Il Tirreno

Pisa

Il delitto

Omicidio di Barbara Capovani, in aula il video choc: la psichiatra colpita con forza

di Sabrina Chiellini
Il luogo del delitto, la vittima Barbara Capovani, l'imputato Paul Seung
◗
Il luogo del delitto, la vittima Barbara Capovani, l'imputato Paul Seung

Le immagini proiettate al processo contro Gianluca Paul Seung: il 35enne di Torre del Lago è accusato di aver ucciso la dottoressa. Ricostruita l’aggressione

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Dodici colpi alla testa, inferti con un’arma contundente, per uccidere la psichiatra Barbara Capovani, 55 anni, direttrice del reparto di Salute mentale del Santa Chiara. Per questo omicidio Gianluca Paul Seung, 35 anni, di Torre del Lago, è a processo – giudizio immediato dopo che è stato ritenuto imputabile – con l’accusa di omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione. Il silenzio è assordante quando il dirigente della squadra mobile della questura di Pisa, il vicequestore aggiunto Fabrizio Valerio Nocita, ricostruisce in aula i momenti dell’agguato, avvenuto alle 17,53 circa del 21 aprile 2023 e ripreso dalle telecamere del Santa Chiara.

Il video choc

Un video choc documenta l’aggressione: «Vediamo che la colpisce per 12 volte con un oggetto lungo, di un materiale riflettente», aggiunge davanti alla Corte d’assise il dirigente della Mobile, che conosceva la vittima. La terza udienza del processo contro Seung – quella di ieri – è stata dedicata ai testimoni dell’accusa sostenuta dal procuratore, dottor Giovanni Porpora. L’aspetto della premeditazione emerge dalla ricostruzione degli investigatori anche se chi ha dato l’allarme aveva pensato ad una rapina.

Il piano di Seung

Sulla scena del crimine, accanto al sangue, ci sono la borsa e la bicicletta della vittima, trasportata all’ospedale in coma irreversibile e morta due giorni dopo. Le telecamere della videosorveglianza indirizzano l’attenzione su un uomo vestito di scuro, che indossa scarpe ginniche rosse, cappello con paraorecchie e una mascherina di colore giallo. Grazie alla testimonianza di un’operatrice si scopre che l’aggressore (poi identificato in Seung) il giorno prima era passato dal reparto a cercare la dottoressa Capovani.

Tentativo andato a vuoto e ricostruito sempre dalle telecamere che riprendono dettagli serviti (compresi i tatuaggi sulla mano) a dare un nome all’omicida. Il pomeriggio del 20 aprile Seung, secondo gli inquirenti, prima di uscire da casa, in via San Giuseppe, a Torre del Lago, compie un gesto che sembra denotare un’ossessione. L’ultima immagine sul suo computer è quella di Barbara Capovani. Lui era in cura al Servizio psichiatrico diagnosi e cura e nutriva forti rancori nei confronti della dottoressa, che lo aveva avuto in cura e nel 2019 aveva firmato le sue dimissioni dal reparto. ll 20, saputo che la vittima non è al lavoro, Seung lascia il Santa Chiara e si aggira nel l’orto botanico. Il giorno dopo mette in atto il suo piano. Prende il treno a Torre del Lago, scende alla stazione di Pisa San Rossore, portando con sé il solito zaino e una cartellina con i suoi documenti sanitari, poi sequestrati dalla polizia dopo l’arresto.

La fuga

Ricostruita la fuga. L’uomo aggredisce la dottoressa, all’uscita dal lavoro. «La colpisce alle spalle – aggiunge Nocita – con un oggetto lungo, che potrebbe essere metallico. Indossa le scarpe rosse, mentre quando era uscito di casa aveva un paio di ciabatte». Alle 18,06, a fatto avvenuto, le telecamere lo riprendono in via Niccolini davanti alla tabaccheria “Segnali di fumo”. Si è già sbarazzato delle scarpe e forse anche dell’arma (cercata pure in un canale) , che non è stata mai trovata anche se vengono controllati tutti i cassonetti che ci sono lungo il tragitto fatto da Seung fa per tornare a casa. Usa l’autobus, su cui sale a Madonna dell’Acqua. Ha con sè – dettaglio immortalato dalle telecamere a bordo, lo spray urticante che userà contro i poliziotti durante il suo arresto. Quella sera Seung riuscì pure a scattarsi un selfie e a fare una diretta social. Ma torniamo sul bus della fuga. «Il soggetto sembra quasi sorridere», ripete Nocita, mostrando un fotogramma. Rivelato come gli investigatori trovano le scarpe rosse (oggetto di indagini scientifiche con la ricerca del Dna) buttate in un cassonetto con indumenti per il macero, destinati alla Tunisia, tra tonnellate di rifiuti tessili.


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore