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Pisa, i piani del sindaco per il futuro del Santa Chiara: «Ideale per il Palacongressi»

Pisa, i piani del sindaco per il futuro del Santa Chiara: «Ideale per il Palacongressi»

Ecco cosa succederà nell’area d'oro affacciata su piazza dei Miracoli al completamento di Cisanello: «Strutture di pregio, studentato e tanto verde».A breve il via alla procedura internazionale per selezionare un progetto

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Pisa «Ho già incontrato i tecnici dell’Azienda ospedaliero universitaria pisana e i soggetti attuatori del piano, convinto che il Comune di Pisa debba accompagnare il processo di trasformazione di un’area di importanza strategica per la città, dando il proprio fattivo contributo». Così il sindaco Michele a proposito dello svuotamento e della successiva ricostruzione del Santa Chiara, una volta completato (entro il 2025) la costruzione del polo ospedaliero di Cisanello. I motori sono accesi.

«La valorizzazione di quella che a quel punto sarà l’area dell’ex Santa Chiara – dice il sindaco – è compito delle aziende che si sono aggiudicate l’appalto della costruzione del nuovo ospedale: una volta completata la realizzazione di Cisanello, l’Aoup cederà loro il complesso monumentale di Santa Chiara. Tra pochi giorni prenderà il via la procedura internazionale finalizzata alla selezione di un progetto di valorizzazione, un percorso che si dovrà concludere entro il 2024, per poi passare alla fase operativa».

La “partita” urbanistica

La trasformazione dell’area ha un’importanza strategica, sia per il valore di altissimo pregio dell’area affacciata sul sito Unesco di Piazza dei Miracoli, sia per il valore strategico di rifunzionalizzare una zona in cui è forte la compresenza di strutture per il turismo e dell’Università di Pisa. «Il Piano Chipperfield del 2007 – sottolinea Conti – è ancora valido, poiché ha il merito di offrire una visione aperta ai contributi che verranno proposti nella fase di elaborazione del piano di recupero. Il piano che vinse il concorso di idee non disegnava alcuna architettura, ma mirava al recupero di funzioni urbane da integrare nel centro storico. La nostra visione coincide con gli indirizzi dati da Chipperfield: conservazione e valorizzazione degli spazi verdi, recupero del patrimonio immobiliare di pregio per nuovi utilizzi residenziali e ricettivi, eliminazione dei volumi non vincolati o di scarso valore architettonico sono obiettivi validi ancora oggi, dopo quasi venti anni».

Il ruolo del Comune

Ma nella riconversione degli edifici e degli spazi, il Comune che indirizzi intende dare? «Siamo consapevoli – risponde il sindaco – della delicatezza e delle opportunità dell’intervento. Il complesso di Santa Chiara, nato nel XIII secolo, ha segnato la storia pisana sotto il profilo ospedaliero e universitario. Una storia che va senz’altro conservata, affiancandola a un’adeguata valorizzazione contemporanea. Per questo ci aspettiamo un giusto equilibrio tra strutture ricettive di pregio, residenziale di qualità, residenze per studenti che si ricolleghino al nascente complesso dell’ex caserma Artale, immersi in uno spazio dove il verde viene preservato e moltiplicato. In continuità con la vocazione universitaria e pubblica dell’area, in alcuni edifici da recuperare potrebbero trovare casa enti pubblici o sedi di rappresentanza di enti nazionali e internazionali».

Il Palacongressi

Questo è un punto fermo nelle idee di Conti. «Dopo la chiusura del Palazzo dei Congressi gestito dall’Università di Pisa è urgente – sottolinea – pensare a una nuova struttura di cui la città ha estremamente bisogno. L’area del Santa Chiara, lo dico dalla scorsa campagna elettorale, è il luogo ideale. Nella divisione in unità minime di intervento, nell’Umi 10, quella corrispondente all’edifico della Scuola Medica in via Roma, David Chipperfield aveva previsto un restauro per “museo, attività congressuali, didattiche ed espositive”. A due passi da piazza del Duomo, in pieno centro, potrà ospitare e accogliere congressisti da tutto il mondo, ed essere a disposizione del mondo universitario, delle discipline scientifico-umanistico e mediche, che potranno contare su una struttura in grado di accogliere dai mille ai 1.500 congressisti. Una nuova opportunità, una strada da sondare coinvolgendo fin da subito la Sovrintendenza».

Nuovi collegamenti

«L’area è collegata già molto bene sia per la vicinanza della Stazione Pisa San Rossore, sia per la presenza di parcheggi con molti posti auto, penso a quello di via Cammeo o quello di via Pietrasantina, sia per i percorsi ciclabili già realizzati in questi anni», dice Conti, che punta forte sulla tramvia. «Nella nostra visione di Pisa 2050 la realizzazione della tramvia – dice – sarebbe il progetto che completa il disegno di intermodalità al servizio di pendolari, studenti, ricercatori, utenti del più grande ospedale del centro Italia. È un mezzo green ed efficiente che permetterà di spostarsi con facilità e senza inquinare. Se il ministero delle Infrastrutture deciderà di aprire un bando, ci faremo trovare pronti presentando il nostro progetto».l© RIPRODUZIONE RISERVATA



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