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Pisa, furto e danni al nuovo “Scento”. Alessandro Trolese: «Situazione insostenibile»

di Francesco Loi
Nella foto la testimonianze del furto e dei danni al ristorante “Scento” a destra, l’uomo ripreso dalle telecamere dentro il locale
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Nella foto la testimonianze del furto e dei danni al ristorante “Scento” a destra, l’uomo ripreso dalle telecamere dentro il locale

Lo sfogo del conosciutissimo imprenditore: «Altro che strade e aiuole, serve più sicurezza». E indica delle soluzioni

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PISA. «La situazione non è più sostenibile, si sta continuamente in tensione. Non basta sistemare le strade e fare le aiuole, qui il problema è la sicurezza». Si sfoga così Alessandro Trolese, conosciutissimo imprenditore, nonché vicepresidente vicario di Confcommercio Pisa, vicepresidente nazionale Silb-Fipe Confcommercio, presidente regionale Silb-Fipe e presidente provinciale Silb-Fipe. Nella notte un ladro, almeno uno, è entrato in uno dei suoi locali in centro, Scento, ristorante all’angolo tra via Cavalca e vicolo del Vigna, alle Vettovaglie.

I fatti

Il ladro ha sfondato una porta e rubato il fondo cassa di 200 euro. «Stiamo verificando se sono stati portati via anche altri oggetti – dice Trolese, ieri (domenica 7) fuori città per impegni personali –. Sicuramente sono stati fatti altri danni alle strutture del locale, che quantificheremo». Le telecamere hanno registrato tutto. «Le immagini della videosorveglianza – aggiunge l’imprenditore – saranno messe a disposizione delle forze dell’ordine e saranno molto utili a individuare il responsabile».

Il punto, per il dirigente di Confcommercio, è che «questo non è altro che un episodio di una lunga serie che non accenna a finire. Non è più possibile andare avanti in questo modo: la città chiede da tempo interventi decisi, anche attraverso una volontà politica, per cambiare una situazione non più tollerabile».

Il caso Nosu

Il riferimento di Trolese a strade e aiuole chiama in causa il governo della città e direttamente il sindaco Michele Conti. È, in pochi giorni, il secondo attacco di esponenti di Confcommercio al primo cittadino. E non è l’unico. Perché Trolese, a proposito di misure per la sicurezza, fa una considerazione precisa che riguarda il Nosu, il Nucleo Operativo Sicurezza Urbana della polizia municipale, di fatto non più operativo dopo la revoca dell’incarico di comandante a Paolo Migliorini (che del Nosu era il responsabile) da parte del sindaco. «Non capisco – dice l’imprenditore – perché il Nosu sia stato smantellato. Faceva tanto, di certo non poteva risolvere tutto, ma era un punto di riferimento per le attività del centro: avevamo un interlocutore preciso».

Non sfugge la tempistica. Il caso Migliorini è stato uno dei principali fronti di tensione tra il sindaco Conti e il deputato Edoardo Ziello (Lega), che nei giorni scorsi si è dimesso da consigliere comunale. Proprio la revoca di Migliorini non è mai andata giù a Ziello, visto che il Nosu rappresentava, nella visione leghista, la linea interventista più decisa che il Carroccio ha sempre voluto in città, avendo fatto della sicurezza il cavallo di battaglia di ogni tornata elettorale recente («la sua revoca è stata un errore che ha fatto un favore soltanto a chi ha una visione di polizia municipale rimasta agli anni Novanta, sanzioni amministrative e gestione del traffico», aveva detto il deputato attaccando Conti).

Azioni e soluzioni

Dunque, anche Trolese manda il suo messaggio critico al sindaco? «A tutta l’amministrazione comunale e a tutte le forze dell’ordine», risponde l’imprenditore. Che punta il dito contro «gli spacciatori che presidiano le zone ormai note della città, la Stazione e le Vettovaglie. Si sa bene chi sono, è un gruppo di 30-40 persone. Capita anche che siano avventori dei nostri locali. Ce ne sono troppi, hanno atteggiamenti aggressivi. Per non parlare, anzi questo va sottolineato, dei comportamenti violenti che hanno in particolare nei confronti delle donne, oltre a dare fastidio ai turisti che passano da questi quartieri e che sono nostri clienti. È un’immagine della città che viene trasferita anche fuori dalla nostra realtà e che danneggia Pisa. Soluzioni? La presenza delle forze dell’ordine e dell’esercito sul territorio è decisiva, ma la risposta non può essere un semplice presidio. Servono azioni incisive, costanti, perquisizioni individuali frequenti e ripetute, perché si possa arrivare a migliorare la situazione».

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