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Pisa, muore storico imprenditore edile: dette un nuovo volto alla città

di Roberta Galli
Pisa, muore storico imprenditore edile: dette un nuovo volto alla città

A Romolo Berti si deve la realizzazione di case, strade e infrastrutture

26 aprile 2024
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PISA. Il suo nome è legato a filo doppio alla storia di Pisa e del litorale. A lui si devono la realizzazione di abitazioni, strade e importanti infrastrutture. Si è spento ieri, dopo una breve malattia, affrontata con profonda dignità, Romolo Berti, classe 1927, geometra e noto imprenditore edile pisano.

Berti aveva iniziato a lavorare alla fine degli anni Cinquanta e con la sua mitica Ies srl aveva costruito tanto a Pisa. Erano gli anni del boom economico e lui con la sua impresa aveva iniziato a dare un nuovo volto alla città. Moltissime le abitazioni tirate su, un gran numero sul litorale, e poi strade, marciapiedi e fognature. Tanti edifici, costruiti dalla Ies, ancora si fanno apprezzare per la loro funzionalità. Tra i suoi ultimi cantieri anche la nuova pavimentazione in piazza dei Cavalieri.

E poi il golf, un’altra sua grande passione condivisa insieme alla figlia Sonia, che l’aveva portato ad acquistare il Golf Club di Tirrenia. E fu lui nell’agosto dello scorso anno, nonostante 96 primavere, a fare gli onori di casa, seduto in prima fila, in occasione del concorso di bellezza Miss Litorale, ospitato all’interno del suo club.

«Ci lascia una persona innamorata della vita e del suo lavoro», così lo ricorda l’ingegner Giovandomenico Caridi, già presidente della Navicelli spa, negli anni che vanno dal 2007 al 2018. Le strade di Caridi e Berti si sono incrociate per motivi di lavoro ed è nata subito una amicizia. «Romolo era una persona molto generosa – ricorda ancora Caridi – alla quale piaceva godersi la vita. Era un vulcano di idee e nel lavoro aveva saputo farsi apprezzare. Di lui potrei raccontare tante storie, come quando andò a Milano per lavoro con la sua mitica Mercedes. L’auto gli venne rubata, ma lui non si perse d’animo. Rientrò a Pisa, ne comprò un’altra e tornò a riprendere gli ospiti con i quali era partito per la Lombardia».

Romolo Berti era così, una persona iperattiva, imprenditore lungimirante, sempre vestito in maniera elegante con il suo borsalino in testa. «I colleghi di altre imprese edili – racconta ancora Caridi – lo chiamavano “cappello” per questo suo vezzo, ma Romolo va ricordato soprattutto per la sua profonda generosità, unica, i pacchi di Natale con dentro i buoni benzina per tutti, gli inviti a pranzo al ristorante Martini a Tirrenia o a Viareggio, a lui che la vita piaceva viverla fino in fondo».

Nel febbraio del 2013, Berti fu vittima di grave episodio di violenza all’interno della sua abitazione a Porta a Lucca. Quattro banditi armati di coltello lo aspettarono all’interno della sua villa e gli chiesero subito di aprire la cassaforte. L’impreditore cercò di resistere e venne picchiato violentemente tanto da dover ricorrere alle cure del pronto soccorso. Un episodio che segnò profondamente la sua vita. Vedovo da una quindicina di anni, aveva continuato ad abitare nella sua casa, dove aveva vissuto con la famiglia.

L’ultimo saluto a Romolo Berti si svolgerà domani, sabato 27 aprile, alle 10 al cimitero della Misericordia in via Pietrasantina. 

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