Il dolore
Cus Pisa, l’attacco dell’ex presidente: «Poche persone decidono»
Riccardo Vanni, alla guida della polisportiva universitaria dal 2003 al 2011. «Non si riesce ad avere risposte sulla richiesta di cooptazione dei nuovi soci»
PISA. «Il Cus Pisa oggi, purtroppo, conta solo qualche decina di soci con diritto di voto (obiettivamente troppo pochi per un’istituzione di questa statura!) quando nel passato ne contava varie centinaia»: è il dato principale che emerge da una lunga lettera aperta firmata dall’ex presidente Riccardo Vanni. Socio Cus Pisa da oltre 50 anni, per i colori gialloblù Vanni ha operato, durante un ventennio, come atleta di varie discipline in competizioni universitarie e federali, poi per molti anni ancora come istruttore, allenatore, delegato di sezione, vicepresidente nel periodo della ricostruzione della compagine sociale dopo il commissariamento (1999-2003) e infine presidente (2003-2011).
Il tutto, afferma lo stesso Vanni, «per pura passione ed autentico spirito di servizio civile». Il dirigente premetteche «attualmente non ho ambizioni di ricoprire alcun ruolo istituzionale nell’ambito del Cus Pisa. Del resto la mia età (84 anni, ndr) non me lo consiglierebbe».
Ma qual è il problema? Cioè, cosa determina la «situazione di disagio che sta vivendo li Centro Sportivo del nostro Ateneo che è anche e di gran lunga, la Polisportiva più importante della nostra Città», come scrive Vanni? lI disagio «si è acuito all’ inizio del 2022» quando il Cusi (l’ente nazionale di riferimento per tutti i Cus d’Italia) ha modificato la propria natura giuridica da ente di promozione sportiva a federazioni e diventando così la Federazione Italiana dello Sport Universitario (FederCusi) e ha dovuto adeguare lo statuto alla sua nuova ragione sociale. In questo contesto ha, ritenuto opportuno “invogliare” i singoli Cus ad adeguare alle loro nuove esigenze il numero dei propri Soci Anziani aventi diritto al voto in assemblea.
Il Consiglio Direttivo del Cus Pisa, nella seduta del 19 maggio 2023, continua l’ex presidente, «certamente molto (magari troppo!) a ridosso della suddetta scadenza, ha definito i criteri attuativi di quanto sopra».
Entro i termini indicati dallo Statuto FederCusi, «sono state presentate 28 domande da parte di numerose persone che a partire dal 1° gennaio 2000 hanno certamente dato molto al Cus Pisa, agli studenti sportivi del nostro Ateneo ed allo sport pisano».
Eppure, afferma Vanni, «da quel 30 maggio 2023, una nebbia sempre più spessa sembra sia calata sul Cus a proposito della cooptazione dei nuovi soci. Perché tanto silenzio? Quali ostacoli ci sono a dare una doverosa risposta a chi ha fatto una domanda quasi otto mesi fa? Quale istruttoria c’è stata su quelle domande? Sono state poste all’attenzione del Consiglio Direttivo? Quali risposte ha dato il Consiglio Direttivo? Perché tanto mistero, nonostante il Presidente sia stato richiesto, come durante l’assemblea del 26 ottobre 2023, di procedere tempestivamente e democraticamente alla convocazione di una riunione per deliberare in merito?».
Il Cus, afferma l’ex presidente, «non può che ricevere nuovi impulsi e nuovi slanci da una compagine sociale più articolata, più numerosa e quindi inevitabilmente più ricca di idee e di proposte e sopratutto che costituisca una più completa espressione delle volontà e delle istanze della base e di conseguenza sia più ni grado, con li proprio voto nell’assemblea sovrana, di orientare, democraticamente, le politiche del gruppo dirigente pro-tempore verso modelli di gestione più rappresentativi della volontà e delle istanze degli atleti studenti universitari e di tutti gli altri tesserati».
Secondo Vanni «C’è da augurarsi un dibattito approfondito su questo importante tema sociale, tendente ad una pronta ed istituzionalmente corretta soluzione positiva del problema».
La dirigenza della polisportiva universitaria, contattata dal Tirreno, non ha ritenuto per il momento di commentare.
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