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Pisa, l’assalto dei truffatori. Poste: «Ecco come difendersi»

di Antonio Scuglia
Pisa, l’assalto dei truffatori. Poste: «Ecco come difendersi»

I rischi e le cautele: ecco il vademecum più aggiornato

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PISA. Nei mesi scorsi ci siamo occupati con molta frequenza dei tentativi di truffe, soprattutto online, che vedono sempre più spesso come vittime cittadini del nostro territorio, anziani e non. Su questo argomento Poste Italiane sta organizzando proprio a Pisa un importante convegno, previsto per il 31 maggio, in collaborazione con il Comune, e intanto Alessandra Mariotti, responsabile Fraud management di Poste Italiane per la macro area centro nord, ha risposto a una serie delle domande che pongono i clienti. I consigli per operare in sicurezza on line sono illustrati nella sezione dedicata alla sicurezza del sito poste.it, e qui possiamo sintetizzare i più comuni.

Il falso mittente

La prima cosa che è bene ricordare è che, con la tecnologia dello spoofing, i frodatori possono far apparire messaggi sms e/o telefonate come provenienti da numeri di Poste, Polizia e altri enti: spesso il cliente vede il messaggio sms apparentemente proveniente da Posteinfo e automaticamente si convince che è Poste che lo sta contattando mentre è indispensabile attuare sempre una lettura critica del messaggio ricevuto, ricordando che è il contenuto che fa la differenza tra un messaggio veritiero di Poste ed uno che certamente rappresenta un tentativo di frode.

I toni allarmistici

I destinatari di messaggi da apparenti numeri di Posteinfo debbono fare attenzione anzitutto al tono del messaggio: se l’Sms o la mail contiene una comunicazione con toni allarmistici che reca il messaggio di una minaccia che incombe sui risparmi presenti nei conti e/o Carte è certo che si tratta di un tentativo di frode.

In altri casi i frodatori alias Posteinfo comunicano “accessi anomali” - ed il messaggio reca anche un link a cui accedere per disconoscere presunte operazioni effettuate ad insaputa del cliente - o, ancora, o che la “carta è in fase di blocco” – richiedendo ancora di accedere cliccando il link allegato e compilare il form nel quale sicuramente vengono richieste le credenziali di accesso all’internet banking.

Gli esempi possono essere molteplici, le sottili varianti infinite, ma il tema di fondo è sempre quello di spaventare il cliente per chiedere di fare qualcosa in tutta fretta e senza pensarci su troppo. La quasi totalità di questi scenari di frode, è infatti composta da una fase iniziale durante la quale il frodatore entra in contatto con il cliente e, con l’inganno, tenta di carpire credenziali, password, codici di accesso e altre informazioni utili alle successive fasi della frode. In questa fase della frode è essenziale che il destinatario prenda consapevolezza del tentativo avviato, non acceda ai link allegati, non compili alcun form inserendo le proprie credenziali, e sia pronto con lucidità a gestire eventuali fasi successive.

Tecniche miste

Frequentemente oltre ad sms o mail il cliente poi viene contattato telefonicamente, cosa fare in questi casi? Anche qui occorre un approccio critico: se il presunto dipendente di Poste o poliziotto, solitamente usando toni aggressivi e minacciosi, impone al cliente che, per mettere in salvo i propri risparmi, deve recarsi subito presso un qualche Ufficio Postale per fare bonifici/postagiro/ricariche di carte ad Iban che vengono suggeriti al telefono ecco che, ancora una volta, dobbiamo essere assolutamente certi che stiamo parlando con un frodatore e non con un dipendente di Poste.

Quando è frode certa

I truffatori spesso sembrano essere dipendenti di Poste, anche perché conoscono le informazioni anagrafiche o dettagli dei nostri rapporti, ma il cliente deve essere certo che si tratta di un frodatore - a prescindere dall’entità e precisione delle informazioni di dettaglio che vengono citate nella conversazione telefonica - in quanto Poste Italiane non chiede mai e per nessun motivo a nessun cliente di operare bonifici e/o postagiro e/o ricariche verso Iban di presunti “funzionari di Poste” per mettere in sicurezza i conti dei clienti.

Cosa fare

È essenziale anzitutto curare la privacy delle nostre informazioni personali, che spesso i frodatori carpiscono anche attraverso il mondo dei Social. È poi indispensabile mettere in campo sempre un ragionevole dubbio prima di aderire agli “inviti” che provengono con la messaggistica: di fatto non sappiamo chi c’è dall’altra parte.

Al contrario, se nel corso della telefonata, il cliente si oppone alle richieste formulate dal presunto funzionario antifrode, assisterà certamente ad una inevitabile escalation delle minacce e dell’aggressività che non può lasciare alcun dubbio circa la reale identità di chi c’è dall’altra parte del telefono.

È fondamentale non cliccare i link o comunque, non proseguire fornendo credenziali, password, codici di accesso e altre informazioni utili alle successive fasi della frode e segnalare i tentativi di phishing attraverso mail inoltrandole all’indirizzo antiphishing@posteitaliane.it.

Se ci si accorge che si è in presenza di una probabile frode è bene segnalare subito il fatto al numero di assistenza Clienti o presso il proprio Ufficio Postale di fiducia e recarsi immediatamente a sporgere denuncia.

Il “familiare in difficoltà”

Esistono anche molti casi di frodi che vengono attuate facendo leva alla sfera affettiva o ancora una volta, ad una presunta situazione di emergenza di un familiare della potenziale vittima. È un filone molto delicato questo, che tocca la sfera affettiva delle potenziali vittime, molto spesso persone anziane o che comunque vivono sole o lontane dal nucleo famigliare. Il periodo delle festività purtroppo, fa spesso registrare una escalation di questa tipologie di truffe, che comunque sono sempre in agguato.

In questi casi i frodatori mandano messaggi spacciandosi per i figli o i nipoti, palesando un incidente stradale o comunque una situazione di emergenza e chiedendo l’invio immediato di denaro per far fronte ad una situazione di pericolo in cui si troverebbero.

Dopo i messaggi allarmistici, le vittime vengono poi contattate telefonicamente da sedicenti poliziotti o avvocati e si arriva sino al punto di far arrivare alla porta di casa di questi anziani un complice per ritirare direttamente il contante o l’oro che hanno in casa.

«Non sempre sono coinvolti i nostri Uffici, – spiega Alessandra Mariotti – ma è capitata tempo fa una cliente anziana che diceva di essere stata contattata dal nipote che si trovava in pericolo e che, in preda all’agitazione, si era recata presso un nostro Ufficio Postale per ritirare diecimila euro in contante da consegnare. La direttrice di quell’ufficio ha subito colto la situazione, allertando sia la figlia della signora che la polizia, la quale è riuscita anche ad arrestare il complice. Ecco, come prima cosa è bene essere vicini a propri anziani in modo che sappiano chi contattare della famiglia, su chi contare per verificare in tempo reale queste situazioni. I nostri clienti, in caso di dubbi, possono anche rivolgersi con fiducia ai direttori dei nostri Uffici Postali». In generale l’invito è quello di non aderire mai alle richieste di questo tipo, ma verificarle sempre rivolgendosi nel dubbio alle forze dell’ordine. 

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