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Pisa, l’hotel San Ranieri si amplia e assume nuovo personale

di Renata Viola
Un rendering della nuova struttura
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Un rendering della nuova struttura

Ma reperire addetti qualificati è diventata un’impresa difficile

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PISA. L’Hotel San Ranieri si amplia ancora con l’apertura di un bar-pasticceria, con laboratorio in loco, e di un’accogliente sala caffetteria. Un grande bancone sarà dedicato alla parte salata, una focacceria, con laboratorio di panificazione a vista. La nuova struttura sta sorgendo in via San Biagio, accanto al ristorante “La Vecchia Cascina”, nei pressi dell’ospedale di Cisanello. Oltre all’ampia sala per la somministrazione (270 metri quadri), il progetto prevede un parcheggio al piano terra, parzialmente coperto, giardino pensile e una grande terrazza.

Per il nuovo locale sono previste venti figure professionali, di cui dodici nuove assunzioni, in particolare, cinque pasticceri, un panificatore, alcuni barman, addetti alla caffetteria e addetti alla vendita. Un ambiente accogliente dove sarà piacevole fermarsi, anche solo per un tè, durante una pausa di lavoro.

«Il progetto iniziale prevedeva la fine dei lavori entro maggio – ha spiegato Carmine Barigliano, general manager dell’Hotel San Ranieri – ma sono slittati di qualche mese. Contiamo di aprire ed inaugurare il locale a metà settembre. Come imprenditori – ha aggiunto- siamo già presenti da tempo nell’hotellerie e nella ristorazione ma volevamo ingrandirci e diversificare la nostra attività. Ci mancava l’esperienza (affascinante) della pasticceria ma non disponevamo dello spazio necessario per realizzarla. Fino a quando non abbiamo ottenuto la concessione dei terreni confinanti con il ristorante».

Fin qui tutto bene. Ma come ormai avviene in tutto il nostro Paese negli ultimi anni, anche gli imprenditori più coraggiosi hanno gravi difficoltà a reperire figure professionali adeguate. «È stato molto difficile trovare un pasticcere – ha detto Barigliano – ma ne servono ancora altri. Il personale, non solo per la pasticceria, ma anche per la sala e per la cucina, è introvabile. Ci rivolgiamo alle agenzie interinali, pubblichiamo annunci su internet, cerchiamo i profili su Linkedin e, naturalmente, ci rivolgiamo anche all’Istituto Alberghiero di Pisa, con il quale spesso collaboriamo».

Ma neanche dal Matteotti pare che arrivino le figure desiderate, poiché, come spiega il manager del San Ranieri, «spesso i diplomati cambiano totalmente mestiere o preferiscono fare esperienze all’estero, disperdendo quel prezioso patrimonio acquisito nei cinque anni di studi». Tuttavia, tra le cause che impediscono di soddisfare la richiesta di personale c’è sicuramente anche il post Covid. «La pandemia – ha riferito Barigliano- ha segnato un cambio di mentalità, non solo nei giovani: in generale si preferisce avere più tempo per sé e fare meno sacrifici, anche a costo di uno stipendio inferiore. È diventato sempre più difficile far lavorare le persone nei turni di sabato e domenica». Paradossalmente nel post-pandemia gli operatori del settore si sono ritrovati a fare i conti con un personale meno motivato, ma di cui c’è sempre maggior richiesta per assicurare la stagione turistica. «C’è bisogno di introdurre nuove figure – secondo Barigliano- per garantire più spazi e ottimizzare i turni di chi già lavora. Il problema è che non tutte le aziende possono permetterselo, il doppio turno va a gravare sul costo del personale già alto e spesso non ci sono proprio i margini per farlo».

Ecco il motivo per il quale capita che le attività più piccole, oggi, preferiscano optare per un turno unico di apertura, solo a pranzo o solo a cena, anche sacrificando potenziali maggiori guadagni.

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