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Pisa, biglietti più cari per il monumenti in piazza dei Miracoli: «Adeguamento all’inflazione»

di Renata Viola
Pisa, biglietti più cari per il monumenti in piazza dei Miracoli: «Adeguamento all’inflazione»

Aumento di un euro per monumenti e musei giustificato con il costo della vita

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PISA. Dal primo luglio il costo del biglietto d’ingresso per alcuni monumenti di Piazza dei Miracoli è passato da 7 a 8 euro. Sarà questo il prezzo da pagare per visitare il Battistero, il Camposanto monumentale, il Museo dell’Opera del Duomo e il Museo delle Sinopie. Passa poi da 10 a 11 euro il costo del biglietto cumulativo per tutti i monumenti con eccezione della Torre. Resta gratuita la visita in Cattedrale e fermo a 20 euro il biglietto per la Torre pendente. Nessuna modifica alle tariffe riservate alle scolaresche che già beneficiano di un costo ridotto.

Un aumento che arriva a stagione turistica avviata e di cui abbiamo chiesto le motivazioni al presidente dell’Opera della Primaziale, Andrea Maestrelli. «L’aumento di un euro – dice – è stato determinato dall’esame dei dati consuntivi e dall’approvazione del bilancio. Abbiamo valutato l’impatto dell’inflazione negli ultimi due anni, stimato in circa otto punti. Abbiamo dunque ritoccato, in misura davvero minima, gli importi della tariffazione, tenendo conto del mutato potere d’acquisto dell’euro».

«Abbiamo determinato – aggiunge Maestrelli – di aumentare il costo dei biglietti più bassi, non andando a incidere su quello della Torre e sul pacchetto dei quattro monumenti più la Torre. Per il recupero abbiamo così deciso un piccolo aumento solo ai quattro monumenti».

Il ritocco dei prezzi dei biglietti arriva a poche settimane di distanza dall’entrata in vigore del pagamento elettronico obbligatorio per accedere ai bagni della piazza monumentale. Per chi ha comprato il biglietto per uno dei monumenti o per il Museo dell’Opera l’uso dei servizi è incluso. Per gli altri turisti s’impone la carta di credito. Ma come rispondono i turisti alle nuove disposizioni sull’abolizione della moneta? «Il cambiamento procede con alcune difficoltà – ammette Maestrelli –. Oggettivamente è sotto gli occhi di tutti, ma credo sia legato anche a un problema culturale. Noi abbiamo l’esigenza di andare verso un’economia tracciabile, così come impongono le principali tendenze del mercato. Nel prossimo futuro la moneta è destinata a scomparire, molte Fabbricerie si sono già adeguate a questo standard. Il cambio di abitudini trova resistenza perché, da più parti, si vorrebbe mantenere la vecchia procedura. Ma io sottolineo l’importanza di cogliere quest’occasione: con la tracciabilità dei pagamenti andiamo verso un passaggio importante in termini di legalità, la sottrazione delle monete mette al riparo da possibili abusi. Ci vuole un po’ di benevolenza da parte di tutti gli operatori, utenti, personale e guide». In pratica, chi visita soltanto Piazza dei Miracoli, senza accedere a nessun monumento, contribuisce con il pagamento di un euro al mantenimento dei servizi, incluso l’onere dello smaltimento. E, come ribadito da Maestrelli, un ordine di servizio va incontro , con l'apertura dei tornelli, alla richiesta di chi non può pagare “elettronicamente” o ha un’urgenza particolare.

«Se diventa prassi diffusa no – chiosa il presidente dell'Opera Primaziale- – andiamo incontro a chi ha problemi. È una questione di civiltà, quell’euro contribuisce a tenere in ordine i monumenti della piazza».




 

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