Toscana
Pisa, Sant’Ermete finalmente avrà il nuovo cavalcavia: il progetto, il costo e i tempi di realizzazione
Il vicesindaco Latrofa: «Via ai lavori nel primo trimestre 2024». Attesa di quasi due anni tra vicende giudiziarie e caro materiali
Pisa «L’inizio dei lavori è previsto nel primo trimestre dell’anno prossimo». Stavolta forse ci siamo per l’adeguamento del cavalcavia di Sant’Ermete, grazie alla realizzazione di una passerella ciclopedonale in affiancamento alla struttura principale. Così ha risposto il vicesindaco Raffaele Latrofa, con delega ai lavori pubblici, a un question time proposto dal consigliere Ciccio Auletta (Diritti in comune) in apertura della seduta di ieri del consiglio comunale («verificheremo i prossimi passaggi», la replica).
Quando aprirà il cantiere, che peraltro per la posizione comporterà modifiche alla circolazione ferroviaria nei giorni dei lavori, saranno passati due anni circa dal primo affidamento dell’appalto in una vicenda che si è rivelata a ostacoli tra questioni giudiziarie e caro-materiali, con necessità di rimodulazione del piano economico legato al progetto che fa parte di “Binario 14”.
Era l’aprile 2022 quando il Comune di Pisa affidò al consorzio stabile Research di Salerno l’intervento di messa in sicurezza e ampliamento del cavalcavia di Sant’Ermete finanziato con i fondi del Bando Periferie per 2,3 milioni di euro, a cui si aggiungevano risorse dell’amministrazione comunale, per un importo complessivo di oltre 3 milioni di euro.
Poi era intervenuta un’interdittiva antimafia della Prefettura di Salerno nei confronti della ditta che aveva bloccato la consegna dei lavori. Nel giugno scorso una sentenza di primo grado del Tribunale Amministrativo della Regione Campania ha annullato quell’interdittiva e di conseguenza Palazzo Gambacorti ha ripreso l’iter burocratico.
«Questa sentenza – aveva sottolineato a giugno Latrofa – rende ragione alla nostra scelta di attendere l’esito giudiziario senza escludere la ditta affidataria, merito anche del lavoro attento e scrupoloso svolto in questi mesi dagli uffici, e ci mette ora nella condizione di ripartire con l’affidamento dei lavori, senza costi aggiuntivi a carico del Comune per sostenere eventuali spese dovute a ricorsi. Ci stiamo consultando con gli uffici in merito alle procedure da mettere in atto, ma la nostra volontà è quella di poter partire il prima possibile con i lavori».
Ma gli intoppi nel frattempo non si erano esauriti, essendo intervenuto l’aumentati dei prezzi di circa il 40% per effetto del caro-materiali. Ciò ha reso necessaria una variante al progetto e una variazione di bilancio per inserire ulteriori risorse a copertura dei costi aumentati. «La passerella ciclopedonale, realizzata a norma per essere utilizzata contemporaneamente da pedoni, ciclisti e persone con disabilità, favorirà – ha detto Latrofa – la mobilità dolce a servizio dei quartieri e sarà corredata da opere aggiuntive come la realizzazione di un’area verde completa di alberature ombreggianti, panchine e area giochi per bambini».
Il progetto di realizzazione del percorso ciclopedonale sopraelevato sulla via Emilia ha anzitutto come obiettivo quello di risolvere la spaccatura, rappresentata dal passaggio della ferrovia, tra il quartiere di Porta Fiorentina e quello di Sant’Ermete. La passerella con struttura metallica correrà con tracciato parallelo al cavalcavia esistente, in prossimità dello stesso sovrappasso stradale. Avrà una lunghezza di 49,50 metri e una larghezza di 3,40 metri, con altezza complessiva massima della travatura di circa 11 metri rispetto al piano strada della via Emilia.
La passerella sarà raggiunta mediante due scale e due ascensori (uno posto sul lato nord e uno su quello sud). Gli ascensori saranno a norma di persone disabili e idonei per il trasporto delle biciclette. Sul lato nord, visto il ridotto spazio disponibile, verrà mantenuta parte della scala esistente. La passerella sarà imboccata dalla vecchia via Emilia, in corrispondenza delle attuali scalette. Sul lato sud la passerella sarà invece collegata alla vecchia via Emilia posta sull’altro lato delle ferrovie, mediante un’area verde ricavata all’interno del lotto di proprietà di Rfi, che verrà riqualificato.
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