Il Tirreno

Pisa

Lutto

Se ne è andata Graziella Gerbi, regina della ristorazione pisana: «Che delizia la sua pasta alla renaiola»

di Roberta Galli

	Graziella con il marito
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Graziella con il marito

Per anni alla guida, insieme al marito Umberto, dello storico locale “Cucciolo”. Il ricordo del figlio

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PISA. Lutto nel mondo della ristorazione pisana. Si è spenta ieri all’età di 84 anni, Graziella Gerbi. Insieme al marito aveva gestito il ristorante da Cucciolo, in vicolo Rosselmini, a due passi da corso Italia. Graziella combatteva da alcuni anni contro una malattia severa. Aveva lasciato il suo “Cucciolo” (locale aperto negli anni Settanta, con il marito Umberto Castiglioni, e chiuso una decina di anni fa) per dedicarsi alla sua famiglia e godersi il meritato riposo dopo una vita dietro ai fornelli e a portare avanti le tradizioni legate ai sapori pisani.

«Mamma – ricorda il figlio Marco Castiglioni – amava il suo lavoro tantissimo. Per lei la cucina di Cucciolo era la sua casa. Quando preparava le sue creazioni non sentiva la fatica e portava avanti il suo lavoro sempre con il sorriso sulle labbra». I suoi cavalli di battaglia erano la zuppa e il cacciucco alla pisana, oltre alla pasta alla renaiola. «Un piatto, quest’ultimo, – spiega ancora il figlio Marco – adesso realizzato anche da altri colleghi, ma all’epoca era solo lei a cucinarlo. Era una pasta gustosissima fatta con cime di rapa, aringhe e pomodoro piccante. Una vera e propria delizia per il palato, e per gustarlo al locale dei miei genitori i clienti venivano da tutta la Toscana». Solare, disponibile ad aiutare gli altri, Graziella Gerbi aveva iniziato a muovere i primi passi nel mondo della ristorazione, insieme al marito Umberto Castiglioni, da tutti conosciuto come Cucciolo. Prima rilevando nel 1969 la vineria Bracaloni, dove poi aprirono il loro Cucciolo. «Erano gli anni d’oro della ristorazione pisana – racconta Marco – e i miei genitori, grazie alla professionalità di mamma, la regina della cucina, e all’accoglienza di babbo, ci misero poco a farsi conoscere ed apprezzare». Graziella e Umberto formarono un sodalizio durato per più di 50 anni, fino alla morte di Umberto nel 2004. «Mamma da sola – conclude il figlio Marco – continuò a portare avanti il ristorante per alcuni anni, poi decise di chiudere e con lei finì un’epoca». Amante dei gatti, nel tempo libero si prendeva cura, portando cibo ed affetto a molti randagi nei vicoli del centro storico.

A ricordare Graziella Gerbi è anche Riccardo Buscemi, assessore alla scuola e ai servizi educativi del Comune di Pisa. «Graziella e suo marito Cucciolo – scrive Buscemi – erano i custodi della tradizione culinaria pisana, eccezionali il loro baccalà e la loro zuppa, accoglievano gli avventori nel loro tipico locale in pieno centro storico, in un ambiente semplice e familiare. Quanti pranzi, quante cene a casa loro. In questo momento rivolgo alla famiglia un affettuoso saluto, per Graziella e Cucciolo una preghiera”. La salma di Graziella Gerbi è esposta presso le cappelline della Pubblica Assistenza. Oltre al figlio Marco, adesso in pensione, ma anche lui per anni impegnato nel mondo della ristorazione, lascia la nuora Lorella, il nipote Luca e bisnipotina Lisa. Oggi (mercoledì 21) alle 15, 30 nella chiesa di Asciano l’ultimo saluto. 
 

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