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Pisa, negozianti e residenti contro l'aumeto delle tariffe Ztl e Zcs: «Il Comune faccia marcia indietro»
I rincari non piacciono neanche a Confesercenti.«Ci troviamo di fronte ad aumenti spropositati ci saremo aspettati una concertazione con le associazione di categoria
Pisa Gli aumenti delle tariffe in Ztl fanno scattare le proteste, non solo di residenti, ma anche di artigiani e titolari di attività commerciali, mentre per Fiab Pisa (Federazione italiana ambiente e biciclette) i provvedimenti attuati da Palazzo Gambacorti vanno, tutto sommato, nella direzione giusta. «Crediamo – si legge in una nota di Fiab – che essi siano una prima risposta a problemi più volte segnalati dai cittadini, come l’eccessivo numero di accessi in Ztl, e la difficoltà di parcheggio nelle zone a ridosso del centro, dove spesso non si trova un posto nemmeno a pagarlo». Di parere opposto Cna. «La nostra associazione di categoria – spiega Cna – ha manifestato fin da subito la grande preoccupazione per una misura che comporta un fortissimo aumento del costo dei rinnovi annuali dei permessi di transito e sosta in Ztl. Una misura che va prevalentemente a colpire i veicoli commerciali, vale a dire tutte le nostre aziende e imprese, già in un delicato momento storico come quello che stiamo vivendo».
I rincari attuati da Palazzo Gambacorti non piacciono neanche a Confesercenti. “Ci troviamo di fronte ad aumenti spropositati – spiega Fabrizio Di Sabatino, presidente di Confesercenti Toscana – ci saremo aspettati una concertazione con le associazione di categoria. Gli aumenti avvengono in un periodo in cui il commercio non naviga a gonfie vele, e per questo abbiamo chiesto un incontro con l’assessore Pesciatini. In passato il Comune ha giustamente sostenuto le attività di ristorazione, colpite dal Covid, vorremo ora anche per noi un minimo di attenzione».
Più morbida, dicevano, la posizione di Fiab. «Lo spazio urbano è una risorsa estremamente scarsa, e aumentare le tariffe per gli abbonamenti della sosta – spiega la presidente Leonora Rossi – va nella direzione di scoraggiare l’utilizzo dell’auto privata. Di conseguenza bisognerebbe progressivamente aumentare i costi dei parcheggi (in particolare gli abbonamenti relativi a seconde o terze auto) , e destinare i proventi per introdurre nuovi servizi di mobilità per cittadini e attività commerciali, come il car sharing, il servizio di trasporto pubblico a chiamata, una piattaforma logistica per rifornire i negozi, ma anche per rendere più efficiente e affidabile il tradizionale trasporto pubblico. Un discorso simile vale anche per gli accessi dei non residenti in Ztl e procedere a una revisione che porti alla riduzione del numero dei permessi concessi». Infine Confcommercio Provincia di Pisa auspica un ripensamento del Comune con ripristino delle tariffe originarie. «Commercianti, titolari e gestori di locali – spiega il presidente Stefano Maestri Accesi – devono transitare dai varchi per mandare avanti la propria attività, non ci sono alternative. Per questo l’aumento ha l’amaro sapore di un ulteriore balzello, anche considerando tutto quello che imprenditori e partite Iva hanno dovuto sopportare dal 2020 ad oggi, con l’esplosione della pandemia, i rincari energetici e gli aumenti delle materie prime. Il commercio di vicinato sta soffrendo anche a causa dei continui rincari e non riceve aiuti o sostegni a differenza di altre realtà produttive». l
Roberta Galli
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