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Pisa

Il furto

Pisa, soccorre la vittima di un incidente e le rubano il portafoglio. L’appello di Valentina: «Almeno ridatemi i documenti»

di Roberta Galli

	Via Pisorno a Tirrenia e la vittima del furto, Valentina Iaria
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Via Pisorno a Tirrenia e la vittima del furto, Valentina Iaria

La disavventura a Tirrenia mentre la donna stava aiutando un 60enne ferito: «In quel momento non ho pensato alla borsa»

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PISA. «Almeno ridatemi i miei documenti». Valentina Iaria, 32 anni, origini calabresi, ma cresciuta a Parma, nonostante il furto subito, spera ancora che qualcuno possa mettersi una mano sulla coscienza e restituirle i suoi effetti personali. «Mentre i soldi – afferma – sono certa che non li rivedrò più».

Il furto è avvenuto lunedì pomeriggio a Tirrenia, alla luce del sole, mentre Valentina inginocchiata a terra stava aiutando un sessantenne rimasto ferito in un incidente sulla via Pisorno. La donna, che da un paio di anni lavora e risiede con il marito sul litorale, ha visto quell’uomo con la faccia sporca di sangue, agitatissimo, riverso sull’asfalto con il suo scooter ripiegato addosso e non ci ha pensato due volte. D’istinto ha lasciato la borsa, ha posato il cellulare a terra e ha fatto il suo dovere di cittadina. «Mentre altri – denuncia –purtroppo stavano lì a scattare foto, e dispiace dirlo, a vedere la scena, senza muovere un dito».

È stata, infatti, la stessa donna, con un passato da volontaria del 118, ad allertare i soccorsi, a parlare al telefono con la sorella del ferito, e ad attendete l’arrivo dell'ambulanza e dei vigili urbani. Ed è in quei minuti cha qualcuno è riuscito a mettere le mani dentro la sua borsa e a portale via il portafoglio.

«Mentre assistevo quella persona ferita – racconta Valentina – non mi sono accorta che qualche brava persona ne ha approfittato per fregarmi. Già il furto di per se è una cosa non da brave persone, ma rubare mentre si sta aiutando qualcuno in difficoltà è una cosa che supera ogni schifo. In quel momento la mia preoccupazione non era certo la mia borsa e l'ho persa di vista, non pensando esistessero persone del genere. Pertanto se qualcuno a Tirrenia dovesse trovare un portafoglio nero della Disney sappia che è il mio. Sicuramente non spero di ritrovare i soldi, però almeno eviterei l'iter di richiedere tutti i documenti e questo sarebbe fantastico. Ovviamente ho già provveduto a bloccare le carte».

Anche se il ladro ancora prima che Valentina si accorgesse del furto ha usato il suo bancomat per farsi una bella bevuta a base di birre, 49 euro in tutto, in un locale di Tirrenia. Ma quello che amareggia ancora di più la derubata è il non poter più aiutare il fratello. Nella sua borsa c'erano 500 euro in contanti che sarebbero stati utilizzati per acquistare un buon numero di copie del libro scritto da Mark Taibi.

«Mio marito e io – spiega ancora la trentaduenne – volevamo fargli un regalo. Mio fratello da piccolo è stato vittima di bullismo e adesso dopo tanti anni è riuscito a buttarsi dietro le spalle questa brutta esperienza, trasformandola in un riscatto e raccontando una storia vera, ma non la sua».

Il libro, “Una vita in cerca di liberta” in vendita su Amazon, parla di Maria, una donna che sogna in grande. Dal piccolo paesino del Sud Italia immagina le passerelle di moda milanese. A sostenerla solo suo zio, la sua ancora di salvezza, un individuo nato nel corpo sbagliato e considerato sbagliato. «Per fare una sorpresa a Mark - conclude Valentina – avevamo rinunciato anche alle nostre vacanze. Purtroppo è andata così, ma rifarei tutto da capo. So cosa vuol dire finire per strada ferita. Lo scorso anno è toccato a me, sempre a Tirrenia, investita sulle strisce e ancora porto sul mio corpo i segni di quella caduta».


 

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