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Pisa, il sottosegretario alla Difesa: «Con la nuova base militare 200 posti di lavoro anche per i civili»

Pisa, il sottosegretario alla Difesa: «Con la nuova base militare 200 posti di lavoro anche per i civili»

Progetto di San Piero per i reparti speciali dei carabinieri, Perego di Cremnago risponde a un'interrogazione parlamentare

12 febbraio 2024
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Pisa «La nuova base assicurerà circa 200 nuovi posti di lavoro a civili dell’area». Così il sottosegretario di Stato per la Difesa, Matteo Perego Di Cremnago (Forza Italia), in risposta a un’interrogazione del deputato Andrea Quartini (Movimento 5 Stelle). Il progetto della base per i reparti speciali dei carabinieri torna sotto i riflettori del Parlamento, svelando qualche dettaglio in più (ma non molto) di un’iniziativa gestita dalla Difesa.

Il piano

Per la nuova sede del gruppo intervento speciale e del primo Reggimento carabinieri paracadutisti “Tuscania”, «la soluzione individuata – ha detto Perego Di Cremnago – prevede ora per il soddisfacimento delle specifiche esigenze dell’Arma la riqualificazione del solo Cisam(Centro Interforze Studi per le Applicazioni Militari), ubicato in un’area già in uso alla Difesa, mediante linee progettuali implicanti un minor consumo di suolo, un basso impatto ambientale, con realizzazione di edifici prossimi all’autosufficienza energetica oltre che iniziative nel settore della biodiversità, quali, a titolo esemplificativo, la piantumazione di circa 12mila nuove piante e opere di compensazione condivise con gli enti locali interessati, quali la messa a disposizione della collettività di impianti sportivi. Si evidenzia, inoltre, che la nuova base assicurerà circa 200 nuovi posti di lavoro a civili dell’area. Infine, si rappresenta che per la realizzazione della descritta opera, sin dal principio, non è mai stato ipotizzato l’utilizzo di fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Alternative M5S

Fin qui la risposta del sottosegretario, considerata «non soddisfacente» da Quartini, soprattutto «rispetto alla razionalizzazione delle scelte fatte riguardo agli spazi per le infrastrutture della Difesa». La proposta «di riorganizzare le strutture militari, inclusa la divisione logistica tra l’area operativa e quella residenziale, con una distanza di 25 chilometri, solleva infatti – dice il deputato pentastellato – forti dubbi sulla fattibilità e sulla coerenza stessa con le necessità del territorio. Perché non sono state prese in considerazione altre proposte più ragionevoli, come l’area Expo a Ospedaletto, come fulcro della base diffusa proposta dall’Arma dei carabinieri o, ancora meglio, la caserma Gamerra di Pisa, sede del Capar, in un’ottica di riqualificazione e potenziamento del centro? Tra le due province, Pisa e Livorno, c’è un gran numero di edifici e strutture dell’Esercito, della Marina militare e dell’Aeronautica, e buona parte di queste strutture necessita di interventi di carattere straordinario. Perché non pensare a riqualificare in particolare il Capar?».

Tenuta Isabella

Un altro interrogativo posto da Quartini: «Da dove arriveranno, per esempio, i fondi per l’acquisto all’asta di tenuta Isabella, area posta in un territorio a vocazione agricola che sembra sia stata individuata, a Pontedera, per questa scellerata, dal nostro punto di vista, colata di cemento? Si prevedono – aggiunge – 440mila metri cubi in un’area a rischio alluvionale. Quindi, da questo punto di vista, sento un po’ come una manipolazione semantica parlare di tutela della biodiversità, di riqualificazione florofaunistica, di opere compensative sul territorio».

Fondi per il reattore

Ulteriore tema, quello del reattore. «Sembra esserci – dice il deputato M5S – un budget disponibile per il completo smantellamento dell’ex reattore nucleare. Perché non utilizzare quei soldi per il completo ripristino ambientale dell’area e restituirla, incontaminata, interamente al Parco di San Rossore? Si risanerebbe un pezzo di Toscana di grande pregio». Dubbi sui tempi. «Occorreranno tra i 15 e i 20 anni – dice Quartini – prima che l’area Cisam, nella zona del reattore nucleare Galilei, torni a essere fruibile. Per ora i rifiuti nucleari non potranno essere rimossi. Le scorie radioattive dei siti militari devono essere convogliate nel deposito nazionale, ma non si sa nemmeno quando e dove».

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