Sicurezza
Pisa, morto a 26 anni nello schianto: perizia bis e svolta nell’indagine su Matteo Grilli
Per due volte la Procura aveva chiesto l’archiviazione: la ricostruzione di quanto successo quella maledetta notte
PISA. Dopo due richieste di archiviazione si sono concluse le indagini preliminari per fare luce sulle eventuali responsabilità e sulla dinamica dell’incidente stradale costato la vita a Matteo Grilli, 26 anni, di Riglione, grande sostenitore del Pisa. Tanto che in sua memoria gli amici tifosi del Pisa gli hanno dedicato a Porta a Lucca il “Parco dello squalo”.
Era la notte del 19 settembre 2020 quando Grilli morì nel tragico incidente stradale a San Piero a Grado, lungo la superstrada Firenze-Pisa-Livorno. Il tifoso del Pisa, questa l’immediata ricostruzione, era a bordo di una Fiat Panda come passeggero assieme a due amici, mentre in un’altra auto, una Renault Clio che prese fuoco, c’era una coppia che è riuscita a salvarsi. Joele Ardanese, 22 anni di Fucecchio (difeso dall’avvocato Luisa Tamburini) era alla guida della Clio, come è stato accertato fin dai primi rilievi. E la Procura lo ha indagato, già nelle ore successive alla tragedia, per omicidio stradale colposo. Ma il percorso per arrivare a definire la ricostruzione della dinamica è stato tortuoso. C’è stata una prima archiviazione disposta dal Tribunale di Pisa contro cui i legali della famiglia Grilli, gli avvocati Leonardo Bertani e Nicola Batoni, hanno presentato reclamo, ottenendo la nullità del provvedimento di archiviazione. A contribuire alla decisione del pubblico ministero, stando a quanto è emerso, erano state la consulenza del tecnico della Procura e quella del tecnico dell’indagato, che, seppur concordando sull’avvenuta invasione della corsia opposta della macchina dell’Ardanese, avevano riscontrato che la Fiat Panda con a bordo Grilli viaggiasse a una velocità tra gli 85 e i 100 chilometri orari, mentre la Clio si attestava al massimo sui 60 chilometri orari. Per cui la Procura aveva chiesto l’archiviazione non ravvisando elementi a sufficienza per individuare profili di responsabilità nei confronti del conducente della Clio. Ma i legali della famiglia Grilli si sono opposti nuovamente, riuscendo ad ottenere un’altra riapertura delle indagini. Per la famiglia e il padre è un dolore troppo grande quello che devono affrontare.
Nel frattempo, questa la ricostruzione dei vari passaggi giudiziari che hanno portato alla fase attuale, sono emersi nuovi elementi di prova e la famiglia del giovane morto nel tragico scontro ha prodotto una nuova consulenza affidata all’ingegner Maurizio Orsini con la ricostruzione accurata a livello cinematico di quello che successe sul raccordo della Fi-Pi-Li a San Pietro a Grado in quella tragica notte.
La consulenza di parte è stata depositata in Procura ed il pubblico ministero, dottor Aldo Mantovani ha deciso questa volta di notificare all’Ardanese l’avviso di conclusione delle indagini, come spiegato dalla famiglia. Avviso che di solito segna il passaggio alla fase successiva del processo. Il padre di Matteo, Gianluca Grilli, da anni porta avanti una battaglia per arrivare a capire la dinamica dell’incidente in cui ha perso il suo ragazzo di 26 anni e questa volta le indagini sembrano essere arrivate a un punto di svolta.
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