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Pisa, alberi abbattuti all'ex distretto militare: «Motivazioni poco chiare»

Pisa, alberi abbattuti all'ex distretto militare: «Motivazioni poco chiare»<br>

Denuncia sui lavori del gruppo “Una città in comune”: al centro della contestazione il numeri di piante abbattute rispetto all'intervento 

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Pisa «A seguito della nostra richiesta di documentazione tecnica relativa all’abbattimento di quasi tutte le alberature nell’area di recupero dell’ex caserma Curtatone e Montanara avvenuta nelle prime settimane di novembre continuiamo a rilevare difformità e incongruità che non consentono di comprendere esattamente quale sia stata la motivazione all’abbattimento di 83 alberature sulle 92 presenti all’interno dell’ex distretto». Così in una nota Una città in comune, movimento che insieme a Unione Popolare compone il gruppo consiliare Una città in comune.

«Non è chiaro quindi – prosegue – perché siano stati abbattuti quasi tutti gli alberi esistenti, esclusi i 9 centrali, ovvero perché e quando ai 28 alberi indicati come da abbattere dalla relazione agronomica ne sono stati aggiunti altri 55, portando gli alberi da abbattere, e oggi effettivamente abbattuti, a un totale di 83 sui 92 presenti. Anzi la relazione redatta dall’agronomo non dice affatto che solo nove alberi potevano essere conservati, ma al contrario indica di mantenere 64 dei 92 alberi presenti, di abbatterne 28 perché malati e specifica gli interventi da fare su ogni albero da mantenere».

«Come è possibile? Una spiegazione – si legge ancora – si trova in quei dettagli che probabilmente nessuno legge, ovvero nelle legende scritte in piccolo di alcune delle numerose tavole che compongono il progetto, dove sono indicate le motivazioni che hanno portato alla devastazione a cui abbiamo assistito in queste settimane e che nulla hanno a che vedere con la relazione agronomica sulla salute degli alberi. In una tavola del Piano di Recupero adottato si trova, infatti, l’indicazione di ulteriori 23 alberi, oltre ai 28 malati, “da rimuovere perché incompatibili con le opere di progetto”. Nella corrispondente tavola del piano di recupero approvato gli alberi sani da rimuovere diventano addirittura 55, qui con la motivazione “alberi da rimuovere perché incompatibili con le opere di bonifica”. Di tali motivazioni all'abbattimento di alberi sani non c'è traccia negli altri documenti del progetto. Siamo convinti che sia il progetto a dover essere compatibile con le alberature esistenti di pregio e non il contrario».

«Denunciamo la mancanza assoluta di trasparenza e di partecipazione della cittadinanza – aggiunge Una città in comune – su questa operazione che ha portato all’abbattimento selvaggio di 83 su 92 alberature e chiediamo i dovuti chiarimenti riguardo a questa procedura. E vista la mancanza di chiarezza dei documenti abbiamo richiesto un argomento in commissione per capire quali siano le reali motivazioni che hanno autorizzato ad abbattere quasi tutti gli alberi sani presenti, oltre i 28 previsti nella relazione agronomica».

«Prosegue così al ribasso – è la conclusione – la vicenda di questa caserma in centro storico: prima la giunta Filippeschi ha portato un danno patrimoniale perdendo l’occasione di acquisire in uso questo patrimonio che era pubblico e ora è privato. Poi la giunta Conti ha portato un danno sociale approvando un piano di recupero che nulla ha a che vedere con l’utilità sociale della cittadinanza che abita il quartiere».l

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