Il dolore
Addio a Kruno, storico senza dimora: trovato morto ai Bagni di Nerone
Aveva 61 anni e gli ultimi venti li aveva trascorsi sulle strade di Pisa
PISA. In silenzio e nell’ombra, anche se nel cuore delle città. Ai Bagni di Nerone, il suo riparo per la notte, ormai da tempo. Se n’è andato così Velic Krunoslav, croato senza documenti, “Kruno” per la gente della strada, i volontari e gli operatori della Caritas, di Progetto Homeless e delle associazioni. Ma anche per i ristoratori e i frequentatori di quel piccolo triangolo a cielo aperto tra il Bastione del Parlascio, la porta di Porta a Lucca e la chiesa di San Torpè in cui da anni viveva. Si è addormentato giovedì notte e non si è più svegliato. Aveva 61 anni e gli ultimi venti li aveva trascorsi sulle strade di Pisa.
«Si può morire così? Senza un tetto, un letto, da soli? Morire senza una nazionalità, senza un documento, come se per il mondo non fossi mai esistito?», se lo chiedono i volontari di “Amici della Strada”. «Invece esistevi – proseguono –: allora la domanda giusta non è se si può morire così, ma se si può vivere così. Addio Kruno. Per la prima volta dormirai al coperto». Un quadro sanitario fortemente deteriorato dalla vita di strada probabilmente lo ha portato alla morte, accompagnato anche da problemi di salute mentale. Beninteso, non dava noia a nessuno: lo sanno bene i frequentatori e i ristoratori dei Bagni di Nerone, molti dei quali lo hanno sfamato più volte. Semplicemente, ormai da diversi anni, si era chiuso in quel lembo di città. Volontari e operatori Caritas, proprio per questo, andavano a portargli il sacchettino con il pasto caldo perché alla mensa del Cottolengo, ormai, si faceva vedere sempre più raramente. E più volte gli hanno aperto le porte del servizio docce di via delle Sette Volte in orari diversi da quelli di apertura durante i quali preferiva non farsi vedere.
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