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Conti-Ziello, l’asse si è sfaldato: epicentro il caso Migliorini

di Francesco Loi
Edoardo Ziello e, sotto, Michele Conti; a destra un momento delle manganellate in via San Frediano
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Edoardo Ziello e, sotto, Michele Conti; a destra un momento delle manganellate in via San Frediano

Posizioni differenti dei due esponenti della Lega sulle manganellate agli studenti. Ma c’è una necessità: l’ok di Salvini sui fondi per il grande obiettivo della tramvia

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PISA. In un angolo della Sala delle Baleari, a consiglio comunale di lunedì scorso da poco iniziato, uno storico militante della Lega non riesce a trattenersi mentre parla Edoardo Ziello. «Ma perché fa così? Perché se le cerca? Perché non vuole seguire la linea equilibrata del sindaco?». La domanda aleggia mentre il deputato che comunque ci ha messo la faccia affronta le critiche e le accuse che gli arrivano un po’ da tutte le parti. Gridate, dai banchi dell’opposizione. Sommesse, dagli scranni della maggioranza, dove si difende la polizia, ma premettendo che «si invoca chiarezza sui fatti e sulle responsabilità» di via San Frediano per le manganellate. Vale per Fratelli d’Italia e per Forza Italia: parole diverse, sostanza simile.

Ziello prova anche, dal canto suo, a scuotere, a provocare una reazione nel sindaco Michele Conti quando gli rinfaccia espressioni appena pronunciate, nel suo ruolo di primo cittadino, tipo «una pagina buia per la nostra città» e «le immagini circolate sui social rimandano a un tempo che credevamo appartenessero al passato nella nostra città e non vogliamo certo che torni». Il deputato/consigliere non accetta il paragone e lo dice a chiare lettere.

Al tirar delle somme, per molti, una lacerazione dentro la Lega. Ma è così? Alle spalle di Ziello, pronti ad applaudire i suoi interventi, ci sono esponenti del Carroccio. Anche se, come detto, altri non hanno un pensiero allineato. «La domanda è un’altra – si chiede un osservatore politico –: Conti, pur tesserato, quanto si sente ormai uno della Lega? Soprattutto è semmai l’asse conclamato con Ziello, il primo ad abbracciarlo in ogni foto post elezione numero uno e numero due, che non esiste più. O almeno per ora non è più quello di prima. Al di là della Lega».

In realtà questo interrogativo non gira da ora, non dalle manganellate di via San Frediano. La storia inizia ben prima. Conti ha utilizzato una strategia chiara per le sue elezioni-bis dello scorso maggio: ha costruito una lista civica intorno a sé (“Pisa al centro”), fulcro della sua campagna elettorale e del suo programma, insieme ai partiti della coalizione, ma anche fuori. E ha atteso quasi fino alla scadenza dei termini prima di rinnovare la tessera della Lega, di fatto ha aspettato l’esito del voto.

Certo, il Carroccio non è più quello del 2018, non ha i grandi numeri che gli permisero di conquistare clamorosamente Pisa sei anni fa. Poi però la tessera l’ha sottoscritta e lo ha ammesso pubblicamente la prima volta all’inizio di settembre, sul palco di Eliopoli a Calambrone, dietro domanda insistita. Peraltro si capisce, deve governare Pisa per cinque anni. E nel suo mandato, ai primissimi posti, c’è un obiettivo: la tramvia. Per centrarlo la strada è stretta e unica, e passa dal ministero delle Infrastrutture guidato, guarda caso, dal leader della Lega, Matteo Salvini. Con lui deve fare comunque i conti. Peccato che intanto Salvini, rispetto al bando tanto atteso per finanziare le tranvie, abbia dirottato tutti i fondi sul Ponte sullo Stretto. E Ziello ha fatto sapere a Conti che forse sarebbe meglio prevedere altre opere di spicco in città. Questo però non è un episodio isolato.

Gli animi si erano surriscaldati soprattutto sul caso Migliorini, il nuovo comandante, poi revocato, della polizia municipale. Il sindaco ha ascoltato i pareri degli uffici comunali e si è mosso di conseguenza. Il deputato, che ha sempre messo più la sicurezza (e la zona stazione) che la tramvia al primo posto delle sue priorità, da leghista della prima ora (che Conti non è mai stato), non l’ha presa bene. «La vicenda Migliorini – ha detto settimane fa – mi inquieta perché senza di lui al timone sarà complicato mantenere quei livelli di sicurezza ed efficienza raggiunti negli ultimi tempi. Non so per quale motivo sia stato revocato. Migliorini è stato, per caso, condannato per qualche reato? Non mi sembra. A mio avviso la sua revoca è stata un errore che ha fatto un favore soltanto a chi ha una visione di polizia municipale rimasta agli anni Novanta, sanzioni amministrative e gestione del traffico. Niente di più».

Un’altra distanza sulle strategie con Conti, ben prima che arrivassero le manganellate. E al di là di questioni prettamente partitiche.

A proposito di idee diverse, nel consiglio di lunedì Ziello ha anche punzecchiato l’assessore Dringoli su alcune scelte legate alla mobilità. C’è un precedente noto, quando la Lega arrivò sul punto di chiedere le dimissioni di Dringoli, stimato professionista e docente voluto da Conti nella giunta, per il caso moschea. Ma scintille c’erano state anche quando si era affacciata l’ipotesi di pedonalizzare via Maiorca. E anche lì non erano solo questioni di partito.




 

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