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Pisa, giù la statua di San Ranieri: c’è l’ombra dell’atto vandalico. Un residente: «Ho visto delle persone, poi il forte rumore»

di Andreas Quirici
La statua in bronzo dedicata a San Ranieri nel quartiere di Cisanello abbattuta per un atto vandalico o per un cedimento strutturale (foto Fabio Muzzi)
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La statua in bronzo dedicata a San Ranieri nel quartiere di Cisanello abbattuta per un atto vandalico o per un cedimento strutturale (foto Fabio Muzzi)

A terra l’opera in bronzo inaugurata nel 2011 a Cisanello. Per Palazzo Gambacorti si è trattato di un cedimento strutturale. L’opera portata in magazzino per iniziare il restauro

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PISA. Atto vandalico o fatto “naturale”? Per ora non è chiaro quello che è successo ieri notte nel quartiere Cisanello a Pisa, nello spartitraffico vicino alla rotonda di San Quirico lungo il vialone a quattro sensi di marcia che dà il nome a questa zona della città. Sta di fatto che la statua in onore del patrono San Ranieri, inaugurata nel 2011 dall’allora sindaco Marco Filippeschi e dall’Arcivescovo Giovanni Paolo Benotto, è letteralmente a terra. Un residente racconta di aver visto all’una, durante una notte insonne, alcune persone aggirarsi negli spazi a verde. E poi un forte rumore metallico, percepito perfettamente dalla sua abitazione che dista poco meno di cento metri. Secondo lui è stata buttata giù anche se dice di non aver visto direttamente l’atto vandalico. Dal Comune affermano che si è trattato di un cedimento dei supporti che mantenevano eretto sulla base in pietra il bronzo realizzato dall’artista di Castellina Marittima, Alessandro Caetani.

Già ieri pomeriggio l’opera finanziata dalla Fondazione Cassa di risparmio di San Miniato è stata portata in un magazzino comunale per restaurarla, anche con il coinvolgimento dell’autore. Poi, coi tempi necessari che, al momento, non sono stati indicati, verrà risistemata al suo posto.

Un luogo simbolico, come disse Filippeschi al taglio del nastro, visto che questo tratto della viabilità è uno degli ingressi maggiormente trafficati della periferia pisana. E perché, secondo quanto raccontò Benotto quel 16 giugno, in questo quartiere Ranieri degli Scacceri incontrò l’eremita e nobile còrso Alberto Leccapecore, figura fondamentale per il patrono di Pisa.

È chiaro che la statua in questione non è uno dei monumenti più importanti di una città come Pisa, dove si trova uno sterminato patrimonio artistico e culturale. Ma rappresenta comunque il personaggio per eccellenza di una comunità. È il simbolo a cui in tanti si aggrappano nei momenti difficili. E, se emergesse davvero il gesto doloso, sarebbe uno schiaffo alla storia pisana.

«Avete visto cos’hanno fatto alla statua di San Ranieri? Questi mascalzoni vanno denunciati», ha detto un’altra signora telefonando al Tirreno, così come aveva fatto l’abitante del quartiere di Cisanello ieri mattina componendo il numero della redazione di Pisa Pontedera. San Ranieri è San Ranieri per i pisani. E anche se la statua si trova in mezzo al traffico e non è di grandi dimensioni, come dissero i critici della scelta del 2011 di sistemarla in quel punto. E malgrado di rappresentazioni del patrono ce ne siano molte altre e ben più preziose, quella vicino alla rotatoria di San Quirico, nel tempo, ha comunque acquisito un valore affettivo. E ora ci sono aspettative per rivederla sistemata e di nuovo in quel piccolo spazio a verde tra le auto, gli scooter e le moto che le sfrecciano a fianco.

«Sono sicuro di quello che ho visto e di ciò che ho sentito», ha ribadito ieri pomeriggio il residente di Cisanello che preferisce rimanere anonimo. Per lui è un vandalismo «contro il nostro San Ranieri».

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