Il Tirreno

Pisa

Sicurezza in città

Pisa, arresto lampo dopo la violenza: il racconto choc della vittima

di Sabrina Chiellini
La zona dove è avvenuta la violenza sessuale (Foto Muzzi)
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La zona dove è avvenuta la violenza sessuale (Foto Muzzi)

Lo stupro è avvenuto nei campi vicino ai binari del Pisamover durante la notte. I due si erano conosciuti poco prima alla stazione, poi il sequestro e l’orrore

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PISA. Stuprata e sequestrata per ore da un migrante di 45 anni, di origini egiziane, arrestato dalla polizia, quando la donna, che è riuscita a fuggire, ha dato l’allarme.

La squadra mobile della questura di Pisa, in collaborazione con il personale della polizia ferroviaria, ha sottoposto a fermo di indiziato di delitto l’egiziano, irregolare sul territorio italiano, accusato dei reati di violenza sessuale e sequestro di persona.

La rapida indagine è nata nel momento in cui la vittima del brutale atto di violenza sessuale, è riuscita a raggiungere con le poche forze che ancora aveva, gli uffici della polizia ferroviaria raccontando di essere stata vittima di violenza sessuale durante la notte precedente da parte di un uomo che intorno a mezzanotte di lunedì aveva conosciuto alla stazione. Il tempo di incontrarsi, scambiare due parole e l’uomo deve averla convinta ad allontanarsi dalla stazione.

«L’uomo si era mostrato inizialmente gentile con la persona offesa per poi prenderla di soprassalto al collo e minacciandola con una pietra intimandole di seguirla» scrive la questura nel dare la notizia del grave fatto e del conseguente arresto. Sempre costretta con la forza e le minacce il 45enne ha portato la donna, un’italiana, nella zona di via Quarantola, lungo i binari del Pisamover, in una strada sterrata, che taglia la campagna. Qui il 45enne, senza fissa dimora, con precedenti per maltrattamenti in famiglia e ricercato in varie città d’Italia, trascorreva le notti.

Nella zona appartata, poco distante dalla stazione, c’è stata la violenza durata diverse ore, fino a quanto l’indagato non si è addormentato, senza preoccuparsi delle condizioni della donna.

Solo in quel momento la vittima, che era stata costretta a rimanere abbracciata al suo aguzzino che le aveva bloccato anche le gambe, è riuscita a fuggire. Una liberazione accompagnata dalla forza di denunciare chi si è approfittato di lei. Che, prima di abusare di lei, le aveva rubato il telefono per impedirle di chiedere aiuto.

La polizia ferroviaria ha attivato immediate ricerche dell’autore del reato chiedendo ausilio agli investigatori della squadra mobile. Le ricerche, stando a quanto è stato spiegato, si sono concluse in poche ore, grazie anche al racconto della donna che ha fornito le prime indicazioni sul violentatore mentre riceveva le cure dei medici del pronto soccorso. Le pattuglie della squadra mobile e della polizia ferroviaria hanno infatti rintracciato il migrante nei pressi della stazione dove, da quanto è emerso, è solito trascorrere le sue giornate. E qui era rimasto: probabilmente non pensava che già la polizia lo stesse cercando.

Le ricerche sono state effettuate, stando a quanto si è appreso, anche nel luogo dove la vittima ha raccontato che è avvenuta la violenza sessuale. Qui, tra le cose del bivacco appartenuto all’egiziano, è stato recuperato e sequestrato il telefono della donna.

In relazione al grave quadro indiziario e al profilo personale dell’indagato (già condannato per violenza di genere e annoverante numerosi precedenti di polizia oltre ad essere senza fissa dimora e irregolare sul territorio nazionale) gli operatori hanno effettuato il fermo per metterlo a disposizione dell’autorità giudiziaria nel carcere Don Bosco e impedirgli di darsi alla fuga. Questa mattina (giovedì 18) alle 11 è fissata l’udienza di convalida.


 

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