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Pisa, più controlli dopo l'omicidio in centro? I ladri sfondano il ristorante: «Ingresso distrutto, rubati duecento euro»
Il colpo è stato messo a segno la notte scorsa a “La Buca di San Ranieri” in via Queirolo. La rabbia del titolare: «Non ci sentiamo più sicuri. Di notte alcune strade incutono timore»
Pisa L’allarme è scattato ieri mattina. Nonostante i controlli intensificati in tutto il quartiere della Stazione a seguito dell’omicidio, avvenuto la sera del 5 gennaio, di un tunisino di 27 anni, ucciso a coltellate davanti alle Poste, continuano gli episodi legati alla microcriminalità.
Ne sa qualcosa Gianfranco Scarpellini, titolare dello storico ristorante La Buca di San Ranieri, in via Queirolo, che ieri mattina ha dovuto contare i danni, veramente pesanti. «Una situazione – afferma l’imprenditore – che non mi fa lavorare tranquillo. Soprattutto dopo le 23, quando chiudo il locale e torno a casa. In zona circolano troppe sostanze alcoliche, l’ordinanza di divieto dovrebbe essere ripristinata il prima possibile. Chi è ubriaco perde lucidità ed è più facile commettere reati».
La scorsa notte, una (o forse due persone) , presumibilmente con una spranga o una mazza di legno e chiodi, ha sfondato la porta di accesso del locale che apre su viale Bonaini. Un buco che ha permesso al ladro di farsi largo all’interno del ristorante. Portato via il registratore di cassa contenente circa 200 euro, mentre è in corso l’inventario sui vini pregiati custoditi all’interno dell’enoteca.
Dei ladri, al momento, nessuna traccia. Il colpo è avvenuto sicuramente dopo la mezzanotte. A quell’ora Scarpellini aveva chiuso il locale a doppia mandata. Nessuno ha visto e sentito niente. Solo ieri mattina presto un passante si è accorto del buco ed ha avvertito il proprietario del locale. «Un furto che non mi meraviglia affatto – va avanti il ristoratore – qui sono mesi che viviamo una situazione molto difficile. Un quadro complesso, sfociato l’altra notte in un omicidio efferato. Ma chi lavora in questo quartiere come me, sa benissimo di cosa parlo. Non ci sentiamo più sicuri. Dopo la mezzanotte alcune strade e alcuni angoli incutono timore, dove circolano personaggi poco raccomandabili, diversi sono stranieri, tra alcol a fiumi, ed anche alla luce di quello che ho subito comincio ad avere paura quando a tarda ora mi ritrovo a chiudere da solo il locale».
Scarpellini chiede alle forze dell’ordine un maggior controllo del territorio. «Tutto – conclude il ristoratore – è peggiorato da circa un anno e non è possibile continuare ad andare avanti così. È necessario trovare una soluzione per il bene di tutti e soprattutto anche per i tanti residenti».
Ieri mattina “La Buca di San Ranieri” non ha aperto i battenti. I tavolini erano pronti ad accogliere i clienti, ma i fuochi in cucina sono rimasti spenti. Un tecnico ha dovuto portare un nuovo registratore di cassa, mentre nel pomeriggio è stato cambiato il vetro infranto, impossibile passare una nuova nottata con quel varco aperto nella porta. La notizia del raid si è propagata in un batter d’occhio tra i numerosi negozianti di viale Bonaini, in questi ultimi mesi presi di mira da episodi analoghi, ma rimasti nell’ombra. «Anch’io – ci dice una commerciante che chiede però di restare anonima – nelle settimane scorse ho subito la stessa sorte. Anche la vetrata della mia attività è stata presa a sprangate nella notte ed ho timore di parlarle pubblicamente per paura che il gesto sia emulato di nuovo. Noi qui ci lavoriamo, la sera chiudiamo i negozi quando è buio, e non vogliamo imbatterci in brutte sorprese alla porta». l
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