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Soldi e cultura

Pisa, il Comune stanzia 1,6 milioni di euro per il teatro Verdi ma è polemica sui documenti in ritardo

di Francesco Paletti
Pisa, il Comune stanzia 1,6 milioni di euro per il teatro Verdi ma è polemica sui documenti in ritardo

C’è l’ok della commissione, la prossima settimana il voto in consiglio. È stata l’occasione anche per fare il punto su andamento e programmazione Opposizioni all’attacco

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Pisa Un milione e 600mila euro per i prossimi tre anni. È la cifra stanziata dall’amministrazione comunale per il Teatro Verdi. Ieri è arrivato il via libera in Terza commissione consiliare convocata d’urgenza ieri pomeriggio. Non senza polemiche dato che le opposizioni (Pd e "La Città delle Persone") non hanno partecipato al voto protestando per aver ricevuto in extremis la documentazione. Cambia poco nella sostanza: la convenzione fra Comune di Pisa e Teatro Verdi, infatti, approderà in consiglio comunale già la prossima settimana per il via libera definitivo. Ha scelto di schiacciare il piede sull’acceleratore la maggioranza: quasi una necessità, dato che il primo dei tre anni oggetto del finanziamento è quello in corso e dunque risorse fondamentali, dunque, anche per sostenere la programmazione di quest’anno.L’occasione, però, è stata utile anche per fare il punto sull’andamento del principale teatro cittadino. E sulla programmazione artistica del prossimo anno. Che ha puntato sulla multidisciplinarietà: «Ne è riprova il varo di progetti specifici per le scuole primarie e secondarie di primo grado ("Piccoli Artigiani all’opera") per quelle di secondo grado ("Scuola di Platea" e "Prova Generale") e di valorizzazione di giovani talenti locali e regionali ("Musica Verde" e "Concerto di Primavera" grazie alle collaborazioni cn l’Accademia "Stefano Strata" e la scuola "Bonamici" - si legge nella relazione artistica per il 2024 -. L’obiettivo è perseguire la via dell’innovazione mantenendo l’identità della cultura musicale che il Teatro di Pisa custodisce, trovando nuovi punti di contato tra la parte artistica quella organizzativa, riconosciuta da ormai un biennio dal Ministero della Cultura con un punteggio di qualità artistica che si assesta a 21, 5 punti su 35». I numeri al riguardo sono a luci e ombre. Quanto meno quelli degli spettatori. Nel 2023, ad esempio, le tredici opere liriche hanno totalizzato 6. 282 spettatori, più dei 5. 689 dell’anno precedente ma meno dei 7. 538 del 2019/2020. È andata meglio per la prosa: 9. 369 presenze nelle 16 recite dell’ultima stagione, il doppio rispetto alle 4. 520 del 2021/2022 (14 recite) e di più anche di quanto accaduto nel 2019/2022 quando ci si fermò a 8. 761 ma con "sole" 12 recite. Vola, invece, la danza anche se con un numero di spettacoli decisamente più limitato: nel 2022/2023, infatti, le due recite hanno raccolto 1. 376, quasi il doppio rispetto ai 703 del 2021/2022 (però con in calendario ben sei date) e anche rispetto ai 741 del 2019/202 (tre recite) . E va ancora meglio il ciclo dei "Concerti della Normale": 4.146 presenze negli otto concerti dell’ultima stagione, di più dei 4.088 negli undici del 2021/2022 e soprattutto dei 2.865 dei sei fatti nel 2019/2020. Da qui si riparte. «Con linee d’indirizzo che hanno dato un’impronta alla programmazione del 2024 che tiene conto, non solo delle esigenze del piano economico, organizzativo e produttivo del teatro dei fabbisogni del personale, ma anche del miglioramento della qualità artistica - continua la relazione-. La nuova programmazione rappresenta, infatti, una narrazione culturale capace di sguardi molteplici, con l’obiettivo di garantire un alto livello artistico, valorizzando le forze interne al teatro e preservando il livello occupazionale».l

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