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Pisa, le piccole stazioni rifugio di clochard: l’emergenza freddo si allarga

di Francesco Paletti
Pisa, le piccole stazioni rifugio di clochard: l’emergenza freddo si allarga<br>

Enti, cooperative e associazioni: il piano di aiuti. Al trasporto e alla sorveglianza notturna provvederanno Croce Rossa, Cisom e Misericordia

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Pisa Soprattutto da Pisa. Ma ne arrivano anche da San Giuliano, Cascina e Vicopisano. Qualcuna pure da Pontedera e addirittura dalla stazione di San Romano-Santa Croce. C’è un messaggio nella geografia delle segnalazioni che arrivano all’unità di strada di Progetto Homeless, la cabina di regia della Società della Salute della Zona Pisana per i servizi dedicati alla cosiddetta alta marginalità: i senza dimora non sono più solo un problema del capoluogo, per quanto Pisa continui ad essere il baricentro anche perché lì si trova la quasi totalità dei servizi dedicati, sia pubblici che del volontariato. Comincia ad aumentare, infatti, il numero di coloro che di giorno frequentano la città e la sera tornano “a casa”, ossia nella baracca di Cascina piuttosto che nella roulotte di Colignola. E cresce anche quello senza casa “pisani”, che fanno un tragitto simile: vivono a Pisa ma vanno a dormire in periferia, soprattutto nelle piccole stazioni, in cui i treni notturni sono molto limitati e non ci sono neppure i controlli della polizia ferroviaria.

Succede da qualche anno, da quando alla Stazione Centrale non si può più stare e in quella di San Rossore è stata eliminata la sala d’attesa. A Rigoli piuttosto che a Ripafratta, o altre simili, si può trascorrere la notte sempre al freddo, ma almeno all’asciutto, e con un po’ più di tranquillità. È il pendolarismo dei senza casa una delle novità più recenti del territorio pisano: «Difficile fornire un dato preciso, ma si stima che nella Zona Pisana vi siano circa 150 persone senza dimora stabilmente presenti, quasi tutta a Pisa anche se è vero che negli ultimi anni il fenomeno ha cominciato ad estendersi anche alle aree limitrofe al capoluogo» spiega il presidente della Società della Salute della Zona Pisana, e sindaco di San Giuliano Terme, Sergio Di Maio. È a loro, e anche ai tantissimi di passaggio, che è rivolto il piano d’emergenza messo in campo da SdS e comune di Pisa in questi giorni di freddo in cui la colonnina di mercurio si avvicinerà allo zero o scenderà al di sotto: lo sforzo massimo per evitare che si ripeta quanto accaduto poche settimane fa ai Bagni di Nerone, il giaciglio di Velic Krunoslav detto “Kruno”, croato senza documenti e clochard storico, che la notte del 4 gennaio si è addormentato davanti al Bastione del Parlascio e non si è più svegliato. Anche se ad ucciderlo non è stato il freddo, ma “l’usura” della prolungata vita di strada.

«Con l’arrivo del freddo – dice l’assessora alle politiche socio-sanitarie del Comune di Pisa Giovanna Bonanno - ci siamo da subito adoperati per garantire un ricovero protetto alle persone che vivono per strada. Ed è per questo che già dai primi giorni di dicembre, in accordo con la SdS, abbiamo aumentato di dieci unità il numero di posti letto disponibili al dormitorio di Porta a Mare, grazie a due container che sono stati posizionati all’esterno della struttura che potrà così ad ospitare fino un massimo di 40 persone. È però ora necessario ampliare ulteriormente l’accoglienza. E quindi abbiamo deciso di assegnare in via temporanea, fino a circa metà marzo, i locali dell’ex Distretto sanitario di via Cilea, al Cep, alla SdS che gestirà la struttura in base alle necessità e con l’importante collaborazione delle associazioni. Una risposta concreta ai bisogni di molte persone che si trovano a vivere per strada ».

Nella struttura del Cep potranno essere accolte fino a 15 persone, anche senza documenti, e rimarrà aperta almeno fino a oggi mentre un eventuale prolungamento sarà deciso nei prossimi giorni alla luce dell’andamento delle temperature. Le persone senza dimora potranno accedere presentandosi ai cancelli del centro, ma saranno anche organizzate anche due navette che partiranno alle 21,30 e alle 22,30 da piazza Sant’Antonio. Al trasporto e alla sorveglianza notturna provvederanno Croce Rossa, Cisom e Misericordia mentre gli operatori dell’asilo notturno e dell’unità di Progetto Homeless, gestiti rispettivamente, dalle cooperative “Il Simbolo” e “Arnera”, si occuperanno della logistica e dell’organizzazione degli spazi, garantendo anche la presenza nelle prime d’accoglienza di entrambe le giornate.


 

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