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Pisa, nuova mensa della Caritas: la collocazione, i numeri, i tempi della realizzazione

di Francesco Paletti
Pisa, nuova mensa della Caritas: la collocazione, i numeri, i tempi della realizzazione<br>

Ora manca un’ultima formalità, l’atto notarile che recepisce l’accordo della convenzione. Il direttore don Morelli: «Via ai lavori prima delle dimissioni del vescovo Benotto.Questo consentirà di chiudere la struttura del Cottolengo»

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Pisa Adesso le carte sono quasi a posto. C’era, infatti, un “sospeso” vecchio di quasi 24 anni fra l’amministrazione comunale e la Provincia toscana dei frati cappuccini, la congregazione proprietaria della palestra di San Gusto e dei terreni circostanti, proprio alle spalle della Stazione centrale, che riguardava l’attuazione di una convenzione che risaliva al maggio 2000, una permuta con la quali la congregazione ha ceduto al Comune una piccola area in cui è stato realizzato l’ingresso pedonale in Stazione dal quartiere di San Giusto in cambio di una superficie di dimensioni simili in cui la congregazione ha realizzato un piccolo parcheggio. Beninteso, quanto previsto dall’accordo è stato fatto da tempo. Mancava, però, il recepimento dell’esecuzione dell’intesa e anche il mutamento della destinazione d’uso per l’eventuale ampliamento dell’area edificabile del complesso immobiliare, che ora potrà essere destinato ad attività sociali e ricreative. Formalità, insomma. Che, però, rischiano di diventare un ostacolo quando le buone intenzioni confliggono con la burocrazia.

Non sarà così per la nuova mensa dei poveri della Caritas di Pisa che dovrebbe nascere proprio negli spazi dell’ex palestra dei Cappuccini. Quel nodo, infatti, è stato sciolto alla vigilia di Natale, con una delibera di giunta del 22 dicembre. Il condizionale, per ora, è ancora d’obbligo. In primo luogo perché manca un’ultima formalità, l’atto notarile che recepisce l’esecuzione della convenzione. Soprattutto, però, perché l’Arcidiocesi di Pisa ancora deve acquistare gli spazi dell’ex palestra «anche se con la Congregazione il dialogo è avviato da tempo e c’è la volontà da entrambe le parti di arrivare a un’intesa» precisa il direttore della Caritas don Morelli. Sul valore dell’immobile e dei terreni c’è pure una stima di quattro anni fa che valutava l’area attorno ai 400mila euro. Possibile che possa essere ritoccata un po’al ribasso, considerando il mutamento della destinazione d’uso, da commerciale sportiva a sociale.

Per l’intervento, invece, da parte dell’Arcidiocesi è previsto un investimento di circa 1, 5 milioni. Piuttosto chiare anche le idee su come realizzarlo: «Realizzeremo una grande mensa da oltre cento posti seduti, cosa che ci consentirà di chiudere quella del Cottolengo dove a causa degli spazi limitati, da tempo non possiamo più accogliere gli ospiti a tavola ma dobbiamo limitarci ad offrire il cestino con i pasti caldi – continua il direttore-. Accanto vorremmo anche realizzare un centro d’ascolto dato che in quella parte di città non ce ne sono».

Resterebbe, poi, da definire la possibilità di ampliamento dell’immobile fino a un massimo di 500 metri cubi: «Su questo c’è un discorso avviato con l’amministrazione comunale e la Società della Salute per realizzare alcuni appartamenti da destinare all’housing first, il progetto che prevede di far partire il reinserimento sociale delle persone senza dimora dalla disponibilità di un’abitazione – continua don Morelli -. Se comune e SdS avranno intenzione di avvalersene, saranno poi loro a realizzare l’intervento, presumo attingendo alle risorse del Pnrr».

Al netto di quest’incognita, però, l’intenzione di Caritas e Arcidiocesi è di fare presto: a settembre 2024, infatti, l’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto compirà 75 anni e rassegnerà le proprie dimissioni nelle mani del Papa. Prima di conoscere il nuovo pastore della diocesi di Pisa, verosimilmente, passerà ancora un po’di tempo. Ma in ogni caso la nuova mensa per i poveri potrebbe essere l’ultima importante opera di carità promossa sotto la guida dell’attuale arcivescovo: «Per questo – conclude don Morelli – ci piacerebbe moltissimo avviare i lavori, con la posa della prima pietra, prima di quella data».


 

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