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Cisanello, ospedale senza posti letto e il pronto soccorso “scoppia”: il racconto due giorni di caos

di Sabrina Chiellini
Cisanello, ospedale senza posti letto e il pronto soccorso “scoppia”: il racconto due giorni di caos

Pazienti in attesa di ricovero, giornate di super afflusso. L’azienda ospedaliera conferma il sovraffollamento e spiega i motivi

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PISA. In troppi ricorrono al pronto soccorso, letti e personale non bastano più. Ormai è un problema strutturale per il pronto soccorso di Cisanello: quando i cittadini non trovano risposte adeguate dal territorio si rivolgono ai medici del pronto e il sistema dell’emergenza va in crisi. Pazienti nei corridoi, ambulanze in attesa di trasferire i malati sulle barelle dell’ospedale, il personale costretto a lavorare in condizioni di stress con il rischio di commettere errori. Se nei mesi scorsi a mandare in crisi il pronto soccorso sono stati Covid e vari picchi di influenza la situazione che si è venuta a creare negli ultimi giorni non sembra che si possa mettere in relazione con una causa specifica se non con un numero insufficiente di posti per i ricoveri.

L’altra sera alle 22 c’erano circa 40 pazienti in attesa (alcuni da nove ore) in codice 3, da visitare entro un’ora dall’arrivo, secondo la nuova procedura regionale del triage.

I pazienti senza posti letto erano 34 e alcuni stavano pazientemente aspettando da più di 24 ore, altri 17 erano negli spazi dell’osservazione breve. Ieri mattina (giovedì 21) i “destini” cioè i pazienti senza posto erano 52 e di questi avranno trovato una sistemazione in 20 circa. La situazione continua ad essere pesante con gli utenti che reclamano e il personale messo a dura prova.

Il reparto di biocontenimento per pazienti infettivi, inaugurato a metà febbraio, con una cerimonia alla presenza delle autorità cittadine, è ancora chiuso. La Medicina d’urgenza ospedaliera, con il trasferimento dall’edificio 31 al 30 ha perso 8 posti letto di degenza, stando a quanto spiegano personale e sindacati. Sono rimasti invariati solo i posti di sub intensiva (12).

«Questa scelta dimostra che invece di aumentare i posti letto si vanno a ridurre e le conseguenze poi vengono scaricate sul pronto soccorso che diventa l’imbuto di tutto l’ospedale e del territorio. Noi ci troviamo a seguire un numero imprecisato di pazienti con tutto quello che ne consegue», osserva Lorenzo Peluso delegato sindacale Nursind. Un contesto che, secondo il sindacato degli infermieri, rischia di cronicizzarsi senza che venga un’effettiva programmazione che tenga conto degli effettivi bisogni.

L’azienda ospedaliera conferma il sovraffollamento. «Nella giornata di ieri (mercoledì, ndr) e anche questa mattina (cioè ieri) ci sono stati afflussi superiori alla media al pronto soccorso che hanno determinato attese nel turn-over dei posti letto dei pazienti destinati al ricovero. In tarda mattinata però, con le dimissioni programmate dai reparti di area medica, la situazione si è alleggerita con la possibilità di inviare i pazienti destinati al ricovero nei reparti di competenza. Non è la prima volta che capita che si crei un imbuto, o per concomitanza di afflusso di più codici di alta gravità, che non hanno attese o per improvviso aumento di accessi di pazienti con problematiche croniche che si riacutizzano e necessitano di trattamenti».

Una situazione su cui incidono anche i numeri degli accessi inappropriati al pronto soccorso ma anche il fatto che molti pazienti soccorsi dal 118 vengono centralizzati al Deu di Cisanello. «In ogni caso, come anche stavolta, vengono sempre messe in atto tutte le strategie disponibili per fronteggiare le richieste provenienti dal pronto soccorso e i pazienti in attesa di ricovero o di diagnosi sono comunque assistiti e monitorati a intervalli regolari in un contesto ad alta intensità di cure qual è appunto un Dipartimento di emergenza-urgenza» conclude in una nota l’Azienda ospedaliero-universitaria pisana.

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