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Acque Spa, maxi offerta ai soci privati per avere il 100%: «85 milioni di euro per le vostre quote»

di Francesco Paletti
Acque Spa, maxi offerta ai soci privati per avere il 100%: «85 milioni di euro per le vostre quote»

I soci pubblici vogliono passare dal 55% attuale alla totalità. Ma secondo la perizia che è stata commessionata bisognerebbe salire a 100-110 milioni di euro

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Pisa Ottantacinque milioni per la cosiddetta ripubblicizzazione di Acque spa. Ossia per permettere ai soci pubblici, attualmente proprietari del 55% del gestore idrico del Basso Valdarno, di acquisire anche il restante 45%, attualmente detenuto da Abab, il socio privato partecipato al 51% da Acea. Non è un’idea e nemmeno un proposito per il futuro. I cinque soci pubblici l’offerta l’hanno già messa sul piatto da tempo. Almeno un paio d’anni fa, dopo essersi affidati alle valutazioni di advisor e società di consulenza.

Dal piatto, però, è quasi subito rimbalzata nei palazzi di giustizia, precisamente davanti al tribunale per le imprese di Firenze, perché Abab ha impugnato l’offerta. È un contenzioso che si trascina da tempo e che non è ancora arrivato alla conclusione anche se l’epilogo ora non è più lontanissimo e potrebbe arrivare nei prossimi dodici mesi: il giudice per le imprese, infatti, aveva nominato un perito perché valutasse la congruità o meno della proposta messa sul tavolo dal consiglio d’amministrazione guidato da Giuseppe Sardu. E i risultati sono arrivati: in effetti, almeno stando alla perizia, l’offerta non sarebbe congrua, ma non per tantissimo, sempre tenendo presente l’ordine di grandezza delle cifre.

Stando a chi ha avuto modo di leggere le carte, infatti, la valutazione del perito oscillerebbe fra i 100 e 110 milioni, ossia tra i quindici e i venticinque milioni in più di quelli messi sul tavolo dai soci pubblici. Beninteso, il tribunale non si è ancora espresso e al momento non ci sono date fissate in calendario anche se è presumibile lo faccia nei prossimi dodici mesi. Ma c’è comunque, un ordine di grandezza: per concretizzare il progetto di ripubblicizzazione di Acque spa occorrerebbe un investimento che oscilla fra gli 85 e 120 milioni. Qui si è fermato il percorso che i soci pubblici avevano affidato all’ormai ex presidente Giuseppe Sardu e al precedente consiglio d’amministrazione.Da qui, verosimilmente, ripartirà anche quello nuovo, eletto ieri mattina: perché, almeno nelle enunciazioni di principio, nulla è cambiato rispetto ai propositi di ripubblicizzazione.

Emblematico, al riguardo, il documento approvato dall’assemblea di Cerbaie ad inizio novembre, pochi giorni prima della scadenza fissata per la chiusura della lista dei soci pubblici: «È altresì necessario portare avanti il percorso di pubblicizzazione, sulla base del mandato che i soci pubblici hanno dato alla società adottando atti e provvedimenti nelle istituzioni e autorità competenti».Dunque, «al termine della definizione del valore delle quote del socio privato da parte del tribunale sarà necessario riprendere il confronto con quest’ultimo in modo da definire modalità e tempi della liquidazione e dare inizio al percorso di pubblicizzazione».

Chiaro, almeno nel documento, l’obiettivo e l’esito del percorso: «L’acquisizione di tutte le azioni detenute da Abab da parte dei Comuni serviti da Acque spa attraverso società da loro partecipate, andando a realizzare una società interamente pubblica secondo il modello di gestione in house providing».Questo, dunque, il compito affidato al nuovo consiglio d’amministrazione. Lo farà con una compagine pubblica, diversa rispetto a quella che l’aveva avviato: Publiservizi, l’ormai ex socio pubblico dell’area empolese, è stato acquisito per incorporazione da Alia, la multiutility dell’area fiorentino-pratese, che dunque, ne ha rilevato anche le quote (19%) all’interno di Acque.Invero Cerbaie affiderebbe alla nuova governance anche un ulteriore impegnativo compito: «Mantenere Acque S.p.A. fuori dal percorso di costruzione della multiutility, anche in vista di una futura quotazione in borsa, in quanto questa scelta è in contrasto con il percorso individuato e scelto in precedenza dai soci di Acque spa».

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