 2% la città della Torre è anche il comune capoluogo con l’incidenza più alta della regione. Segue Pontedera (10,4%) , ma si collocano al di sopra delle media provinciale anche Riparbella (9,8%) , Castelfranco (9%), Castellina (8,9%) e Castelnuovo Valdicecina e Santa Luce (entrambe 8,1%).

Insomma, dati alla mano, il disagio economico colpisce sì, il capoluogo e i principali centri industriali della provincia (vedi Pontedera e Santa Croce e Castelfranco per il comprensorio del Cuoio) , ma anche comuni piccolissimi e collocati in aree periferiche, in particolare quelle delle colline fra il territorio pisano e livornese. “Morde” un po’ meno, invece, nei due grandi comuni “diffusi” della provincia: a Cascina si ferma al 7,1% e a San Giuliano Terme al 6,3%. In ogni caso, i dati in valore assoluto, corrispondenti al numero effettivo delle famiglie con Isee inferiore ai 6mila euro sono impressionanti: a Pisa si tratta di 5.203 nuclei, a Pontedera di 1.335 e Cascina di appena uno in meno, a San Giuliano Terme di 856 e a Santa Croce sull’Arno di 679.

Il trend

Complice prima l’impatto socio-economico della pandemia e poi quello dell’inflazione, la tendenza è alla crescita costante. Fra il 2017 e il 2022, infatti, si è assistito quasi un’impennata del numero di famiglie scivolate sotto la soglia dei 6mila euro di Isee. In termini percentuali gli aumenti maggiori sono stati a Santa Luce (+88,6%) e Guardistallo (+65,4%) , incrementi corrispondenti, rispettivamente, a 31 e 17 famiglie. Subito dopo, però, c’è Pisa dove, in cinque anni, le famiglie povere sono aumentate del 48,4%, ben 1.697 in più. Ancor più preoccupante è il fatto che l’impennata è generalizzata: complessivamente, infatti, sono sette i comuni che, fra il 2017 e il 2022, hanno realizzato una crescita superiore al 40% perché, ai tre citati, vanno sommati anche Santa Maria a Monte (+47,4%), San Miniato (+46,2%), Montescudaio (+44,2%) e Santa Croce sull’Arno (+42,9%) . E ben 19 quelli che si pongono al di sopra della media provinciale: alla lista, infatti, vanno aggiunti pure Castelfranco di Sotto (+38,4%), Vicopisano (+38%) , Buti (+37,3%) , Montecatini Valdicecina (+36,7%), Pontedera (+35,9%) , San Giuliano Terme (+35,4%), Riparbella (+33,9%), Castellina Marittima (+33,3%), Calcinaia (+33%) , Vecchiano (+32,9%) , Casale Marittimo (+31,8%) e Bientina (+30,9%).

In controtendenza

Fra i grandi comuni restano al di sotto della media soltanto Cascina (dove, comunque, l’aumento è stato del 27%) e Ponsacco (+22,9%) . In quadro di crescita esponenziale della povertà economica in tutto il territorio provinciale, ci sono comunque cinque comuni in cui, nonostante neppure loro siano stati risparmiati dall’incremento degli ultimi anni, la quota di famiglie povere rimane al di sotto del 5%: si tratta di Lajatico (4,3%), Palaia e Chianni (4,4%) , Capannoli (4,6%) e San Miniato (4,9%).

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