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Pisa, la pioniera della mobilità alternativa: «Prezzi bassi per affittare bici e monopattini,per attirare gli utenti»
Leonora Rossi, presidente di Fiab: «Questi mezzi vengono noleggiati da non residenti Ora è necessario risolvere anche il problema di dove lasciarli dopo averli utilizzati»
Pisa «Non conosco nel merito la bozza del nuovo regolamento comunale che come associazione ci siamo impegnati a studiare, ma ben venga tutto ciò che possa lasciare le auto parcheggiate a casa». Leonora Rossi, presidente di Fiab Pisa, da sempre sostenitrice del concetto che in città l’uso della bicicletta abbia enormi potenzialità, molto superiori a quelle attualmente sfruttate, guarda alle nuove disposizione di Palazzo Gambacorti con interesse. E con lei i trecento soci Fiab Pisa che compongono un’associazione nata nel maggio 2004, su iniziativa di un gruppo di pisani che utilizzano quotidianamente la bicicletta per andare al lavoro, per accompagnare i figli a scuola, per fare la spesa, per muoversi in maniera green in città. L’associazione ha come finalità la promozione dell’utilizzo della bici come mezzo privilegiato di trasporto urbano, in un quadro di riqualificazione dell’ambiente urbano.
Dottoressa Rossi, la città offre un sistema di bici e monopattini a noleggio: un servizio sufficiente al fabbisogno della comunità?
«Direi di sì, sia dal punto di vista numerico che in termini di postazioni. La rete di bike sharing collega bene tutti i quartieri. Sono strumenti comodi e utili. Tutto ciò che sposta dall’utilizzo dell’auto privata va nella direzione che riteniamo giusta, pur con i tanti dubbi che comporta una mobilità elettrica, partendo dallo smaltimento dei mezzi. Ma questo è un altro discorso. L’unica criticità, secondo me, sono i prezzi un po’ cari per l’utilizzo sporadico. Bici e monopattini vengono fondamentalmente noleggiati da non residenti, studenti fuori sede o lavoratori che gravitano all’ombra della Torre. Ebbene, le tariffe orarie, per chi non ha un abbonamento, ritengo siano abbastanza alte. Io stessa ho noleggiato un monopattino per pochi minuti e ho speso circa 3 euro, tra sblocco del mezzo e percorso. Ritengo fondamentale, per incentivare ancora di più l’uso di questi mezzi, avere un’attenzione particolare verso determinate categorie, partendo dagli studenti».
Il noleggio CicloPi per lei era migliore?
«Decisamente, a cominciare dalle tariffe molto più economiche e dalle postazioni fisse. Il Comune ora ha puntato sul servizio di biciclette a pedalata assistita e monopattini elettrici dedicando poche risorse alla manutenzione di questi mezzi. E il "free floating" non è per me la soluzione migliore, visto che i mezzi poi li troviamo parcheggiati ovunque, su marciapiedi, sulle piste ciclabili, agli angoli di strade con tutte le conseguenze che ben conosciamo».
Da tempo come Fiab vi battete per ottenere in città maggiori piste ciclabili: siete soddisfatti?
«Direi luci e ombre. Vediamo che il Comune sta portando avanti molti progetti, grazie anche ai fondi del Pnrr. Quello che chiediamo è una maggiore attenzione nella manutenzione delle piste e alla predisposizione di una corretta segnaletica sia orizzontale che verticale, oltre a un utilizzo non corretto dei percorsi ciclopedonali. Ad esempio, il percorso di lungarno Buozzi necessità di una segnaletica, in quanto la pista prosegue sul marciapiede, ma senza indicazioni è difficile imboccare il tratto giusto. Anche sul fronte San Rossore siamo contenti che si ricucia il Parco, il nostro polmone verde, alla città con una pista ciclabile in sede protetta. Pisa è una città talmente piccola che può essere girata in bici, sempre, partendo dal presupposto che le due ruote, oltre a far bene all’ambiente, ci permettono anche spostamenti super veloci. E in città come la nostra è decisamente un valore aggiunto».
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