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Pisa torna sopra quota 91mila abitanti: «Obiettivo 100mila»

di Francesco Loi
Pisa torna sopra quota 91mila abitanti: «Obiettivo 100mila»

Calo durante gli anni del Covid, poi piccola ripresa In positivo il saldo tra immigrati ed emigrati. Negativo invece il saldo naturale tra nati e deceduti Rapporto donne/uomini di 52% contro 48%

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Pisa Pisa si riporta sopra quota 91mila residenti (91.069). Questo è il dato registrato all’Anagrafe comunale ieri mattina. Intorno a quota 91mila, in effetti, la popolazione pisana sta oscillando in questi cinque anni. L’obiettivo ripetuto più volte dal sindaco Michele Conti è quello di riportare la città sopra i 100mila abitanti. Proposito ambizioso considerato che la città di Pisa perde abitanti o fa non più di piccoli recuperi da oltre venti anni a questa parte, periodo di tempo durante il quale è scesa da oltre 100mila ai circa 91mila di oggi. Se non altro «il decremento degli ultimi anni è stato inferiore a quello degli anni Novanta quando si è arrivati a perdere mediamente mille abitanti l’anno» e questo «a favore dei comuni di Calci, Cascina, San Giuliano, Vecchiano e Vicopisano» (dal “Piano strategico di Pisa e del territorio”).

I numeri

L’andamento del numero di residenti nel comune di Pisa si ricava dal Documento unico di programmazione (Dup), annualmente approvato dal consiglio comunale. I dati dicono: nel 2019, 91.774 residenti; nel 2020, 91.012; nel 2021, 90.932; nel 2022, 90.821. Per poi ritornare agli attuali 91.069. Cifre tutto sommato simili, togliendo gli anni centrali del quinquennio caratterizzati dagli effetti del Covid.

Saldo naturale

L’ultimo Dup approvato, relativo al 2024-2026, riporta i dati del 2022. Sul totale della popolazione residente (90.821) ci sono 43.595 maschi e 47.226 femmine, ovvero 48% contro 52%. Ma è il movimento naturale, con relativo tasso demografico, a dare un’indicazione sulla tendenza che deve essere considerata come premessa ineludibile: nati nell’anno 589, deceduti nell’anno 1.125 (saldo naturale -536, anno 2021). Di conseguenza si ha un tasso di natalità (per mille abitanti) del 6,47 e un tasso di mortalità (per mille abitanti) quasi doppio al 12,22. Anche nei due anni precedenti il quadro non cambia.

Entrate/uscite

Nonostante tutto, però, il piccolo recupero di residenti sembra spiegarsi soprattutto con i numeri relativi al movimento migratorio, ovvero quante persone residenti si aggiungono e quante invece lasciano la città per altri territori. In questo caso, il saldo (anno 2021) è positivo con 3.881 immigrati e 3.302 emigrati, con una differenza positiva tra entrate e uscite (579). Un trend confermato anche nei due anni precedenti: con minor distacco nel 2020 (3.566 immigrati, 3.636 emigrati, saldo +30) e simile nel 2019 (4.147 immigrati, 3.595 emigrati, saldo +552). Se la sensazione di molti è che il centro storico si stia spopolando, il recupero non può che andare a concretizzarsi in altre zone più periferiche.

Il trend

«Il lavoro che abbiamo cominciato nel 2018, attraverso politiche che guardano al medio-lungo periodo, è quello di rendere Pisa una città che permetta a tutti una sempre più alta qualità della vita, grazie a servizi sempre più efficienti, una rete di strutture pubbliche per il sostegno al lavoro, allo studio, alla salute, al tempo libero. In questo modo possiamo aumentare la naturale attrattività in termini di cittadini residenti», dice il sindaco Michele Conti. «I dati del periodo post Covid, in costante crescita, dimostrano questo», aggiunge.

Gli obiettivi

«Per un lungo periodo, Pisa ha vissuto una vera e propria “emorragia” di residenti, che ha finito per impoverirne il tessuto sociale, relegandola a una sorta di centro servizi. L’obiettivo principale – prosegue Conti – è quello, ribadito tante volte in questi ultimi mesi, di tornare a essere una città attrattiva in grado di raggiungere, nei prossimi dieci anni, quella soglia da 100mila abitanti che può dare nuovo impulso e occasioni di sviluppo, oltre che nuove opportunità e risorse. Con il piano strutturale approvato e con il confronto in atto per il nuovo piano operativo possiamo dare maggiore impulso a questo trend positivo».

Il piano

Da una parte i lavori di riqualificazione in centro e nelle periferie, tra fondi Pnrr e progetti Pinqua. Ma nel centro un cambio potrà avvenire anche attraverso l’offerta di alloggi che arriverà dalle ristrutturazioni o dalle rigenerazioni urbane in corso e di quelle che partiranno. Opportunità ulteriori che potranno incidere sul mercato immobiliare locale. I casi sono diversi. Si va dal cantiere aperto all’ex cinema Ariston in via Turati a quello, sempre nel quartiere di San Martino, iniziato da alcune settimane nell’ex distretto militare. A proposito di caserme dismesse, nuovi appartamenti sono previsti inoltre dal piano di recupero dell’ex caserma Artale di via Roma. E anche, in prospettiva, nel Santa Chiara.l

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