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Aeroporto di Pisa, sos lavoratori: 50 aggressioni all’anno. «Nel mirino fuori e dentro allo scalo»
La denuncia dei sindacati in commissione: «Microcriminalità dilagante nelle aree di sosta»
Pisa Una cinquantina nel corso del 2023. Già cinque dall’inizio dell’anno. Proprio non si arresta il fenomeno delle aggressioni ai lavoratori del “Galilei”: non importa se di Toscana Aeroporti oppure Toscana Aeroporti Handling o Consulta, i due soggetti che gestiscono il servizio di prelievo e spedizione merci e assistenza ai passeggeri nello scalo pisano, o ancora di Cft, la cooperativa che ha l’appalto (in proroga) del carico e scarico bagagli. Il problema riguarda tutti, allo stesso modo.
Lo hanno denunciato con chiarezza Cgil, Usb e Cub, le sigle sindacali intervenute ieri pomeriggio in Seconda commissione consiliare di garanzia e controllo presieduta da Matteo Trapani (Pd). Erano lì, su proposta del consigliere Auletta (Una Città in Comune), sostanzialmente per riprendere un filo interrotto alla fine della scorsa consiliatura e tornare approfondire le molte criticità e questioni aperte che riguardano l’aeroporto di Pisa.
Una delle quali è appunto la sicurezza dei lavoratori e il rischio di aggressioni. Non da ora, beninteso. «La problematica è cominciata a diventare rilevante con la pandemia, quando è stato richiesto ai dipendenti impegnati nel front office di comunicare ai viaggiatori le nuove restrizioni e obblighi, a cominciare da quello d’indossare la mascherina» ha spiegato Martina Montemaggi della Cgil.
Da allora, però, è stato un crescendo: «L’anno scorso ne abbiamo contati una cinquantina e nei primi 19 giorni del 2024 siamo già arrivati a cinque». Chi sono gli aggressori? «All’interno dello scalo i viaggiatori che magari faticano di più ad entrare nella logica dei low cost e, che quindi, ad esempio contestano il sovrappeso dei bagagli».
Ma i problemi sono anche all’esterno, soprattutto di sera, nelle aree di sosta comprese fra l’aeroporto e l’Ikea, quelli che al calar del sole fanno da sfondo a prostituzione, scambismo e microcriminalità diffusa. Le stesse, però, in cui spesso lasciano la propria auto anche i lavoratori dei turni serali. «Molti casi sono avvenuti proprio lì – racconta Montemaggi – : io stessa, una sera, ho incrociato un balordo seminudo che ha provato a fermarmi. Per fortuna ero già in auto e sono riuscita ad andarmene».
Chiedono aiuto i sindacalisti. Anche all’amministrazione comunale: «In primo luogo per sollecitare Prefettura e forze dell’ordine a dedicare maggiore attenzione e impegno nel contrastare il fenomeno dato che i nostri tentativi, finora, non hanno sortito effetto» hanno detto all’unisono.
E poi per promuovere un tavolo di lavoro, «perché altrove – hanno spiegato - il problema lo hanno anche affondato e risolto: a Bologna, ad esempio, hanno elaborato un protocollo d’intesa ad hoc». Una proposta che ha trovato un consenso unanime e trasversale fra i consiglieri: «Fateci avere il documento e vediamo se e in che modo può essere applicato anche a a Pisa» hanno detto tutti, da Raffaella Bonsangue (Forza Italia) a Trapani e Auletta.
Sul tavolo però, ci sono anche le prospettive di sviluppo dell’aeroporto di Pisa e i numeri che preoccupano molto i sindacati: «L’annunciato avvio dei lavori per il nuovo terminal? Vediamo, non è la prima volta che lo fanno – ha detto Francesco Innocenti (Cgil) -: la realtà di questi anni, però, è che l’aeroporto di Pisa è in declino e sempre più low cost, dato che le compagnie più prestigiose se ne sono andate».
Segue un elenco, non esaustivo ma più che esplicativo: «La Delta Airlines che andava a New York non c’è più, e lo stesso discorso per i voli Turkish Airways per Istanbul, mentre Ita (e Alitalia, ndr) , Air France e Lufthansa hanno lasciato Pisa per spostarsi su Firenze» dice. Per sottolineare la necessità di uno «sviluppo assolutamente meno sbilanciato su Firenze che, infatti, ha superato il numero di passeggeri del 2019 del 7%, mentre Pisa è ancora sotto. L’azienda, da un lato, per l’ennesima volta l’inizio dei lavori, dall’altro ma non ha mai risposto alle nostre richieste d’incontro».
Ultimo capitolo la questione occupazionale, «con la crescente commistione fra i lavoratori di Toscana Aeroporti Handling e Consulta – hanno sottolineato Federico Giusti (Cub) e Paola Marchi (Usb) -, al punto che quando quelli della prima scioperano, vengono chiamati quelli della seconda, tutti a tempo determinato e, quindi, più facilmente condizionabili». l
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