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Pisa

Il furto

Pisa, rubate le offerte per i sacerdoti, l’appello del prete: «Riconsegnatele»

Da sinistra don Carlo Campinotti e il suo vice Federico Franchi
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Da sinistra don Carlo Campinotti e il suo vice Federico Franchi

Colpo in canonica a Porta a Lucca, i filmati consegnati agli inquirenti

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PISA. «Chi ha portato via le offerte, si metta una mano sulla coscienza e le riporti in chiesa. Anche in maniera anonima, l’importante è riuscire a recuperare la somma che era destinata a sostenere i sacerdoti delle nostre comunità». A lanciare l’appello è don Carlo Campinotti, parroco dell’Unità Pastorale di Santo Stefano-San Pio X e i Passi.

Nei giorni scorsi qualcuno si è intrufolato nel suo studio, dentro la canonica in via Luigi Bianchi a Porta a Lucca, e con disinvoltura ha aperto la scatola che doveva essere consegnata in Arcivescovado e portato via tutte le buste sigillate contenenti le offerte raccolte nel corse di più messe officiate in tutta la parrocchia.

Un colpo al cuore per don Carlo e per tutti coloro che hanno creduto nel progetto e si sono dati da fare per recuperare più finanziamenti possibili. I locali della canonica sono provvisti di telecamere. L’occhio elettronico ha fotografato un via a via di persone nel corridoio d’ingresso.

«Ma credo sia difficile – spiega don Carlo – dare un nome e un cognome a chi ha materialmente commesso il furto». Una cosa è certa: chi ha operato era conoscenza che in quella stanza si trovavano i soldi raccolti, e approfittando di un momento allontanamento del parroco, senza particolare riguardo per il luogo e per il valore di quelle somme, si è impossessato di tutto, lasciando il contenitore vuoto, ma ben richiuso, per coprirsi la fuga e non mettere nessuno in allarme.

Un gesto che ha colpito profondamente don Carlo Campinotti e il suo vice, don Federico Franchi, da sempre pronti ad accogliere chiunque bussi alla porta della canonica, un vero e proprio punto di riferimento per bambini e giovani che seguono il catechismo, per adulti che portano avanti progetti per la comunità e anche semplicemente un luogo capace di ascoltare fragilità e bisogni. Ieri don Carlo e don Federico hanno voluto portare a conoscenza del furto tutta l’Unità Pastorale attraverso una lettera pubblicata sul volantino che viene trasmesso per posta elettronica, a chi è iscritto alla mailing list, o distribuito in chiesa in versione cartacea.

«Subire un furto – scrivono don Carlo e don Federico – provoca sempre sconforto, delusione, rabbia e, incredibile a dirsi, quello che abbiamo subito noi, ci ha messo in una situazione così imbarazzante che ci obbliga addirittura a dover chiedere scusa».

Scusa per cosa? A spiegarlo sono sempre i due parroci nella lettera. «Avevamo accolto la proposta della Conferenza Episcopale Italiana “Uniti nel dono” – scrivono – che invitava a sostenere economicamente i sacerdoti. Alle messe della domenica avevamo invitato i partecipanti a prendere la busta e, liberamente, a mettere un’offerta per sostenere la missione dei sacerdoti. Nella stessa busta c’era anche un modulo da compilare per avere diritto alle detrazioni nella dichiarazione dei redditi, ebbene questo non sarà più possibile effettuare».

I filmati delle telecamere saranno consegnati alle forze dell’ordine per una formale denuncia, nella speranza, seppur remota, che qualcuno si penta e riporti in maltolto.

«Non so quanti soldi c’erano nelle buste – conclude don Carlo – ma conoscendo la generosità dei miei parrocchiani, ipotizzo una cifra non indifferente».l


 

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