Il Tirreno

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Sanità: il punto

Pisa, ecco cosa sta succedendo ai conti dell'Azienda universitaria ospedaliera: «Uno scenario difficile»

di Valentina Landucci
La direttrice dell'Aoup e il cantiere a Cisanello
La direttrice dell'Aoup e il cantiere a Cisanello

La situazione di bilancio tra cantiere del nuovo ospedale, prestazioni in aumento e incrementi «contenuti» dei fondi: parla la direttrice Silvia Briani

02 aprile 2024
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PISA. Da una parte gli impegni, rilevanti, per il cantiere del Nuovo Santa Chiara. Dall’altro un volume di attività di assistenza sanitaria, che ha ampiamente superato il numero di prestazioni della fase pre Covid (nel primo bimestre del 2024 la produzione chirurgica è più alta dello stesso periodo 2023, pari a +35,6%, e del 2019 +21,3%; mentre nei primi mesi del 2024 l’attività della specialistica ambulatoriale rispetto al 2023 è a +6,7%). In mezzo ci sono «gli effetti delle diverse manovre finanziarie che hanno comportato o comporteranno degli incrementi molto contenuti del Fondo sanitario nazionale e, in alcuni casi, delle riduzioni delle risorse complessivamente destinate al finanziamento del Servizio sanitario nazionale» per dirla con le parole della direttrice generale dell’Azienda ospedaliero universitaria pisana, Silvia Briani. Sono questi gli aspetti che saltano immediatamente all’occhio, per quanto non gli unici rilevanti, del bilancio di previsione 2024 dell’azienda. Un «difficile scenario» scrive ancora Briani nella relazione al bilancio fresco di approvazione, rispetto alla quale «la Regione Toscana» aggiunge Briani «ha messo a punto importanti azioni di riordino dell’intero Servizio sanitario regionale secondo un articolato processo di razionalizzazione e revisione dei modelli organizzativi, operativi e produttivi». Un «processo di cambiamento» di cui l’Aoup «ha tenuto conto nella predisposizione del bilancio di previsione».

Il contenimento dei costi
In soldoni la scelta fatta è quella di un rigoroso contenimento della spesa per la salute dei pisani e delle migliaia di pazienti, toscani e non toscani, che ogni anno si rivolgono all’Aoup per le cure che si traduce nel mantenimento degli stessi livelli spesa per i farmaci, i dispositivi medici e in generale i beni a servizio delle strutture. Neppure un euro in più anche per le «prestazioni sanitarie da strutture sanitarie private accreditate» e per il personale (che “vale” oltre 257 milioni di euro nel 2024), rispetto al quale, anzi, i costi del 2023 saranno «ridotti di 1.350.000 euro al netto di incrementi di legge e rinnovi contrattuali» scrive Briani. Da contenere, con una riduzione di almeno il 5% rispetto a quanto speso lo scorso anno, anche i costi per approvvigionamenti energetici, esplosi nel 2023 con i rincari sulle bollette.

I valori della produzione
A Pisa arriveranno complessivamente 179.380.979 di euro come assegnazione di risorse di Fondo sanitario indistinto, specifica la relazione della direttrice generale. Che poi aggiunge: «Nell’ipotesi di mantenimento delle risorse disponibili dal Fondo regionale, continua a rendersi imprescindibile, ai fini del raggiungimento dell’equilibrio economico di bilancio, l’applicazione di idonee misure di controllo e contenimento dei costi. Gli interventi di razionalizzazione individuati saranno naturalmente sviluppati con l’obiettivo di assicurare e mantenere la qualità dei servizi erogati, sia a livello aziendale, che di Area Vasta e di Sistema sanitario regionale, coerentemente con lo spirito e le finalità del riordino dei servizi ospedalieri e territoriali». Complessivamente alla voce “produzione” il bilancio dell’Aoup indica oltre 614 milioni di euro per il 2024 derivanti dal Fondo regionale e dalle prestazioni sanitarie e sociosanitarie (poco meno di 346 milioni di euro).

Gli investimenti
Sul fronte degli investimenti, per complessivi 100.512.795,24 euro nel 2024, la voce più significativa è quella relativa ai fabbricati: oltre 95 milioni, la cui copertura finanziaria è demandata prevalentemente a mutui (44 milioni), contributi statali (42 milioni) e regionali (13 milioni di euro).

Il nuovo Santa Chiara
«Il 2024 vedrà l’Aoup ancora fortemente impegnata nell’avanzamento dei lavori per la realizzazione del polo ospedaliero universitario Nuovo Santa Chiara» scrive la direttrice. L’azienda ospedaliera mette subito in evidenza la necessità di poter contare sui finanziamenti aggiuntivi – già concessi nel corso del 2023 come conseguenza dell’incremento dei prezzi delle materie prime – previsti dalla normativa nazionale, risorse che sono «condizione sine qua non perché l’appalto possa procedere regolarmente» sottolinea Briani. La direttrice annuncia che l’anno in corso vedrà poi il via libera a una ulteriore perizia di variante (la quarta) sul progetto del Nuovo Santa Chiara per adeguare la progettazione «ai nuovi criteri post Covid, finanziata con l’ottenimento del contributo Pnrr», variante alla quale seguirà «l’aggiornamento del cronoprogramma lavori» a quel punto previsti per novembre 2026. Rispetto al cantiere il triennio che ci aspetta vedrà, tra le altre cose, il confronto «con gli operatori privati che hanno presentato manifestazione di interesse per gli interventi con Partenariato Pubblico Privato» e che riguardano ad esempio l’edificio commerciale, il parco fotovoltaico, la radioterapia, la medicina nucleare e il servizio ristorazione/mensa.

Il vecchio Santa Chiara
Lo sforzo per realizzare e consegnare nei tempi il nuovo presidio ospedaliere deve tuttavia andare di pari passo con la “conservazione” del vecchio, fin tanto che continuerà ad erogare servizi. Un equilibrio, in tempi di serie ristrettezze economiche, non facile da mantenere. «La peculiare distribuzione dell’attività sanitaria su due presidi, Santa Chiara e Cisanello, fra i quali il primo dei due è costituito in parte di immobili storici particolarmente delicati e bisognosi di ingenti risorse per la conservazione, e di altri datati e in condizione non ottimali, induce a prevedere che fino appunto al 2026 dovranno essere utilizzate risorse sempre crescenti, dovute all’invecchiamento delle strutture, per consentire la prosecuzione dell’attività» si legge nella relazione al bilancio. «La riflessione – prosegue Briani – si rende necessaria anche in riferimento alla prosecuzione dei lavori del nuovo presidio e alla presumibile data di trasferimento delle attività nel 2027. A tal riguardo sarà necessario non diminuire le risorse necessarie e valutare con estrema attenzione ogni opera in particolare se riferita al presidio di Santa Chiara. Di fatto l’azienda sta portando avanti strategie di contenimento della spesa in Santa Chiara». l
 

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