Pisa, esposto dell'ex presidente dell'Authority: «Dimissioni, dubbi sulla regolarità»
Salvatore Pisano al contrattacco dopo essere stato silurato dal consiglio
Pisa Tre cartelle e mezzo, fitte e dettagliate. Ma la vera novità è proprio nelle ultime righe: «Non avendo ricevuto altro che silenzi da parte dell’amministrazione comunale e proprio affinché tutti comprendano se a Pisa sia morta la democrazia, ho provveduto a sottoporre l’intera vicenda al vaglio della Procura della Repubblica, del Prefetto e all’Autorità nazionale anti corruzione, oltre che all’organismo di vigilanza della società attraverso querele, denunce, esposti e informative dettagliate». La firma in calce è quella dell’ingegnere Salvatore Pisano, ex presidente della Port Authority (fino al febbraio 2022 Navicelli spa), incarico da cui è decaduto il 16 novembre scorso per le dimissioni contemporanee di tutti i componenti del consiglio d’amministrazione.
La vicenda in questione è proprio quella che ha portato al cambio al vertice della partecipata di proprietà del Comune di Pisa che, dal 6 dicembre, ha un nuovo cda ed è guidata dall’ingegner Luciano Del Seppia. Per Pisano, infatti, vi sarebbero «forti dubbi in ordine alla regolarità dell’atto di dimissioni» degli ex consiglieri d’amministrazione, arrivate in seguito alle dichiarazioni rilasciate dall’avvocato Massimo Nitto, consulente legale di Port Authority nel corso della “Pisaniana”, trasmissione di 50 Canale andata in onda la sera del 13 novembre. «Emergeva in particolare come l’atto degli ex componenti del cda fosse (o meglio sia) affetto da vizi formali (e di sostanza) di tale gravità da minarne validità ed efficacia nell’ottica del conseguimento delle finalità per le quali era stato redatto e inviato – scrive l’ex presidente –. Ciò che più stupisce nell’intera vicenda è la circostanza per cui nessuna delle autorità comunali (sindaco, ex capo di gabinetto e ora dirigente di direzione DD-04, quindi diretto responsabile delle partecipate comunali, segretario generale e assessore con delega alla navigabilità dell’Arno e dei canali) preposte a vario titolo al controllo dell’operato dei consiglieri di amministrazione, seppure alcune tempestivamente informate in tempi largamente antecedenti rispetto all’ultimo episodio in ordine a inspiegabili comportamenti del Comune verso la società, non abbiano ritenuto opportuno approfondire gli aspetti di una situazione così particolare, quasi a voler approvare l’operato di chi si è assunto la responsabilità di agire in modo a dir poco discutibile e contrario all’interesse della partecipata e della stessa città».
Per Pisano non ci sono dubbi: «Appare quasi pleonastico rilevare come, quanto emerso a seguito delle verifiche, determini l’invalidità e nullità di tutti gli atti adottati in data successiva al 16 novembre 2023 dalla società e dal socio, primo tra tutti la nomina dei nuovi consiglieri e quella del nuovo presidente del cda, con conseguente reviviscenza dell’effettività del ruolo ricoperto dai singoli componenti del decaduto board societario».l
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