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Pisa, il caso del sottopasso a Putignano: i cittadini hanno pagato nove anni fa, ma l’opera ancora non c’è

di Francesco Loi

	Il passaggio a livello di Putignano
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Il passaggio a livello di Putignano

Nel 2015 era stata versata l’Iscop, ovvero l’imposta di scopo. Le Ferrovie al Comune: «Entro settembre iniziamo i lavori con lo scavo»

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PISA. Il sottopasso carrabile di Putignano costerà circa 4,8 milioni di euro. E da tempo il Comune ha già anticipato a Rfi (Ferrovie, nda) un milione a titolo di acconto per far partire le procedure. Somma che coincide quasi con quella (960mila euro) versata dai pisani nove anni fa attraverso la Iscop, l’imposta di scopo, introdotta nel 2014 proprio per sostenere, almeno in parte, i costi di costruzione del sottopasso. L’imposta è stata pagata, allora, applicando alla base imponibile dell’Imposta municipale propria (Imu) l’aliquota dello 0,5 per mille. Ma l’opera a cui era riferita, evidentemente, ancora non c’è.
Il caso
Questo aspetto è tornato a galla in occasione della seduta della prima commissione consiliare dedicata al tema. Conclusa la discussione in commissione, dovrà essere il consiglio comunale a votare la proroga della pubblica utilità dell’opera in scadenza il primo settembre, altrimenti tutta la strada fatta fin qui sarebbe vana. Peraltro si tratta della seconda proroga di due anni quando le norme stabiliscono in quattro anni complessivi la durata delle proroghe possibili: tentativo finale. L’assessore all’urbanistica Massimo Dringoli, insieme a responsabili e tecnici di settore comunali, ha riportato le più recenti dichiarazioni di Rfi che assicurano entro la fine di settembre l’avvio del cantiere per la costruzione del sottopasso, con conseguente soppressione del passaggio a livello che divide in due il paese. Sempre secondo quanto riferito dai tecnici comunali, i referenti della ditta Cemes, mandante dell’Rti (Raggruppamento temporaneo imprese) che ha vinto l’appalto integrato, contattati nei giorni scorsi, hanno detto che il progetto esecutivo è pronto e in attesa da parte di Rfi della validazione, atto che rappresenterebbe il via libera tanto atteso. Rti è composto da Cemes Spa, D’Addetta Srl, Micos Spa, Sveco Spa, con progettista indicato il Rtp (Raggruppamento Temporaneo Professionisti) tra Ets Srl e Hydea Spa.
Le reazioni
«I lavori – ha detto Dringoli con tono critico – non sono ancora iniziati perché non era ancora finito il progetto esecutivo. L’hanno cominciato tardi e successivamente ci hanno fatto varianti. Ora deve essere validato e ci sono tempi tecnici: devono passare 60 giorni. I lavori di scavo per il sottopasso non potranno iniziare prima della fine di settembre. Certo che per un progetto esecutivo non possono servire dodici anni. Di questo passo saranno necessari due anni per vedere l’opera conclusa». Ci sono poi altri passaggi complessi che devono essere svolti nel frattempo. Ad esempio, prima dell’esproprio vero e proprio dei terreni necessari per l’opera occorre il frazionamento e la definizione esatta delle aree interessate. Per il momento è stato pagato l’80% a chi ha accettato l’esproprio e comunque, per quanto riportato dagli uffici comunali durante la seduta della commissione, non ci sono stati cittadini che hanno fatto opposizione. Il restante 20% verrà pagato al termine della procedura di esproprio.


 

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