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Pisa, pronto soccorso di nuovo nel caos: in attesa del ricovero 50 pazienti
Dopo alcuni giorni di tregua la situazione è tornata molto critica. Carbocci (Nursind): «Non possiamo che tornare a chiedere che l’Aoup riprenda immediatamente le assunzioni di infermieri e Oss»
Pisa Cinquanta persone in attesa di ricovero, quindici pazienti in osservazione breve intensiva e altri trenta in valutazione. Oltre alla solita fila di barelle degli accessi in ambulanza. Questa la situazione nella tarda mattinata di ieri e nel primo pomeriggio, al pronto soccorso dell’ospedale di Cisanello, stando ai dati che sono stati forniti da alcuni rappresentanti sindacali. Che ormai dall’inizio di dicembre stanno monitorando la situazione. Numeri simili a quelli di ieri si sono registrati anche nei primi giorni di dicembre. Giornate difficili per i degenti, le loro famiglie, ma anche per il personale dell’emergenza urgenza costretto a ritmi di super lavoro. Influenza e covid stanno mettendo a dura prova la tenuta degli ospedali e l’organizzazione dei servizi sanitari. Anche ieri, come nei giorni scorsi, l’azienda ospedaliera ha cercato, spostando infermieri e personale da un reparto all’altro e mettendo a disposizione altri posti letto, di fronteggiare la nuova emergenza.
«Finora le iniziative prese dall’azienda non stanno dando i risultati attesi anche perché i posti letto messi a disposizione sono pochi – dice Daniele Carbocci, del Nursind, il sindacato degli infermieri – in quanto manca il personale infermieristico che è prioritario nell’assistenza dei pazienti. Non possiamo che tornare a chiedere che l’Aoup riprenda immediatamente le assunzioni di infermieri e Oss». Molte le difficoltà in cui medici e infermieri si sono trovati a lavorare anche ieri, mentre non si intravede alcuna soluzione per alleggerire i carichi di lavoro. La situazione è pesante soprattutto perché, come spiegano anche i medici di famiglia, dal territorio (a cominciare dall’assistenza domiciliare) le risposte sono sempre minori. E quando i cittadini hanno un problema di salute e non trovano risposte dal territorio finiscono per rivolgersi al pronto soccorso più vicino.
Ieri mattina, prima che l’azienda intervenisse, al pronto soccorso erano in attesa di un ricovero circa 70 persone, tanto che l’Aoup si è attivata ed è andata a recuperare posti letto per dare risposte almeno ai casi più gravi. Spesso a fare le spese di questa situazione sono proprio i soggetti più fragili che invece avrebbero bisogno di maggiori attenzioni. Tra l’altro il 30 dicembre la Regione ha inviato alle aziende sanitarie e a quelle ospedaliere una circolare con cui individua le azioni sul territorio per ridurre la pressione sul pronto soccorso, fornendo indirizzi operativi per prevenire e gestire i fenomeni di sovraffollamento negli ospedali di tutta la regione. Indicazioni che, stando agli addetti ai lavori, si scontrano con la realtà. Con un territorio che deve fare i conti con la mancanza dei medici di medicina generale e con i tagli che periodicamente vengono decisi, per tenere sotto controllo la spesa, ai servizi di assistenza domiciliare. Nella circolare la Regione chiede anche «un monitoraggio costante del flusso degli accessi giornalieri nei pronto soccorso e l’intervento tempestivo in caso di situazioni critiche, comunicando giornalmente al settore competente lo stato di affollamento».l
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