Il Tirreno

Pisa

La denuncia

«Signora, c’è l’azoto nell’acqua». E ruba 60mila euro all’anziana: il meccanismo utilizzato dai truffatori

di Antonio Scuglia

	Piazza della Stazione: a poca distanza il luogo della truffa
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Piazza della Stazione: a poca distanza il luogo della truffa

Pisa, donna raggirata dal falso tecnico comunale e da un complice. «Mettiamo soldi e gioielli in frigo per proteggerli». Poi la fuga

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PISA. Sessantamila euro, fra contanti e gioielli, le sono stati portati via con la truffa dell’azoto nell’acqua (altre volte è il mercurio, o il piombo): è la disavventura capitata a una pensionata di poco più di ottant’anni, in zona stazione. Che ha sporto denuncia presso i carabinieri e vuole avvertire i nostri lettori. «Il danno ormai per me è fatto - dice, - ma spero, raccontando la mia storia, di convincere altri anziani e le loro famiglie a stare attenti». Il fatto è avvenuto pochi giorni fa a Pisa, intorno alle 14. «Mentre stavo tornando a casa - racconta la signora - mi è venuto incontro vicino al portone d’ingresso un uomo di circa 35 - 40 anni, alto circa 1 metro e 70, di corporatura un po’robusta: parlava un italiano senza accenti dialettali, mi ha detto di essere un incaricato del Comune e che mi stava aspettando perché doveva controllare le tubature dell’acqua a seguito di una perdita di azoto».

Il truffatore diceva di essere già stato dagli altri condomini del mio palazzo: «Io ero l’ultima. Avevo con me due scatoloni che dovevo portare a casa», l’uomo si è offerto di aiutarla a salire con questi scatoloni, poi li ha posati nell’ascensore restando ad aspettare davanti all’ingresso del condominio. Entrata in casa, la vittima ha sentito suonare il campanello: «Sono quello di prima», e lei lo ha fatto accomodare. L’uomo a quel punto mi ha riferito nuovamente che doveva controllare le tubature dell’acqua perché a causa della perdita di azoto quattro persone erano già finite in ospedale: «Mi ha spiegato - racconta la pensionata - che era stato invitato a eseguire questi controlli dall’amministratore del condominio, con cui stava parlando al telefono, chiamandolo "dottore". L’uomo mi ha quindi passato al telefono questo presunto dottore, che mi ha dato tutte le istruzioni su come comportarmi per evitare danni, del tipo non bere acqua e lasciare i rubinetti aperti per fare scaricare l’azoto».

Lo stesso uomo al telefono, «che parlava italiano anche se con una cadenza strana», le chiedeva di aprire il frigo mentre il presunto operatore comunale apriva le fontane per fare scorrere l’acqua. Seguendo le sue indicazioni la donna ha aperto anche la manopola del riscaldamento di una stanza. Poi, l’"operatore comunale" le ha chiesto se avesse dell’oro in casa perché l’azoto poteva danneggiarlo e quindi bisognava metterlo nel frigorifero per evitare questo rischio. «Io ingenuamente gli ho risposto che lo avevo in una scatola di ferro, - continua la vittima, - tipo quelle delle caramelle che tenevo posta sopra l’armadio nella mia camera da letto; mi ha chiesto se avessi una scala per prenderla, ma l’ho presa direttamente io e lui è andato in cucina dopo avere riposto la scatola in un sacchetto di plastica». La donna lo ha raggiunto in cucina e gli ha spiegato che oltre ai gioielli nella scatola c’erano anche dei contanti, lui le ha chiesto se avesse dell’altro oro: «Io ho risposto di sì e sono andato a prendergli i monili in oro che avevo riposto sotto il lavello del bagno in un portagioie di stoffa. Ho consegnato tutto all’uomo, insieme ai miei anelli che avevo al dito».

A quel punto il truffatore l’ha invitata ad andare a spegnere i riscaldamenti che aveva acceso prima, quindi la pensionata è andata nella camera dello studio e poi tornata in cucina per avere per vedere se avesse messo le scatole nel frigo. Ma lui non c’era più, né in cucina e nemmeno nelle altre stanze: se n’era andato senza dire niente. «Allora ho guardato nel frigo per vedere se ci fossero l’oro e i soldi che gli avevo consegnato, ma non c’era nulla. Ho capito quindi che aveva portato via tutto. Sono scesa e arrivata sino al portone d’ingresso del palazzo ho guardato nei dintorni ma lui non c’era». Le aveva portato via 25mila euro in contanti, un orologio, anelli, bracciali, catene, due collane di perle e due fedi nuziali che erano un ricordo dei nonni, in tutto un danno da sessantamila euro. «Subito dopo - conclude la vittima - ho contattato l’amministratore del condominio il quale mi ha detto che non aveva incaricato nessuna persona per eseguire controlli di alcuni genere e quindi mi ha invitato a denunciare tutto perché era chiaro che ero stata vittima di un reato». Ora si spera che con la sua testimonianza, e le numerose telecamere presente in zona, si possa risalire al malfattore.

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