Il Tirreno

Pisa

La tragedia

Muore a 61 anni mentre fa surf: aveva un ematoma alla testa

di Federico Lazzotti
Un’ambulanza nella zona del Calambrone (foto di archivio)
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Un’ambulanza nella zona del Calambrone (foto di archivio)

All’ora di pranzo al Calambrone davanti al bagno Oasi del Mare. Il testimone: «L’hanno rianimato per più di un’ora». Il ritratto della vittima

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PISA. Racconta Luca Gianvanni, presidente del circolo che gestisce il bagno Oasi del Mare, al Calambrone: «Per un’ora hanno cercato di rianimarlo in tutti i modi. Prima con il messaggio cardiaco, poi con il defibrillatore. A un certo punto sembrava che il cuore potesse tornare a battere. Invece ci hanno detto che all’ospedale è arrivato già morto».

È una tragedia quella avvenuta ieri all’ora di pranzo nel tratto di costa davanti alla spiaggia del Calambrone. A perdere la vita Marco Giorgi, 61 anni, residente ad Arcola, nello Spezzino, «istruttore di windsurf», racconta chi lo conosceva.

Secondo una prima ricostruzione, il sessantunenne sarebbe arrivato sulla spiaggia da solo per uscire in mare con il suo windsurf. «Ieri – raccontano gli appassionati – c’era un bel vento di Libeccio, teso ma non troppo potente». Le condizioni meteo marine perfette per il popolo delle onde. Il sessantunenne, parcheggiata l’auto, sarebbe entrato in acqua passando dal circolo windsurf Calambrone.

Difficile ricostruire l’orario di ingresso in mare e poi quello che è avvenuto intorno a mezzogiorno. Quello che è certo è che l’uomo è stato trovato in acqua privo di sensi da due surfisti. «Lo hanno portato a riva e hanno cominciato a rianimarlo in attesa dell’arrivo del 118. Non è per essere retorico ma questi ragazzi sono stati davvero degli angeli».

Impossibile dire che cosa abbia causato il decesso. «Aveva un ematoma alla testa – raccontano i testimoni – ma è complicato dire se lo svenimento sia dovuto a una caduta, oppure se è sentito male e per questo abbia sbattuto la testa».

Pochi minuti dopo l’allarme lanciato dal bagno Oasi del Mare al 118, sulla spiaggia del Calambrone sono arrivate anche due ambulanze: una della Croce rossa e l’altra della Svs.

Il medico, insieme ai sanitari e ai due surfisti che hanno riportato l’uomo a riva, hanno continuato il messaggio cardiaco. Poi la decisione, nonostante le condizioni disperate, di trasportare il surfista all’ospedale di Livorno, dove purtroppo è arrivato senza più battito e speranze.

Poco dopo al pronto soccorso di via Gramsci sono arrivati i parenti, sotto choc, probabilmente avvertiti dagli amici.

Ancora non è chiaro se la Procura disporrà l’autopsia per capire le cause del decesso o se invece la salma sarà restituita ai familiari per il funerale.




 

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