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Beni culturali

Patrimonio Pisa, il sindaco Conti: «Faremo vivere gli spazi recuperati»

di Francesco Loi
Una veduta dell’area della Cittadella dove si trovano gli Arsenali Repubblicani e il parco omonimo
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Una veduta dell’area della Cittadella dove si trovano gli Arsenali Repubblicani e il parco omonimo

Arsenali, Cittadella, Vecchi Macelli, stazioni del Trammino. Il sindaco: «Gestione manageriale per una piena fruizione»

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PISA. Dagli Arsenali Repubblicani ai Vecchi Macelli, dalle stazioni del Trammino alla Leopolda. «Far vivere questi e altri spazi è la grande sfida del futuro», dice il sindaco Michele Conti. Ecco la mission della Patrimonio Pisa srl, società partecipata (al 100% comunale) che dovrà valorizzare gli immobili di proprietà di Palazzo Gambacorti. Un obiettivo strategico destinato ad ampliare il suo raggio d’azione.

«In questa città – dice Conti – le amministrazioni che si sono succedute, fino ad arrivare e comprendere la nostra, hanno dimostrato capacità nell’attrarre finanziamenti per il recupero del patrimonio storico-immobiliare, sia con i fondi Piuss che con il Pnrr. Però poi non si è riusciti a dare gambe e vera fruizione, a fini turistici, culturali, congressuali, a queste realtà. Ed è un peccato nella città del sapere e dei congressi. Apriamo una sfida che ci impegnerà nei prossimi anni, puntando a risultati virtuosi, secondo criteri di mercato e una gestione basata su una conduzione manageriale, da lasciare alle prossime amministrazioni».

Il compito è affidato alla Patrimonio Pisa srl, nata dalla fusione tra le società Sviluppo Pisa srl in liquidazione e la società Valdarno srl. Amministratore unico è Matteo Dell’Innocenti. «Quando siamo arrivati nel 2018 – dice il sindaco – abbiamo trovato una situazione ingarbugliata e debiti per oltre 10 milioni di euro, ma ora i conti sono risanati». La partecipata attualmente è proprietaria di parte dei complessi immobiliari “Fermi” a Ospedaletto e di parte della Sesta Porta.

È inoltre il soggetto incaricato dell’acquisizione dei fondi commerciali della “Palazzina Bracci” di proprietà delle Ferrovie, considerata «l’intenzione del Comune di intervenire nell’area della Stazione per una progressiva rivalutazione e un potenziamento qualificato dell’offerta di servizi a cittadini e turisti».

Il consiglio comunale sarà prossimamente chiamato a votare il cambio dello statuto della società, assegnandole obiettivi gestionali del patrimonio immobiliare, ma anche la capacità di fare acquisizioni e interventi per la riqualificazione di quartieri degradati. In tale contesto, attraverso meccanismi di conferimento o concessione, passeranno alla Patrimonio Pisa la Stazione Leopolda, gli Arsenali Repubblicani e il parco della Cittadella, i Vecchi Macelli (escluso l’edificio C1); l’ex stazione Cpt di via Pellico; le ex stazioni del Trammino di San Piero a Grado, Marina, Tirrenia, Calambrone; gli edifici ex Pirellino ed ex mensa Cpt (recentemente adibito a hub vaccinale) del complesso Fermi.

«A parte le proprietà del complesso Fermi – sottolinea il sindaco – tutti gli altri beni non potranno essere venduti: sono e resteranno patrimonio pubblico, dentro una società al 100% comunale, e ogni variazione, eventualmente, dovrà passare dal consiglio».

Peraltro questa vuol essere anche una risposta al bisogno di spazi in città che è aumentato di livello in seguito alla chiusura per inagibilità del Palazzo dei Congressi. «È un modo per cercare di compensare – puntualizza il sindaco – in attesa di iniziative come il polo congressuale al Santa Chiara, con una struttura da 1.500-1.600 posti».

Un caso particolare è quello della Stazione Leopolda. «In quel complesso – dice Conti – ci sono spazi interni, come la ludoteca, ed esterni che sono evidentemente sottoutilizzati. Sarà garantito alle associazioni di rimanere, alle medesime condizioni. Anzi, vogliamo far sì che alcune associazioni vi possano anche ritornare. Nessun vuol mandare via nessuno. Le attività delle associazioni potranno convivere con altri tipi di iniziative che potranno essere svolte negli spazi della Leopolda».




 

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