Sicurezza
Comune-Pisa Sc: dialoghi fitti ma conti ancora in sospeso
Nuova Arena: tappe, scadenze e interessi reciproci in ballo
PISA. La città ha mandato un messaggio netto durante l’amichevole con l’Inter di venerdì. Due striscioni, quelli pubblicati a fianco, che appoggiano il Pisa Sc nella spinta per avere il via libera alla realizzazione del centro sportivo di Gagno e per riqualificare l’Arena. Partite distinte, comunque, per tempistica e referenti. Il centro sportivo è iniziativa privata su terreni acquistati da privati, in un’area con vincoli legati al rischio idraulico. Si attendono indicazioni e prescrizioni degli enti competenti, ovvero Autorità di bacino e Genio civile (Regione), per il sbloccare la situazione.
Atto di indirizzo
La questione Arena invece chiama in causa direttamente il Comune, soggetto proprietario, e i rapporti non sempre semplici con la società per lavori, e relativi costi, dovuti a manutenzioni e adeguamenti normativi. Pochi giorni fa la giunta comunale ha approvato un atto di indirizzo che riguarda la convenzione per l’utilizzo dell’Arena. Un atto in scadenza tra un anno, che non sarà rinnovato e che si porta dietro costi reciprocamente da compensare. È dunque necessario nel frattempo impostare il nuovo accordo, alla luce anche e soprattutto della richiesta del Pisa di acquisire l’impianto o comunque, grazie alla legge sugli stadio, prenderlo in concessione fino a 99 anni. Sarà quello, quindi, il tavolo di confronto tra Comune e Pisa per tracciare insieme la strada per il futuro dell’Arena.
Convenzione
Nell’atto di indirizzo sono contenuti passaggi chiave per comprendere la vicenda, i rapporti in corso e gli sviluppi possibili. L’attuale convenzione è valida per il periodo dal 2019 al 2025. È composta da due atti separati: un contratto di utilizzo dello stadio, per cinque anni, al canone annuo di 65mila euro più iva, da aggiornare in base all’indice Istat, con riserva al Comune del diritto di concedere a terzi porzioni delle torri faro per l’installazione di stazioni radio base di telefonia e di percepire i relativi proventi. La seconda parte è quella, tra l’altro, di una transazione per chiudere vicende pregresse. Intanto, era il 31 ottobre 2017, il fondo Dea Capital Real Estate aveva presentato al Comune un progetto finalizzato alla riqualificazione e valorizzazione dell’Arena, dal 19 aprile 2018 (con delibera del consiglio comunale) trasferita nell’elenco del patrimonio disponibile del Comune.
Debiti/crediti
In più, dopo la sottoscrizione della convenzione in corso (7 agosto 2019), «sono intercorse numerose comunicazioni tra Pisa e uffici comunali» visto che la società «ha effettuato alcuni interventi di adeguamento normativo consistenti in opere edili e sugli impianti tecnologici, volti a ottenere l’agibilità dello stadio da parte della Commissione provinciale di vigilanza sul pubblico spettacolo, non pienamente rientranti negli obblighi del concessionario» e che allo stesso tempo il Comune «vanta crediti per canoni non corrisposti nel periodo di affidamento della nuova concessione». C’è dunque una situazione di debiti e crediti rispetto alla quale si ravvisa la necessità di «un accordo transattivo» non ancora raggiunto «in via ultimativa, nonostante i numerosi contatti improntati comunque a rapporti di collaborazione reciproca».
La vendita
E ancora nei mesi scorsi ci sono state «spese di manutenzione straordinaria sostenute dal Pisa», note Pec in cui la società riepilogava gli interventi effettuati nello stadio «non rientranti negli obblighi del concessionario», oltre al «pregiudizio derivante dal mancato utilizzo per alcune partite dello scorso campionato di parte della gradinata a seguito della riduzione di capienza disposta dalla autorità competenti». Infine la società, con pec del 10 aprile scorso, ha anticipato al Comune, sostituendosi a Dea Capital, «la volontà di poter acquisire in proprietà lo stadio in relazione alle esigenze e prescrizioni imposte dalla Lega Calcio e Figc per disputare i campionati di serie B ed eventualmente serie A». Resta in corso, a tal fine, l’aggiornamento della stima e della valutazione dello stadio comunale «al fine della percorribilità – scrive il Comune – di un’ipotesi di alienazione/valorizzazione dello stesso».
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