Attenzione
«Il questore ammette problemi nella gestione della piazza»
Lo riportano Cgil, Cisl e Uil dopo l’incontro sulle manganellate
PISA. Dopo la manifestazione davanti alla questura per protestare per le cariche della polizia contro gli studenti in via San Frediano, è iniziato un lavoro di mediazione. Per riprendere il dialogo tra questura e comunità, bruscamente interrotto dalle immagini degli studenti presi a manganellate e diventate ormai un caso nazionale.
Fitta in questo senso l’agenda del questore Sebastiano Salvo che fin dal pomeriggio di venerdì – giorno degli scontri – si è aperto al confronto con i sindacati e le in prefettura c’è stato un incontro tra Cgil, Cisl e Uil, il prefetto, il questore, il comandante dei carabinieri e della finanza e il sindaco di Pisa, nel quale le organizzazioni sindacali hanno chiesto chiarimenti in merito ai fatti accaduti venerdì scorso durante la manifestazione degli studenti.
Il prefetto Maria Luisa D’Alessandro ha affermato, come spiegano i sindacati, «che non è stata data alcuna indicazione particolare per reprimere con la forza e i manganelli le manifestazioni in generale e nello specifico quelle pro Palestina» .
Ha inoltre precisato che tutte le responsabilità, anche penali, saranno accertate nel più breve tempo possibile da parte delle autorità competenti che hanno acquisito tutta la documentazione necessaria. Il questore, stando alla nota diffusa dai sindacati, ha «ammesso un problema di gestione della piazza, dal punto di vista organizzativo e operativo, a suo avviso causato dal fatto che non erano chiari gli obiettivi del corteo».
Le organizzazioni sindacali hanno ribadito la loro ferma condanna rispetto all’utilizzo della forza e della violenza per reprimere una manifestazione pacifica di studenti e studentesse, molti dei quali minorenni, e richiesto che si faccia rapidamente chiarezza e siano individuate le responsabilità.
Cgil, Cisl e Uil hanno inoltre manifestato preoccupazione per il clima che si è venuto a creare nella città di Pisa, «che da anni vede svolgersi numerose manifestazioni che mai sono sfociate nell’utilizzo della repressione violenta da parte delle forze dell’ordine. Pertanto chiedono che la libertà di manifestare pacificamente nelle piazze e nelle strade di Pisa torni ad essere un diritto di tutti e tutte, in particolare di giovani studenti e studentesse, perché come ha affermato il Presidente della Repubblica “i manganelli contro i ragazzi esprimono un fallimento”».
Rocco Brienza, segretario provinciale del Siulp Pisa riprende la posizione del segretario nazionale del sindacato unitario dei lavoratori di polizia. «Anche io ho una figlia di 14 anni e spiegarle cosa potrebbe essere successo non è stato facile. Guardando le immagini – dice – ci rendiamo conto che abbiamo perso tutti, ma per quello che ci risulta non c’è alcuna direttiva politica a monte dei servizi di ordine pubblico. Una vicenda così dimostra che c’è stato un corto circuito, un evento non prevedibile, errori operativi. Ma al tempo stesso non dobbiamo dimenticare che ci sono i professionisti del disordine che continuano ad operare nelle manifestazioni. Ora dobbiamo solo aspettare l’esito degli accertamenti. Credo sia il momento di abbassare i toni e provare a riportare una giusta serenità. A Pisa - conclude Brienza - si è sempre operato senza grossi problemi anche in situazioni complesse».
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