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Pisa, la verità di Migliorini sulla revoca a comandante della Municipale: «Mai mentito al Comune»

di Antonio Scuglia
Pisa, la verità di Migliorini sulla revoca a comandante della Municipale: «Mai mentito al Comune»

Lettera ai consiglieri della Commissione Controllo e Garanzia: al centro della decisione dell'amministrazione due inchieste della Procura a carico dell’ufficiale

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Pisa «Mai dichiarato il falso. E possoprovarlo». È in sintesi quanto sostiene Paolo Migliorini, nominato dal sidaco Conti comandante della polizia municipale (carica poi revocata) , con una lettera firmata dagli avvocati Carlo Lombardi e Laura Antonelli e inviata ai consiglieri che oggi alle 14 prenderanno parte alla riunione della 1° Commissione Controllo e Garanzia. L’oggetto della riunione è proprio la “revoca del Comandante della Polizia Municipale”, e il Tirreno ha appreso il contenuto della lettera, con la quale «si intende ristabilire la veridicità dei fatti afferenti la nomina e la successiva immediata revoca di detto incarico al dottor Paolo Migliorini».

Nomina e revoca

Riassumiamo i fatti, come descritti dai legali di Migliorini. Il 4 dicembre 2023 è stata pubblicata sul sito del Comune di Pisa la graduatoria stilata in base all’esito dei colloqui indicando i seguenti nominativi: 1) Paolo Migliorini, 2) Alberto Messerini, 3) Tiziana Lensi. Il sindaco Conti il 6 dicembre conferisce quindi l’incarico a Migliorini.

Il 7 dicembre e l’11 dicembre la Procura della Repubblica notifica al sindaco due diverse richieste di rinvio a giudizio («entrambe per reati comunque non ostativi all’attribuzione dell’incarico», scrivono i legali) emesse nei confronti del dottor igliorini nell’ambito di procedimenti penali «che, fino a quel momento, non erano iscritti nel certificato dei carichi pendenti». Il 13 dicembre, il sindaco revoca l’atto di nomina.

Il bando

Secondo quanto spiegato dai legali, il bando, emesso il 21 novembre, prevedeva tra i requisiti per la partecipazione «non aver riportato condanne penali (in caso contrario fornire informazioni nella domanda) , non avere procedimenti penali pendenti (in caso contrario fornire informazioni nella domanda) e non trovarsi in alcuna delle cause di inconferibilità e incompatibilità previste dal D. Lgs 39/2013) ». Migliorini ha avanzato domanda il 25 novembre «rispondendo dettagliatamente a quanto richiesto dal bando e, ad abundantiam, allegando copia del certificato penale e del certificato dei carichi pendenti fornitigli dall’apposito ufficio della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pisa».

«Nessun carico pendente»

Al momento in cui una persona viene associata alla commissione di un fatto di reato, viene effettuata a suo carico un’iscrizione nel registro degli indagati, che non è tuttavia idonea a far assumere alla persona la qualifica di imputato: «Appare evidente, pertanto, che, quando il 25 novembre il dottor Migliorini non dichiarò come carichi pendenti questi due procedimenti affermò il vero. L’assunzione della qualifica di indagato e imputato, invero, avviene secondo regole predeterminate che non possono essere individuate né dal sindaco, né dal dirigente del personale, né dal dottor Migliorini stesso, in quanto sono rimesse esclusivamente al Legislatore. Queste fondamentali regole procedimentali non possono neppure essere messe in dubbio da alcuna diversa valutazione come quella – ritenuta suggestiva – per la quale l’aver nominato un difensore da parte di Migliorini significa “essere a conoscenza del procedimento”: la conoscenza di una semplice indagine, prima dell’esercizio dell’azione penale, non rende il procedimento un carico pendente». In sostanza, all’epoca, «esistevano solo delle mere notizie di reato e non dei “carichi pendenti”».

Continuano gli avvocati di Migliorini: «Ad oggi 16 gennaio 2024, il dottor Migliorini non ha ancora ricevuto la notifica della fissazione dell’udienza cui la richiesta sarà allegata e ne è venuto a conoscenza solo informalmente perché ne ha preso atto dalla lettura della relazione del Dirigente del Personale. Si è, pertanto, stigmatizzata la condotta del dottor Migliorini per non aver dichiarato una circostanza che non è ancora stata portata ritualmente a sua conoscenza nemmeno oggi, a distanza di oltre un mese dalla revoca dell’incarico».

«Sindaco informato»

Vista quindi la convocazione della Commissione di Controllo e Garanzia, i legali di Migliorini ritengono che questi elementi possano essere utili alla discussione, anche con riferimento alla conoscenza da parte del sindaco della pendenza dei due procedimenti in questione nella fase delle indagini. «Quanto al primo, ne era a conoscenza per diretta comunicazione da parte del dottor Migliorini (allorché quest’ultimo – al momento del trasferimento da San Giuliano a Pisa – glielo comunicò e gli esibì i numerosi articoli di giornale pubblicati in proposito) nonché per aver ricevuto, all’atto del trasferimento il fascicolo personale del dipendente». Ma anche il secondo procedimento penale «era conosciuto dal sindaco, che aveva ricevuto personalmente nel suo ufficio, lo scorso 30 ottobre 2023, il dottor Migliorini unitamente a ben dieci appartenenti al Comando di Polizia Municipale che lo avevano informato dell’avvenuta notifica di avvisi di garanzia emessi a seguito di indagini svolte dalla Questura di Pisa».

Possibili querele

I due avvocati hanno anche precisato che «sono già oggetto di valutazione, sotto il profilo civile, penale e amministrativo, gli atti, le dichiarazioni, i post e le condotte di tutti coloro che hanno prodotto, diffuso e comunicato notizie false idonee a ledere l’onore, il decoro, la dignità e la correttezza dell’operato» di Migliorinil

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