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Pisa, addio alle storiche bancarelle in piazza Manin: «Dopo i lavori solo pochi torneranno»
Potranno rientrare solo otto delle attuali 44 postazioni che prenderanno posto nei nuovi chioschi realizzati dall’amministrazione e «saranno assegnati sulla base dell’anzianità della licenza». Ecco cosa accandrà agli altri
Pisa. Una data precisa ancora non c’è. Ma da Piazza Manin e Largo Griffi le bancarelle dovranno spostarsi presto. Assai prima della riqualificazione dell’intero percorso turistico che prevede una nuova collocazione per tutti i bancarellai dell’area: gran parte degli interventi previsti, infatti, riguardano la realizzazione di nuove pavimentazioni e proprio non si possono fare in "coabitazione" con le postazioni degli ambulanti. «Ci metteremo attorno a un tavolo e ne discuteremo anche con i diretti interessati - ha spiegato il sindaco Michele Conti durante la conferenza stampa di ieri-: sarà necessario trovare una diversa collocazione in aree attigue». Non solo provvisoriamente visto che, a cantiere chiuso, in Piazza Manin potranno rientrare solo otto delle attuali 44 postazioni che renderanno posto nei nuovi chioschi realizzati dall’amministrazione comunale e «saranno assegnati sulla base dell’anzianità della licenza» ha proseguito il primo cittadino.
E gli altri? «Nelle postazioni di Largo Cocco Griffi e via Cammeo» ha spiegato Conti. Quando accadrà ancora non è stato definito con precisione. Ma il cronoprogramma dei lavori sarà stringente, anche per la necessità di centrare tutte le scadenze previste dal Pnrr da cui provengono 2, 3 dei 5, 8 milioni previsti per realizzare l’intero progetto di riqualificazione: al massimo entro la fine dell’anno la pubblicazione della gara per l’affidamento dei lavori, che include anche la progettazione esecutiva. Poi i tempi di legge per la presentazione delle proposte e quelli per l’affidamento vero e proprio. Quindi l’elaborazione e approvazione della progettazione esecutiva. Dopo, però, uomini e mezzi dovranno entrare in azione. «Dobbiamo completare tutto entro la fine del 2025» ha precisato più volte ieri mattina il vicesindaco Raffaele Latrofa. Insomma è più che verosimile che, già nel corso del prossimo anno, le prime bancarelle cominceranno a spostarsi e lasciare Piazza Manin. Nel frattempo, però, quasi sicuramente entrerà in azione l’assessore al commercio Pesciatini per concertare il più possibile anche le collocazioni provvisorie, quelle per intendersi in cui posizionare le bancarelle durante i lavori. Che poi, però, non torneranno nella collocazione attuale ma in quelle prevista dal piano del commercio. Lo stesso che gli ambulanti di Piazza Manin hanno mpugnato di fronte al Tribunale amministrativo regionale. Ricorso che, però, è stato respinto il 7 luglio scorso al pari di uno analogo presentato dagli ambulanti di Piazza Arcivescovado: in entrambi i casi infatti, per il giudice amministrativo il piano è perfettamente legittimo anche per quanto riguarda le aree limitrofe a Piazza del Duomo, dato che il documento non ha fatto altro che recepire le indicazioni del Comitato interistituzionale per la gestione del sito Unesco. In ogni caso l’amministrazione comunale cercherà il più possibile di percorrere la via della concertazione: non vi è, infatti, alcun interesse, né volontà di ricorrere a forzature. Con un limite che, però, è invalicabile. Lo ha indicato chiaramente il sindaco Conti durante la presentazione del progetto: «Noi abbiamo soprattutto due responsabilità - ha detto -: riqualificare un’area oggi inadeguata e caratterizzata da mancanza di decoro che è di fondamentale importanza per lo sviluppo turistico della città e non perdere le risorse del Pnrr». In termini pratici: avanti sì sulla via della concertazione e del confronto, ma nel rispetto delle tappe del cronoprogramma che, di fatto, recepisce e si adegua alle scadenze del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Un cronoprogramma, dunque, «indifferibile» per usare la definizione dell’assessore Latrofa durante la presentazione.
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