Italia
Pisa, promosse le rotatorie sul lungarno: la nuova viabilità è più vicina
L’assessore ha ricordato i motivi della sperimentazione e tracciato un primo bilancio. Dringoli: «Code in certe fasce orarie, ma benefici nella zona»
Pisa Far diventare stabili le modifiche o concludere la prova tornando alla situazione precedente. Si prende qualche settimana il Comune prima della decisione definitiva. «Per fare ulteriori valutazioni vogliamo dare modo agli automobilisti di abituarsi maggiormente al cambiamento. All’inizio dell’anno nuovo sarà fatta una scelta», dice l’assessore alla mobilità Massimo Dringoli, che in consiglio comunale ha risposto a un question time sul tema proposto dalla consigliera Maria Antonietta Scognamiglio (Pd).
L’assessore ha ricordato i motivi della sperimentazione e tracciato un primo bilancio dal quale si ricava l’impressione nelle valutazioni dell’amministrazione di un peso maggiore, al momento, dei benefici rispetto ai disagi. Se questo sarà confermato, le modifiche diventeranno definitive.
«La criticità del nodo all’incrocio tra i lungarni Mediceo e Buozzi, via Santa Marta e ponte della Fortezza – dice Dringoli – è stata ripetutamente segnalata dai residenti e dagli utenti della strada per molteplici motivi. Tra questi, la necessità di attraversare dopo piazza San Silvestro la pericolosissima volta di via Artigiani, il rallentamento conseguente del traffico in via Garibaldi, l’impossibilità per chi proveniva da via Garibaldi di attraversare l’Arno sul ponte della Fortezza con la necessità di passare il ponte della Vittoria già congestionato dal traffico proveniente da Cisanello».
Dringoli ammette che «per risolvere tali criticità sono state studiate varie soluzioni, tutte però caratterizzate dai problemi che provocherebbero allo scorrimento sui lungarni».
Da qui la sperimentazione «mirata a ridurre i punti di conflitto con due rotatorie piccole, ma utili a incanalare i flussi di traffico. Rispetto alle dimensioni ridotte, esempi significativi possono essere considerate le mini rotonde di via Contessa Matilde e via Pellico, rivelatesi comunque funzionali».
Riguardo ai risultati, Dringoli sottolinea in partenza l’errore iniziale (poi cancellato) della segnaletica orizzontale che aveva ridotto a una corsia il tratto finale del lungarno Mediceo. «I risultati finora ottenuti – dice Dringoli – hanno mostrato un notevole snellimento del traffico su via Garibaldi e una sensibile riduzione sul ponte della Vittoria, oltre che, a detta dei residenti, un miglioramento nell’intera area interessata (piazza San Silvestro, via Ridolfi, via Gioberti) e una più sicura percorrenza della rete ciclabile». Per contro «nelle ore di punta, in particolare nelle fasce orarie 8-9 e 18-19, si verificano rallentamenti con code», ma comunque per Dringoli «con tempo di percorrenza del lungarno di massimo 7 minuti (5 più di prima)».
In definitiva, «si potrà stabilire – dice Dringoli – se passare alla fase definitiva con conseguente realizzazione delle opere fisse (rotatorie e nuova collocazione della pista ciclabile) o se invece si debba ripristinare lo stato preesistente, decidendo quindi che impiegare per circa due ore al giorno qualche minuto in più per percorrere lungarno Mediceo costituisce un danno per la popolazione non compensato né dal vantaggio che l’attuale soluzione ha prodotto sul traffico delle altre strade, né dall’eliminazione del pericoloso incrocio via Artigiani-via Garibaldi».
«Il problema deve essere attenzionato – la replica di Scognamiglio – perché siamo in pieno centro e per le criticità in zona piazza Mazzini. Senza dimenticare che la rotatoria sul lungarno sembra troppo piccola».l
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
