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Il caso

Pisa, restano le restrizioni allla gradinata dell'Arena. Ma c’è un piano per riaprire a tutti

di Francesco Loi
Pisa, restano le restrizioni allla gradinata dell'Arena. Ma c’è un piano per riaprire a tutti

Reti anti-caduta di materiali dopo le prove di carico (con buoni risultati). Oggi in programma la riunione della commissione provinciale per Pisa-Brescia

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Pisa Uno sforzo doppio, se non triplo. Di carattere economico, ma anche diplomatico. E sotto il profilo degli adempimenti burocratici. Il caso-gradinata è un intreccio di interessi, esigenze, aspettative che parte dalla caduta di intonaco scoperta prima della partita tra Pisa e Lecco dello scorso 24 ottobre e arriva fino al problema/obiettivo numero uno: la ricostruzione o ristrutturazione dell’Arena Garibaldi. E più la storia va avanti più questi aspetti si toccano.

La commissione

L’attualità è quella della prossima partita del Pisa all’Arena, in programma domani contro il Brescia. Oggi nel tardo pomeriggio torna a riunirsi la commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo. È ipotizzabile, con ragionevole certezza, che l’esito sarà il via libera all’apertura della gradinata come per le ultime gare precedenti: solo per gli abbonati (945) e solo per le sei file di seggiolini in basso, quelle divise dal resto grazie agli ormai famosi teloni. Questo dovrebbe essere il dato di partenza. Che poi il Pisa abbia già deciso, per proprie strategie di immagine e commerciali, lo spostamento di parte degli abbonati in tribuna è questione diversa. Oltre quello che potrà essere il verdetto della commissione provinciale in prefettura.

Scenario uno

L’apertura seppur parziale della gradinata, posto che sia questo l’esito della conferenza di oggi, sarebbe comunque un risultato ottenuto al termine di ulteriori valutazioni rispetto a quelle fatte nelle precedenti occasioni. E non è gratis per il Comune di Pisa, che intanto è andato avanti con le indagini relative allo stato della gradinata, a cominciare da analisi termografiche per individuare le zone umide causate dalle infiltrazioni di acqua piovana, all’origine delle cadute di calcinacci (tecnicamente distacchi di intonaco e di sfondellamento dei solai nella zona della curva sud). Di queste zone umide è stata fatta una mappatura riportata in una scala di gravità delle singole situazioni. Ci sono poi gli interventi che sono stati richiesti dalla commissione al Comune, i cui risultati saranno portati oggi e che costituiscono la base per poter tenere aperto almeno un pezzo della gradinata. Uno di questi è il posizionamento di reti nelle parti più critiche della parte inferiore della gradinata proprio per contenere eventuali distacchi di intonaco e mettere in sicurezza il passaggio. La fine del montaggio di queste reti con ganci d’acciaio è previsto per oggi. Le reti dovranno garantire le sei file in basso. La fornitura delle reti anticaduta di materiali è stata affidata al Laboratorio Archetti di Sulzano (Brescia) per un importo di poco superiore agli 8mila euro iva inclusa. Il secondo intervento, altrettanto dirimente, è quello delle prove di carico sulla stabilità della gradinata. I pesi sono stati fatti con bidoni pieni di acqua per verificare il grado di elasticità e resistenza delle travi. I primi risultati sarebbero stati positivi, non avendo rilevato problematiche sulle strutture del settore. In questo caso l’incarico è stato assegnato al Laboratorio Delta di Lucca, che «ha un’eccellente esperienza nell’esecuzione di prove su materiali da costruzione avendo avuto la prima autorizzazione ministeriale in data 06/12/1978», si sottolinea negli atti comunali per l’affidamento dei lavori. La somma richiesta per le indagini e il rilievo delle prove di carico sui solai è anche in questo caso di poco superiore agli 8mila euro iva inclusa.

Scenario due

Fin qui quanto si sta muovendo in riferimento alla partita di domani. Ma lo sguardo a Palazzo Gambacorti va oltre, dovendo garantire al Pisa Sc, in virtù della convenzione di concessione dell’Arena, uno stadio nelle migliori condizioni possibili. Cosa fare dunque per andare oltre e trovare soluzioni stabili? Un’idea sarebbe quella di rendere un modello l’abbinamento tra prove di carico e le rete anticaduta di materiali. In altre parole, dopo aver fatto eseguire prove di carico in tutta la gradinata (e non solo nelle parti critiche), installare queste reti in tutto il settore. Una volta applicato questo modello, l’obiettivo sarebbe quello di avere il via libera permanente, entro le prossime 2-3 partite, alla riapertura totale della gradinata, almeno nei numeri consentiti prima di Pisa-Lecco. In questo caso sarebbe necessario rivedere le vie d’esodo come da norme anti-incendio: ora è via Rindi, servirebbe anche via Bianchi.

Scenario tre

Lo scenario ancora ulteriore è quello di interventi che mettano al sicuro la gradinata anche senza reti, teloni divisori e altro ancora. E soprattutto evitare l’ulteriore peggioramento strutturale del settore nel tempo. La “ricetta” in questo caso dovrà essere contenuta nella perizia dello Studio Landi di via Garibaldi, a cui il Comune ha dato l’incarico di valutazione dei risultati del laboratorio e l’impostazione della progettazione per il risanamento dei gradoni dell’Arena. In una prima fase le analisi sull’Arena erano state assegnate alla ditta Tecnoindagini srl (che ha «un’eccellente esperienza nella realizzazione di una serie di studi e prove di laboratorio in collaborazione con il Politecnico di Milano»). Allo Studio Landi, che da oggi avrà a disposizione tutti i materiali, ora il compito di controllare le indagini di laboratorio effettuate e certificare i risultati ottenuti per iniziare il progetto di riqualificazione e risanamento dei gradoni.

La vendita

Nella perizia saranno indicate le necessità di intervento. Di conseguenza si potranno capire modalità, tempi e costi. Che potrebbero non essere esigui. Questa prospettiva rimanda all’altro scenario, quello finale: la nuova Arena. Il Comune ha già fatto sapere di essere disposto a cedere lo stadio al Pisa. Resta da determinarne le giuste condizioni. Proprio l’esigenza di coprire i costi per la sistemazione dell’Arena potrebbe essere l’occasione per iniziare ad approfondire le rispettive valutazioni. Una compartecipazione del Pisa alle spese potrebbe essere un anticipo sul prezzo di cessione dell’Arena. Sarebbe un passo concreto, il primo, in un iter che deve passare comunque da procedure a evidenza pubblica.l


 

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