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Pisa, lo sfogo dell'autista del bus: «Noi e i controllori accerchiati e insultati, a bordo ormai è l’inferno»
L'utimo epidosio a cui Daniele Merone ha assisito lo ha vissuto da passeggero: «Alcuni ragazzini hanno preso a sputi e parolacce un verificatore, ma non è l'unica cosa che non va»
Pisa Prima il ragazzino attaccato al retro del bus mentre il mezzo è in movimento, poi una serie atti vandalici a bordo: vetri rotti e porte divelte a calci. Con conseguenze gravi sia per la sicurezza dei passeggeri che per la riuscita del servizio, anche perché i mezzi sono pochini e sostituirli al volo per l’azienda non sembra essere semplice. Dunque, che gli autobus di linea siano sempre di più un mondo ad alto rischio lo raccontano la cronaca. Ma soprattutto chi ogni giorno sale per andare a scuola o al lavoro. L’ultimo episodio ha riguardato Daniele Merone, 48 anni, da venti autista e sindacalista della Uil, ed è avvenuto ieri mattina in via Benedetto Croce a due passi da piazza Vittorio Emanuele II.
«Stavolta – dice – non stavo guidando io il mezzo, ma ero un normale passeggero che stava andando in palestra. Ecco, a un certo punto il controllore ha chiesto il biglietto a tre ragazzini, una normale verifica, ma la reazione è stata violenta: mentre gli chiedevano i documenti è stato aggredito. Come? Insulti, sputi, cose di questo tipo. Una violenza inaccettabile. La cosa grave è che episodi simili accadono tutti i giorni, ma i verificatori (controllori ndr ) possono fare ben poco, hanno le mani legate. Ecco perché di questo passo c’è il rischio che la situazione possa degenerare ulteriormente. Di campanelli d’allarme ce ne sono stati».
Eppure sui bus hanno messo le telecamere. Ed è proprio attraverso i filmati registrati a bordo che le forze dell’ordine hanno denunciato il giovane che la settimana scorsa ha distrutto un vetro sulla ex Lam Rossa e sempre attraverso i video sarà forse possibile risalire al responsabile del danneggiamento che lunedì mattina ha mandato in tilt la rete di bus che porta gli studenti a scuola a Pontedera.
«Ma serve di più – va avanti Merone – serve un piano vero sulla sicurezza da decidere e attuare insieme tra sindaci, azienda e sindacati con la regia della prefettura. I fatti ai quali assistiamo sono gravi e hanno delle conseguenze sui passeggeri». La riflessione successiva riguarda il cambiamento avvenuto a bordo degli autobus di linea negli ultimi vent’anni, da quando Merone ha iniziato a lavorare. «Certe violenze prima non esistevano, ora sono all’ordine del giorno. I peggiori sono i ragazzini e gli spacciatori: non pagano il biglietto, ma fanno casino, fumano sui mezzi, tengono la musica alta e se gli dici qualcosa reagiscono, sono violenti. Esempi? Le linee più a rischio sono quella che arriva al Sert e la linea 190 che trasporta gran parte della microcriminalità che dall’hinterland viene a Pisa».
Poi ci sono episodi al limite come quello capitato a un collega: «Era in zona stazione e ha fatto un frenata perché tre ragazzini erano passati con il rosso. Quando è arrivato al capolinea, alla Sesta Porta, ed è sceso dal mezzo è stato accerchiato e insultato, quasi quasi lo picchiavano. Per fortuna è stato più intelligente e non è successo nulla. Poi trovi persone che ti sputano, minacciano, ti aspettano. Oppure situazione di pericolo se salti la fermata oppure se parti in orario e un passeggero non riesce a salire. Ormai autisti e controllori sono presi d’assalto. Ecco perché come rappresentate della Uil vorrei che le forze dell’ordine accompagnassero sui bus i verificatori. Ormai serve una figura di sorveglianza. Non si può andare avanti in questo modo e con questi rischi». Telecamere e cabine per l’autista non sembrano la soluzione. «Anche perché sui nuovi mezzi che stanno arrivando le cabine hanno una semi paratia, ma non sono totalmente chiuse». Ultimo dei nodi che riguardano la sicurezza è l’accesso ai depositi dei mezzi, sia quello alla Sesta Porta che quello a Ospedaletto. «I depositi nelle altre province – fa notare – sono chiusi, mentre nei due di Pisa l’accesso è praticamente libero, infatti è successo che gli autisti abbiano trovato persone a dormire dentro ai mezzi. Senza pensare a cosa potrebbe accadere se qualcuno prendesse un mezzo senza averne il permesso». l
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