La manifestazione
Pisa, affittacamere triplicati in dieci anni: e adesso arriva il codice antievasori. Ecco il “Cin”: cos’è e come funziona
Ogni struttura dovrà esporlo e utilizzarlo per la promozione sul web: per chi non lo fa rischio multe fino a 5mila euro
PISA. Arriva anche a Pisa la “carta d’identità” per gli affittacamere. A fine mese partirà la procedura per ottenere dal ministero il “Cin”, vale a dire il Codice identificativo nazionale che ogni struttura ricettiva – anche se condotta in maniera non imprenditoriale – dovrà utilizzare in qualsiasi operazione di promozione. Un provvedimento che riguarda, solo nel Comune di Pisa e solo nel caso di strutture registrate in Camera di commercio, 220 tra b&b, affittacamere e case vacanze. Ai quali andranno aggiunti tutti i privati – quindi senza partita Iva – che rendono disponibili alloggi di proprietà ai turisti anche attraverso i portali Internet come Airbnb.
Fenomeno in crescita
L’ultimo anno nel quale il numero degli alberghi era superiore a quello di affittacamere, b&b e simili è stato il 2008: l’anno successivo – secondo i dati della Camera di Commercio relativi al comune di Pisa – avvenne il sorpasso, con 38 hotel e 40 affittacamere. Da quel momento la tendenza è stata sempre più marcata a vantaggio dei secondi. Tra 2015 e 2024 gli alberghi sono aumentati da 48 a 69 (un incremento del 43 per cento, comunque non trascurabile), mentre le altre forme di ospitalità sono salite da 76 a 220, con un’impennata del 189 per cento.
Su internet
Si tratta però soltanto di una parte di un fenomeno legato a un modo diverso di fare turismo, legato anche all’esplosione di Internet. Perché – come detto – i numeri della Camera di commercio fotografano solo chi esercita questa attività tramite la partita Iva: sono esclusi dunque tutti i privati che lo fanno in forma non imprenditoriale, secondo i paletti imposti dalla legge, a partire dal numero degli alloggi da affittare, che non può essere superiore a tre. In altre parole, in questa contabilità non rientrano molti di coloro che piazzano il proprio immobile sui portali Internet. Per dare un’idea dell’ordine di grandezza del fenomeno, una veloce ricerca su Airbnb per una notte nella settimana tra il 19 e il 25 agosto mostra oltre 350 alloggi disponibili.
Arriva il Cin
In questo contesto arriva la piccola grande rivoluzione del Cin. Si tratta di un codice identificativo previsto da una legge del 2023, legato strettamente alla Banca dati nazionale delle strutture ricettive e degli immobili destinati a locazione breve o per finalità turistiche.
Ogni esercente sarà obbligato a esporre il suo Cin all’esterno della struttura e a richiamarlo per ogni attività promozionale. Da parte sua il cittadino interessato potrà controllare sul portale Internet del ministero se quel codice corrisponde effettivamente a una struttura compresa nella banca dati. Oltre a questo, il meccanismo è pensato ovviamente anche contro le “forme irregolari” di ospitalità, spesso sconosciute al fisco.
Come funziona
Il proprietario dell’alloggio dovrà richiedere via Internet il proprio Cin al ministero, probabilmente a partire dal 28 agosto. Il sistema entrerà in funzione a partire dal 1° settembre e dopo 60 giorni scatteranno le sanzioni previste dalla legge: per chi affitta senza Cin si andrà da 800 a 8mila euro, a seconda delle dimensioni. Chi non espone il Cin sarà punito con una multa da 500 a 5mila euro, mentre chi non installa le misure di sicurezza previste (rivelatore di fumo ed estintori) dovrà pagare da 600 a 6mila euro. I controlli saranno a carico della polizia municipale e i fondi delle sanzioni rimarranno al Comune per finanziare politiche in materia di turismo e interventi per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti.
Non basta: la legge prevede anche che Agenzia delle entrate e Guardia di finanza mettano appunto una campagna per individuare chi affitta camere sprovviste di Cin: per questo avranno accesso al contenuto della banca dati delle strutture ricettive. Per ulteriori informazioni o chiarimenti, è possibile contattare l’ufficio turismo del Comune di Pisa all’indirizzo email turismosovracomunale@comune.pisa.it e ai seguenti numeri telefonici: 050 910375 (Irene Navarro), 050 910151 (Valeria Pala).
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