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Pisa, stadio e centro sportivo: ecco piano e scenari

di David Biuzzi e Francesco Loi
Una suggestiva veduta dall’alto dell’Arena e della zona circostante
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Una suggestiva veduta dall’alto dell’Arena e della zona circostante

Il Comune muove i primi passi per la cessione dell’impianto. E Corrado conferma: «Pronti a pensare a una nuova Arena»

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PISA. Di mezzo ci si sono messi persino un fatto epocale, come la pandemia, e una guerra, quella ancora in corso in Ucraina. Eventi che hanno pesato e pesano sul mondo e dunque anche sul Pisa e sulla sua voglia di costruirsi un domani.

La volontà, però, non è mai cambiata e ogni passo è stato compiuto pensando al presente ma anche al futuro. Che per il Pisa Sporting Club passa da due punti imprescindibili: centro sportivo e stadio. Così era e così è. E nel primo caso, finalmente, ci siamo. «Sì – annuncia il presidente Giuseppe Corrado – a giugno, secondo il cronoprogramma del sindaco Conti si potrebbe essere pronti per partire con i lavori. Presentato il piano attuativo, ora c’è solo da attendere i tempi dell’iter burocratico. Sarà un investimento importante».

Il centro sportivo
A Gagno ci saranno i campi di allenamento di prima squadra e vivaio, la nuova sede e tanto altro. Abbastanza da incidere anche sul discorso stadio. «Ora – prosegue il massimo dirigente – siamo pronti a concentrarci sull’Arena e a pensare ad uno stadio più adeguato valutando attentamente tutte le opportunità che il Comune ci presenterà. Intanto il vecchio progetto, andrà rivisto. L’impianto che sogno? Per il calcio e per la gente. Accogliente, che permetta di evitare problemi come quelli vissuti di recente (il caso gradinata, ndr) che ci hanno penalizzato a livello economico e tecnico. Venendo anche incontro alle esigenze di chi in quella zona vive e non deve essere prigioniero».

Il futuro dell’Arena

E intanto a Palazzo Gambacorti nel fascicolo “Vendita dell’Arena” entrano documenti ufficiali. Sono quelli che il Comune di Pisa si è fatto inviare dalle amministrazioni di città italiane dove l’alienazione dello stadio è stata concretizzata. Su indicazione del sindaco Michele Conti, gli uffici hanno iniziato a studiare le procedure per individuare l’iter più appropriato. L’esempio al momento guardato con più attenzione è quello di Bergamo, dove l’Atalanta è diventata proprietaria dell’impianto.

Nella sede del municipio si conferma che l’ipotesi vendita è di indubbio interesse per i benefici che porterebbe al Pisa Sc e ai suoi tifosi, ma anche ai bilanci comunali che, evitando spese sullo stadio (soprattutto per interventi straordinari), avrebbero risorse da spendere in altri settori. Quello che ora potrà avvenire passa da una serie di procedure a evidenza pubblica. Lo stadio è comunale, dunque della città, e il suo destino non può essere affidato a una semplice contrattazione come in una compravendita tra privati. Occorre rispettare le norme in materia.

Almeno due i passaggi essenziali. Il primo è una valutazione (fatta da un soggetto terzo) sul valore dell’Arena. Nel 2018, quando per la prima volta si era affacciata l’ipotesi, l’Agenzia delle Entrate aveva fatto una stima di poco superiore ai 6 milioni di euro. Stima che a Palazzo Gambacorti sarebbero già pronti a far aggiornare: in questi 5 anni lo stadio ha visto aumentare anzianità e problematiche, come dimostrato anche dalla vicenda della gradinata. Ma nell’impianto sono stati anche svolti lavori e potenziate le dotazioni (seggiolini e servizi igienici). Tutto andrà a stabilire il nuovo valore, che il Pisa auspica sensibilmente più basso. Diciamo la metà considerando che l’Udinese ha comprato lo stadio Friuli 3,7 milioni. Peraltro alla fine l’esborso per il Pisa potrebbe risultare più contenuto, visti gli interventi che il club ha fatto a proprie spese (e magari altri lavori futuri), arrivando a scalarli dal prezzo.

Secondo passaggio essenziale quello di un bando pubblico per scegliere il nuovo proprietario dell’Arena. Deve contenere il costo del bene che deriva dalla valutazione fatta dal soggetto terzo (Agenzia delle Entrate o un altro advisor). Quella diventa la base d’asta. Al bando può partecipare il Pisa Sc, ma anche altri soggetti. Nell’avviso possono inoltre essere stabiliti anche altri elementi che concorrono a stabilire il vincitore. Ad esempio, il Comune può richiedere all’acquirente di fare lavori a favore del quartiere in cui si trova lo stadio. Come per ogni bene venduto o acquistato, poi, deve esserci il voto favorevole del consiglio comunale. Il viaggio non sarà breve, ma la macchina si è rimessa in moto.

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