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Pisa, omicidio Capovani: Seung invia ai giudici un memoriale di 18 pagine. «Non sarò al processo»

Pisa, omicidio Capovani: Seung invia ai giudici un memoriale di 18 pagine. «Non sarò al processo»<br>

L’imputato, accusato del delitto della dottoressa, motiva la sua decisione di non presnetarsi. In aula anche i figli, la madre e l’ex marito della vittima

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Pisa In diciotto pagine, scritte di suo pugno dal carcere Gianluca Paul Seung, 35 anni, di Torre del Lago, imputato per omicidio volontario premeditato, ha spiegato perché ha deciso di non presentarsi in tribunale, alla prima udienza davanti ai giudici della corte d’assise di Pisa dove è imputato per l’omicidio volontario premeditato di Barbara Capovani. È il presidente Giovanni Zucconi a darne notizia alle parti durante le fasi preliminari della prima udienza, senza entrare nei contenuti. Neppure il procuratore, Giovanni Porpora, si lascia andare a qualche dichiarazione sui contenuti: «Niente di rilevante», dice. E gli stessi difensori di Seung, arrestato lo scorso aprile con l’accusa di avere ucciso la psichiatra, Gabriele Parrini di Viareggio e Alessia Ratti di Firenze, non aggiungono dettagli.

«Le 18 pagine non abbiamo ancora avuto modo di vederle, ma noi insistiamo nel richiedere un’ulteriore perizia psichiatrica e siamo fiduciosi che nel proseguo possa essere disposta» dicono prima di lasciare il tribunale. Un lungo testo, da quanto si apprende, in linea con la personalità dell’uomo che su Facebook non esitava a presentarsi come «uno sciamano, mediatore fra invisibile e visibile».

Nell’aula ci sono due dei figli della vittima, la madre, l’ex marito e alcuni parenti, che restano lontani dalle telecamere. In silenzio seguono l’apertura del processo con lo sguardo di chi chiede giustizia. E al tempo stesso mai avrebbe immaginato un giorno di doversi trovare in un tribunale dove si deciderà la condanna dell’uomo che ha ucciso la loro amata Barbara.

«Non ce la sentiamo di dire nulla», spiega un familiare. Seung avrebbe ucciso la psichiatra dell’Asl Toscana nord ovest, fuori dal reparto di Santa Chiara, scaricandole addosso un inferno di rabbia e di botte usando una spranga o un martello – secondo l’accusa – per consumare una vendetta. Secondo lui, stando a quanto è emerso dalle indagini, la professionista doveva pagare il fatto di averlo ricoverato quattro anni prima.

La donna è morta dopo alcuni giorni di agonia mentre l’arma del delitto non è mai stata ritrovata. La polizia, che ha condotto le indagini, ritrovò successivamente in un cassonetto le scarpe sporche di sangue che Seung avrebbe indossato al momento dell’aggressione e nell’abitazione dell’imputato alcune cartelline con documenti clinici sui quali è stato rinvenuto il dna di Barbara Capovani.

Circa due ore per la prima fase del processo. In apertura uno dei giudici popolari sorteggiati viene esonerato: in passato ha avuto rapporti di conoscenza personale con la stessa Capovani e i suoi familiari. La corte di assise ammette al processo la costituzione di parte civile richiesta dalla Regione Toscana (avvocato Nicola Gentini) , dell’Asl Toscana nord ovest (avvocato Maria Fernanda Ventura) e dall’ordine dei medici e chirurghi della provincia di Pisa (avvocati Milvia Pasquinelli e Alessandro Niccoli) , oltre a quella già formalizzata dei familiari della vittima, assistiti dall’avvocato Stefano Del Corso. Respinta l’opposizione della difesa dell’imputato alle richieste di Regione e ordine dei medici in ordine alla costituzione di parte civile.

La difesa di Seung, come già annunciato, reitera la richiesta di sottoporre il giovane a una ulteriore perizia per accertare la sua capacità di intendere di volere al momento del fatto. Richiesta contrastata dal pubblico ministero «perché Seung si è rifiutato di sottoporsi a questo accertamento in sede di incidente probatorio. Nel dargli ora questa possibilità si finirebbe per condizionare la scansione del processo alla volontà dell’imputato». Considerato che potrebbe nuovamente cambiare idea. Richiesta che la corte di assise si riserva di valutare nel corso dell’istruttoria dibattimentale, dopo l’ammissione dei testimoni indicati dalle parti, sfoltendo quella della difesa ritenuta sovrabbondante. L’udienza viene poi aggiornata al 17 gennaio, quando sarà convocato anche il perito che avrà l’incarico della trascrizione delle intercettazionil

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